Visualizzazione post con etichetta occupy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta occupy. Mostra tutti i post

mercoledì 1 febbraio 2012

Dichiarazione dell'Assemblea dei movimenti sociali, Porto Alegre (RS), Brasile - 28/1/2012


Dichiarazione dell'Assemblea dei movimenti sociali, Porto Alegre (RS), Brasile

Noi popoli di tutti i continenti, riuniti nell'Assemblea dei movimenti sociali durante il Forum Sociale tematico Crisi capitalista, Giustizia sociale e ambientale, lottiamo contro le cause di una crisi del sistema che si esprime in termini economici, finanziari, politici, alimentari e ambientali, e che sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell'umanità. La decolonizzazione dei popoli oppressi e il contrasto dell'imperialismo sono le principali sfide dei movimenti sociali di tutto il mondo.

In questo ambito ci riuniamo coscienti della nostra diversità per costruire insieme programmi e azioni comuni contro il capitalismo, il patriarcato, il razzismo e tutti i tipi di discriminazione e sfruttamento. Per questo, riaffermiamo i nostri assi comuni di lotta, così come adattati nella nostra Assemblea a Dakar del 2011.

Lotta alle multinazionali

Lotta per la giustizia climatica e la sovranità alimentare

Lotta per l'eliminazione della violenza sulle donne

Lotta per la pace, contro la guerra, il colonialismo, le occupazioni e la militarizzazione dei nostri territori

I popoli di tutto il mondo soffrono oggi gli effetti dell'aggravarsi della crisi profonda del capitalismo, dove i principali agenti (banche, multinazionali, gruppi di telecomunicazioni, istituzioni internazionali e governi al loro servizio) cercano di aumentare i propri vantaggi ai costi di una politica interventista e neocolonialista. Guerre, occupazioni militari, trattati neoliberali di libero commercio e "misure di austerità" espresse in pacchetti economici che privatizzano beni, abbassano salari, riducono diritti, aumentano la disoccupazione e sfruttano le risorse naturali.

Queste politiche interessano particolarmente i paesi più ricchi del Nord del mondo, aumentano i flussi migratori, gli spostamenti forzati, gli sgomberi, l'indebitamento e le disuguaglianze sociali.

La logica escludente di questo modello serve solo ad arricchire le piccole elitè, sia nei paesi del Nord del mondo sia in quelli del Sud,a detrimento della grande maggioranza della popolazione. La difesa della sovranità e dell'autodeterminazione dei popoli, la giustizia economica, ambientale e di genere, sono la chiave per affrontare e superare la crisi, rendendo protagonista uno Stato libero dalle corporazioni e al servizio dei popoli.

Il riscaldamento globale è il risultato del sistema capitalistico di produzione distribuzione e consumo. Le multinazionali, le istituzioni finanziarie, i governi e le organizzazioni internazionali al loro servizio non intendono ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra, Ora tentano di imporci l'"economia verde" come soluzione per la crisi ambientale e alimentare, che oltre che aggravare il problema porterà una mercantilizzazione, privatizzazione e finanziarizzazione della vita. Rifiutiamo tute le false soluzioni per questa crisi, come gli agrocombustibili transgenici, la geoingegneria e i mercati del carbone, che sono solo nuovi trucchi del sistema.

La realizzazione di Rio+20 nel mese di giugno a Rio de Janeiro, dopo 20 anni da Eco '92 rinforza la centralità della lotta per la giustizia ambientale in opposizione al modello di sviluppo capitalista. L'intento di "rendersi verde" del capitalismo, accompagnato dalla imposizione di nuovi strumenti dell'"economia verde", è un segnale d'allerta per far sì che come movimenti sociali rinforziamo la resistenza e ci facciamo protagonisti della costruzione di vere alternative alla crisi.

Denunciamo la violenza sulle donne esercitata costantemente come strumento di controllo delle loro vite e dei loro corpi. E inoltre l'aumento dello sfruttamento del lavoro delle donne con il solo obiettivo di attenuare gli effetti della crisi e mantenere il margine di profitto delle imprese. Lottiamo contro la tratta delle donne e dei bambini, i rapporti sessuali forzati e il pregiudizio razziale.

Difendiamo la diversità sessuale, il diritto all'autodeterminazione del genere e lottiamo contro l'omofobia e la violenza sessuale.

Le potenze imperialiste usano basi militari straniere per fomentare conflitti, controllare e saccheggiare le risorse naturali e supportare dittature in vari paesi. Denunciamo la falsa motivazione della difesa dei diritti umani che spesso fa da giustificazione alle occupazioni militari. Manifestiamo contro la violazione costante dei diritti umani e democratici in Honduras, specialmente nel Bajo Aguàn, l'assassinio di sindacalisti e lottatori sociali in Colombia e il blocco criminale a Cuba attivo da 50 anni. Lottiamo per la liberazione dei 5 cubani catturati illegalmente negli Stati Uniti, per l'occupazione illegale delle Isole Falckland da parte dell'Inghilterra, per le torture e le occupazioni militari promosse dagli Stati Uniti e dalla NATO in Libia e Afghanistan. Denunciamo il processo di neocolonizzazione e militarizzazione che vive il continente africano e la presenza dell'Africom. La nostra lotta è anche per l'eliminazione di tutte le armi nucleari e contro la NATO. Esprimiamo la nostra solidarietà con le lotte dei popoli del mondo contro la logica depredatoria e neocoloniale delle industrie estrattive e delle miniere multinazionali, in particolare, con la lotta del popolo di Famatina in Argentina, e denunciamo la criminalizzazione dei movimenti sociali.

Il capitalismo ha distrutto la vita delle persone. Per questo ogni giorno nascono lotte molteplici per la giustizia sociale al fine di eliminare gli effetti lasciati dal capitalismo e che tutti e tutte abbiamo un qualità di vita dignitosa. Ognuna di queste lotte implica una battaglia fatta di idee che non possono prescindere da azioni per la democratizzazione dei mezzi di comunicazione, controllati oggi da grandi gruppi, e contro il controllo privato della proprietà intellettuale. Allo stesso tempo ogni battaglia esige lo sviluppo di una comunicazione indipendente che accompagni strategicamente i nostri processi.

Impegnati nelle nostre lotte storiche, difendiamo il lavoro dignitoso e la riforma agraria come unici modi per supportare l'economia familiare, contadina e degli indigeni, e come passo determinante per raggiungere la sovranità alimentare e la giustizia ambientale. Riconfermiamo il nostro impegno nella lotta per la riforma urbana come strumento fondamentale di costruzione di città giuste con spazi partecipativi e democratici. Difendiamo la costruzione di nuova integrazione, basata sulla logica della solidarietà, e il rafforzamento dei processi come UNASUR e ALBA.

La lotta per il rafforzamento di educazione, scienza e tecnologie pubbliche al servizio dei popoli, così come la difesa dei saperi tradizionali, diventano più urgenti più persiste la loro mercantilizzazione e provatizzazione. Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio agli studenti cileni, colombiani, portoricani e di tutto il mondo, che continuano nella marcia per la difesa di questi beni comuni.

Affermiamo che i popoli non devono continuare a pagare per questa crisi e che non c'è via di uscita rimanendo nel sistema capitalista!

Abbiamo nella nostra agenda grandi sfide che richiedono che articoliamo le nostre lotte e che ci mobilitiamo in modo massivo. Ispirata dalla storia delle nostre lotte e dalla forza rinnovatrice dei movimenti come Primavera Araba, Occupy Wall Street, gli indignati e la lotta degli studenti cileni, l'Assemblea dei Monvimenti Sociali convoca le forze e le azioni popolari di tutti i paesi a sviluppare azioni di mobilitazione coordinate a livello mondiale. Dobbiamo contribuire all'emancipazione e autodeterminazione dei nostri popoli, rinforzando la lotta contro il capitalismo.

Invitiamo tutti e tutte a contribuire all'Incontro internazionale sui diritti umani in Solidarietà con Honduras e a costruire il Forum sociale Palestina Libre, il Movimento globale di boicottamento, disinvestimento e sanzioni contro lo Stato d'Israele e la sua politica di apartheid contro il popolo palestinese.

Prendiamo le strade a partire dal 5 di giugno in una grande giornata di mobilitazione globale contro il capitalismo. Invitiamo a supportare il Vertice dei Popoli per la giustizia sociale e ambientale, contro la mercantilizzazione della vita e in difesa dei beni comuni, in contrasto con Rio+20.

Se il presente è di lotta il futuro è nostro!

Porto Alegre, 28 gennaio 2012


domenica 15 gennaio 2012

‎#carnevaleindignato #agoraroma #occupyvatican - Lunedi 16/01 ore 15:30 a San Giovanni - Assemblea sulla disabilità e la crisi economica

Assemblea Tematica: Disabilità e crisi economica

Agora Roma "Piazza San Giovanni" 16 - 01

h.15,30 - 17,00

COMMISSIONE “PERSONE SPECIALI”

-DOCUMENTO D’INTENTI-

1. INTRODUZIONE E PRINCIPI
Il potenziale umano si esprime ad altissimi livelli attraverso le “personalità speciali”, catalizzatori energetici che, con le proprie gestalt biopsicosociali, esprimono una forza vitale, ammirevole e magnetica. Le persone speciali sono l'espressione massima della pulsione creativa definibile come intelligenza o tendenza alla vita. E’ da intendersi come espressione massima della grandiosità umana, la capacità di compensare un deficit, talvolta il sopravvivere all'aggressione di una patologia altamente invalidante. Trasformando tutto ciò in elementi strutturanti di personalità eccentriche ed eclettiche.

Promuovere uno sviluppo che prescinde dagli standard della normalità, ridefinire gli equilibri familiari intorno a una disabilità, rivendicare la possibilità di creare nuovi equilibri nel marasma della società, sono strategie d'Amore che qualificano la vita donandogli dignità.

La commissione di lavoro “Persone Speciali”, nasce dalle giornate del 10/11 settembre 2011 di piazza San. Giovanni, dove, per protestare contro lo stato di fatto della politica italiana ed internazionale, si sono date appuntamento moltissime persone, “disabili” e non, “speciali” e non, che si sono unite nel sentimento di indignazione internazionale apartitico e nonviolento.

Partendo dalla “disabilità” questa Commissione di lavoro rivolge il proprio interesse a tutte quelle persone che vivendo una vita “speciale”, o vivendo in modo particolare, hanno “speciali necessità” che se non soddisfatte comportano un disagio sociale e politico. Ci sono due forme di risposta individuale e sociale: la prima è quella di dimenticare, mentre la seconda è quella di valorizzare la particolare esperienza di vita. Col comportamento dell’indifferenza, dettato forse da ignoranza o diffidenza, risposta di primo acchito più semplice, non facciamo altro che incrementare le difficoltà. Col secondo comportamento invece appianiamo il disagio in favore di giustizia civile, uguaglianza e libertà sociale.


‎#carnevaleindignato #agoraroma #occupyvatican #occupypresepe - diretta streaming del corteo - ore 16 assemblea a Piazza del Popolo

Oggi il programma dell’Agora Internazionale di Roma continua con una manifestazione pacífica, chiamata ¨Carnevale del Sistema”, che partirà da Piazza San Giovanni a Mezzogiorno e terminerà a Piazza del Popolo intorno alle 16. Alla fine della manifestazione si terrá un’assemblea tematica sul lavoro e lo sciopero generale.



Se hai dei problemi clicca qui:





sabato 14 gennaio 2012

OCCUPY VATICANO - 14/1/2012



italiano:::::::::::::


OCCUPY VATICANO

per leggere il comunicato in altre lingue clicca qui [FR][ITA][ES][EN]


Il movimento mondiale, apartitico e non violento degli Indignati, delle Marce e degli Occupy hanno occupato il Vaticano sabato 14 gennaio 2012, in occasione dell'Agora Internazionale che si riunisce a Roma dal 10 al 17 gennaio.


Dall'inizio del pomeriggio, una quarantina di Indignati e Indignate hanno animato Piazza S. Pietro. Sono state montate tre tende e un falso papa ha orchestrato un' assemblea popolare. Questa occupazione aveva l' obiettivo di rimettere in questione il potere politico ed economico del Vaticano e di lanciare alla comunità cristiana un invito a raggiungerci.

"Alzati e cammina"

In tutti i Paesi del mondo le piazze sono state teatro di assemblee popolari e accampate. Piazza S.Pietro non sfugge a questo movimento di riappropriazione dello spazio pubblico. Coscienti del valore simbolico di un'azione in questo luogo sacro, i partecipanti dell'Agora Internazionale di Roma sono venuti a rimettere in questione il potere dello Stato Vaticano. In particolar modo hanno denunciato la Banca vaticana, IOR, e l'esenzione dalle imposte e tasse immobiliari di cui beneficia la Chiesa, visto che recentemente gli italiani si sono visti imporre di nuovo la vecchia ICI.


Per tutto il pomeriggio le forze dell'ordine sono state prese alla sprovvista dagli avvenimenti. Dopo aver interrotto l'assemblea popolare, si sono ritrovati bloccati al centro di Piazza S. Pietro, dove detenevano prigioniere 3 persone dentro una casa del presepe. Per finire, e' a colpi di manganello che il gruppo non violento di persone e' stato evacuato da Piazza S. Pietro; simbolo del cristianesimo.

CONTATTO STAMPA: Daniele 0039 9676391


Nonostante tutto si continua - ore 21 assemblea a San Giovanni - domani #carnevaleindignato

#occupyVatican #agoraroma #occupypresepe #occupyeverything - Nonostante tutto si continua - ore 21 assemblea a San Giovanni - domani #carnevaleindignato

https://www.facebook.com/events/143113222467398/

Il CARNEVALE DEL SISTEMA

Il 15 gennaio, unisciti a Roma per "il Carnevale del sistema": raggiungici a Roma, o organizzane uno nella tua citta'.
Il carnevale e' il momento in cui i ruoli si scambiano: il re diventa schiavo, lo schiavo diventa re.
Attraverso il gioco e l'ironia, i tabu' si infrangono: il carnevale e' il momento di liberazione
dell'essere umano.
Il sistema attuale e' un carnevale che non fa piu' ridere nessuno. Smascheriamolo, mettiamone in scena la
parodia. Facciamo cadere le maschere obsolete e e non piu' credibili di una falsa democrazia, che non
riesce piu' a nascondere il suo vero volto di ingiustizia e miseria.
Giocolieri, artisti, musicisti, chiunque voglia, preparatevi a sfilare tra la gioia e i colori. Siate creativi!
Ideate i vostri costumi, colorate le vostre maschere per annunciare l'arrivo di una nuova realta', in cui ogniuno sia libero di trovare il posto che desidera.

La Marcia verso Atene

Proposta!
L'ACCAMPATA DI CARTA! costruiamo tante piccole tende di carta/cartone (come se fossero barchette e aeroplanini) e riempiamo una piazza :)

L'idea è quella di creare tende piccoline di cartone e coinvolgere le persone affinché le realizzino con noi per creare un'istallazione nella piazza. Il materiale é molto semplice: Carta riciclata da scatoloni e pennarelli per scriverci sopra.

Qui potete trovare un esempio:

http://translate.google.it/translatehl=it&langpair=en%7Cit&u=http%3A%2F%2Fwww.notcot.org%2Fpost%2F4225%2F



#occupyVatican #agoraroma #occupypresepe - Arresti e violenza a San Pietro - Le foto -

Una cinquantina di indignati di diversa nazionalità, tra cui spagnoli, francesi, inglesi e naturalmente italiani partecipanti dell'Agorà internazionale di Roma che si sta tenendo a P.zza San Giovanni dal 10 al 17 gennaio, si sono riuniti oggi a San Pietro. Un ragazzo francese al fine di convocare l'assemblea pubblica è salito sull'albero di Natale. La polizia ha risposto con il fermo di questo ragazzo, trasportato in una vettura della Polizia, e altri due ragazzi accorsi in suo aiuto, sono stati trattenuti nella capanna del Presepe. Gli attivisti presenti nel tentativo di far rilasciare i ragazzi fermati, sono stati manganellati dagli agenti, e un poliziotto in borghese ha strappato dalle mani di un manifestante la sua telecamera, con cui stava riprendendo l'accaduto.





venerdì 13 gennaio 2012

Venerdì 13 Gennaio - Programma Agorà internazionale

Agorà Roma : programma : Venerdi 13 gennaio


- 10 h : comunicazione

- 10 h : azione

- 10 h : economia

- 10 h : diffusione

- 11 h 30 : manifestazione Ministerio dell’agricoltura in via XX Settembre

- 12 h : logistica

- 12 h : gruppo del 15/01 per il carnevale di sistema

- 14 h/18 h : assemblea in piazza dell’ Esquilino sull' indipendenza alimentare e CIE

- 15 h : continuazione workshop sulla libertà

- 17 h : yoga e relax

- 18 h : AGAR ( Assemblea Generale dell’ Agora Roma )

- 21 h : Assemblea Internazionale


giovedì 29 dicembre 2011

Cronologia di Occupyrussia - Movimento di protesta per nuove elezioni giuste


4 dicembre. In Russia ci sono le elezioni parlamentari che si svolgono con numerose infrazioni.

4 dicembre. A Mosca viene sequestrato un attivista del “Fronte di sinistra” Sergei Udaltsov: degli sconosciuti lo immobilizzano in mezzo alla strada, lo spingono in un'auto e lo portano via. Il giorno dopo si scopre che è stato arrestato. Udaltsov inizia uno sciopero della fame. Visto che era stato arrestato più di cento volte prima di quel giorno e in totale aveva già passato vari mesi in arresto, inizialmente il suo arresto non fa notizia.

5 dicembre. A Mosca nel parco Chystye Prudy (pozzanghere pulite) si tiene un meeting autorizzato di protesta contro le elezioni ingiuste. All'evento partecipano dalle 5.000 alle 10.000 persone. Non si vedeva una manifestazione così numerosa dal 1993.

5 dicembre. In seguito al meeting diverse centinaia di persone si dirigono verso la sede della Commissione Elettorale Centrale (CEC), in via Myasnitskaya si incontrano con OMON (Squadra di polizia per Obiettivi speciali). Avviene il soffocamento della manifestazione, in cui rimangono coinvolte anche persone non partecipanti alla marcia, ma che stavano tornando a casa dopo la manifestazione (tra loro anche la giornalista Tatiana Malkina). La polizia arresta le persone scegliendole in modo aleatorio dalla folla. Tra gli arrestati ci sono non solo gli attivisti Alexey Navalny e Ilya Yashin, ma anche i giornalisti come il redattore capo della rivista Forbes.ru Alexey Kamenskiy. Circa 250 persone vengono arrestate in quel momento.

5 dicembre. Viene arrestato Igor Gukovskiy, uno degli organizzatori della manifestazione al parco Chystye Prudy, a causa del fatto che il numero dei partecipanti aveva superato quello comunicato inizialmente (nella petizione inviata a novembre si parlava di 300 presenti). Il giorno dopo lo condannano innanzitutto al pagamento di una multa e poi all'arresto amministrativo di 15 giorni.

5 dicembre (la sera). Circa un centinaio di persone passano la notte di fronte alla stazione di polizia della via Ilyinka, dove sono in arresto tra altri, Alexey Navalny e Ilya Yashin. Chiedono che gli arrestati vengano assistiti da avvocati, cosa che non avverrà.

6 dicembre. In piazza Triumfalnaya a Mosca ha luogo una manifestazione non autorizzato in contrasto con i brogli elettorali e che porta avanti le richieste di liberazione di tutte le persone arrestate la notte prima. Le autorità mandano in strada un gruppo di giovani attivisti con tambuti (simpatizzanti col risultato elettorale e con Russia Unita, il partito vincitore). Circa 300 partecipanti alla manifestazione di opposizione vengono arrestati dalla polizia. Che tena varie volte di arrestare anche il deputato della Duma Ilya Ponomarev, ignorando il suo documento. A una manifestazione simile a Novosibirsk partecipa una decina di persone e quasi tutte vengono arrestate.

6 dicembre. Il fotografo Tania Sazanskaya organizza su Facebook un gruppo di sostegno agli arrestati. Il gruppo riesce a fornire gli arrestati di cibo e abiti (il gruppo continua a funzionare col nome iHelp).

6 dicembre. Il blogger Ilya Klishin pubblica su Facebook un evento col nome “Sabato in piazza della Rivoluzione” (una piazza molto significativa e vicina al Cremlino). Klishin non ha alcuna relazione con le richieste della manifestazione, solo sa che la manifestazione è stata autorizzata. Già verso mattina il giorno dopo l'evento su facebook conta circa 5.000 partecipanti, e il venerdì 9 dicembre saranno più di 30.000.

6 dicembre. Lo scrittore e esperto di marketing Arsen Revazov propone che sia un laccio bianco il simbolo del movimento di protesta che sta nascendo. Il suo suggerimento viene molto diffuso già la stessa notte, nonostante poi si scopra che una iniziativa simile già era stata proposta a ottobre da parte della organizzazione “Belaya lenta” (laccio bianco).

7 dicembre. La metà dei giudici di pace col compito di risolvere i casi degli arrestati nelle manifestazioni del 5 e 6 dicembre non fanno il loro lavoro – circa 80 persone di colpo si ammalano di febbre. Molti degli arrestati vengono liberati dietro la condizione di partecipare al processo il giorno dopo. Yashin, Navalny insieme a varie decine di arrestati vengono condannati a 15 giorni di arresto.

7 dicembre. In Piazza della Rivoluzione hanno inizio dei lavori stradali. Lo spazio disponibile per svolgere la manifestazione in questo modo si riduce molto. Molti iniziano a temere che possa scatenarsi della violenza: la manifestazione è autorizzata solo per 300 persone.

9 dicembre. I manifestanti di Piazza della Rivoluzione, inclusi i politici Boris Nemtsov e Vladimir Ryzhkov e il giornalista Sergey Parhomenko, ottengono un accordo con la polizia per spostare la manifestazione del 10 dicembre a Piazza Bolotnaya (fangosa). Siè registrata la partecipazione di 30.000 persone.

9 dicembre. Si annunciano i risultati ufficiali della elezioni alla Duma.

10 dicembre. A Piazza Bolotnaya partecipano tra 30mila (dati delle forze dell'ordine) e 100mila (dati dalle analisi fotografiche) persone. È la manifestazione più numerosa a Mosca dal 1991. Simili atti di protesta vengono vengono portati avanti in 99 città russe e in più di 40 paesi, dove i manifestanti si riuniscono davanti alle ambasciate e ai consolati russi. A San Pietroburgo, Syktivkar, Khabarovsk, Tyumen, Belgorod e in molte altre città (non a Mosca) avvengono arresti – per circa 600 persone imprigionate. Il portavoce di Vladimir Putin Dmitry Peskov comunicò che le autorità non avevano alcuna dichiarazione da fare sulle proteste.

12 dicembre. Gli organizzatori della manifestazione di Piazza Bolotnaya spingono per fare una nuova manifestazione il 24 dicembre.

12 dicembre. Nella riunione che si tiene alla Casa dei Giornalisti a Mosca si decide di iniziare il 24 una campagna di raccolta di firme per chiedere l'annullamento dei risultati elettorali.

14 dicembre. Le autirutà autorizzano la manifestazione del 24 dicembre. Il luogo prescelto – il Passaggio di Sakharov.

15 dicembre. Durante la sua “linea diretta” annuale, Vladimir Putin da delle risposte riguardo le proteste. Soprattutto lui indicò che , da lontano, aveva scambiato i lacci bianchi per preservativi e accusò gli organizzatori di manifestazioni come queste di pagare la partecipazione delle persone che chiama pecore.

18 dicembre. Uno degli arrestati Sergei Udaltsov, che continuava il suo sciopero della fame, è ricoverato all'ospedale in condizioni gravi.

martedì 13 dicembre 2011

Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 8 Dicembre 2011, Terme di Caracalla


RESOCONTO COMMISIONE LAVORO

Domani c'è un appuntamento a via Fornovo presso il Ministero del Lavoro per un presidio, hanno due giorni di tempo per bloccare i licenziamenti, i lavoratori continueranno la lotta e il presidio finché non riavranno il loro lavoro. Le conseguenze di questo taglio
tutte le mattine si sono messi sul tetto dell'edificio occupato e ogni mattina hanno cercato solidarietà , questo taglio non comporta solo la rovina della loro vita, ma anche il servizio ai clienti, perché non ci saranno più i treni notte, con danni complessivi a tutta la società che non può permettersi freccia rossa o aerei.
I lavoratori si sono visti tutti i giorni alle 19,00 incontrando la cittadinanza e le realtà vicine del quartiere ed è un segnale di come sui può allargare il fronte e creare solidarietà fra tutte le persone e deve essere un segnale per tutt*  lavoratori e le lavoratrici.
Al S.Raffaele ad esempio sono due mesi che non ricevono gli stipendi e ultimamente hanno organizzato scioperi selvaggi e blocchi del traffico, fuori dai sindacati. Anche al Santa Lucia rischiano di chiudere e la Regione non vuole sbloccare i fondi. Uno di questi gruppi e accampato.
A Roma c'è una nuovo tipo di azione, ci si va ad accampare nei posti dove sorge il problema, ad esempio al 5 ponte a Laurentino 38 si stanno svolgendo una serie di sfratti che sono stati velocizzati, alcune famiglie si sono mobilitate per accamparsi all'interno della circoscrizione.
Alla Sigma Tau anche ci sono licenziamenti in corso, ci sono comunque due modalità di azione, i lavoratori autorganizzati e i lavoratori sindacalizzati che però spesso sono bloccati dai sindacati stessi.
C'è un altro presidio a Termini ai binari est di termini, loro sono degli Internazionali, e sono stati invitati più volte a unirsi ma hanno una linea definita



giovedì 1 dicembre 2011

Dichiarazione iniziale del gruppo di lavoro sulle multinazionali, come approvato dalla assemblea generale OccupyLSX, il 25 novembre


“Tra le maggiori entità economiche del mondo nel 2000, c’erano 51 multinazionali e 49 paesi. [3]
Data la sua instancabile ricerca del profitto a tutti i costi, al sistema delle multinazionali attuale ben si adatta la definizione di una psicopatia che sta guidando una rapida distruzione della nostra società e dell’ambiente naturale. [4]
Questo viene fatto solo per beneficiare una piccola minoranza e non le esigenze del 99 per cento. Il modo in cui aziende e governi si intrecciano mina profondamente la democrazia. Le aziende raramente sono trasparenti o rendono conto ai cittadini. Questo sistema aziendale si è rotto e chiediamo alle persone di reclamare il loro potere e realizzare un cambiamento radicale e immediato.


Proponiamo questi passi:

Globalmente, le multinazionali privano le finanze pubbliche di centinaia di miliardi di sterline ogni anno, lasciando fondi che non sono sufficienti a garantire alle persone un tenore di vita equo. Dobbiamo abolire i paradisi fiscali e complessi meccanismi di elusione fiscale e assicurare che le multinazionali paghino le tasse che riflettono i loro profitti reali.

Le multinazionali che fanno lobby sovvertono la nostra democrazia. Lo scorso anno hanno speso 2 miliardi di dollari per influenzare il governo britannico. Noi crediamo che non ci debbano essere multinazionali che si basano sullo sfruttamento in una società democratica. Deve essere emanata una legislazione che assicuri pubblica trasparenza di tutte le multinazionali che fanno lobby. Questo significa essere che devono essere supervisionate da un organismo indipendente e credibile, che renda conto alla popolazione.

Il sistema esistente di sanzioni aziendali consente ai dirigenti e ai membri del consiglio di evitare la responsabilità individuale per le conseguenze delle loro azioni e della loro inattività. Coloro che sono direttamente coinvolti nel processo decisionale devono essere ritenuti personalmente responsabili per i loro misfatti delle aziende e devono essere accusati in un tempo ragionevole per tutti i comportamenti criminali che hanno.


Uno sviluppo positive a Occupy London è che molte persone che lavorano con queste multinazionali hanno comunicato di sostenere le nostre preoccupazioni. Noi incoraggiamo ognuno a farsi avanti, a offrirci la sua opinione o altre informazioni pertinenti, in modo aperto o confidenziale, da aggiungere a questa discussione.
Ci rendiamo conto che chi lavora in un’azienda possa sentire di non avere il potere di produrre un cambiamento, ma accogliendoli nelle discussioni con Occupy London e lavorando insieme, possiamo creare un sistema economico socialmente responsabile e sostenibile”.



Note
[1]
http://occupylsx.org/?page_id=575
[2]
http://occupylsx.org/?p=839
[3] Sales: Fortune, July 31, 2000. GDP: World Bank, World Development Report 2000
[4]
http://www.thecorporation.com/index.cfm?page_id=47 http://www.commondreams.org/views04/0218-01.htm

giovedì 24 novembre 2011

RISPOSTA ESEMPLARE DEL MOVIMENTO OCCUPY CONTRO LA BRUTALITA' DELLA POLIZIA


di Miguel Jorge

21 novembre, 2011, 11:28

Sabato scorso 19 novembre gli studenti dell'Università Davis della California hanno dato al mondo e alle forze di sicurezza dello Stato uno degli esempi più belli di come si manifesta. Allo stesso tempo, hanno dimostrato ancora una volta come alle menzogne di qualunque movimento di censura fa fronte il giornalismo territoriale e la pubblicazione delle cronache in rete. Questa è stata la risposta di fronte alla brutalità e crudeltà di azione da parte di un poliziotto nei confronti di un gruppo di giovani del movimento #occupy.

La storia ha inizio venerdì 18. Quel pomeriggio diversi studenti decidono di mettere in atto una protesta pacifica nelle vicinanze dell'Università. Come in tante altre occasioni, si protestava per la situazione del Paese e per il sistema finanziario. Si manifestava seduti e senza commettere atti violenti.

Linda Katehi, rettrice dell'Università, chiamò invece la polizia perchè liberasse il campus dalle proteste. La donna affermava che la gente stava invadendo le proprietà dell'Università e su questa base mise fretta alla polizia perchè sgomberasse i manifestanti.

Questa fu la risposta della polizia…

link al video su youtube

In modo indiscriminato e senza tentare alcun confronto a parole, si vede all'inizio del video che un agente del campus spruzza dello spray urticante contro i volti del gruppo di giovani seduti nella manifestazione. Poi iniziano gli arresti.

Ore dopo la polizia fa uscire il seguente comunicato:

Gli studenti erano stati avvertiti di abbandonare la zona alle 3 del pomeriggio. La protesta inizialmente doveva far capo a una cinquantina di studenti e dopo si rivelarono di più. Alcuni manifestanti indossavano completi protettivi e avevano con sè anche manganelli per cui gli ufficiali si sono visti obbligati a utilizzare i gas orticanti quando i manifestanti li hanno circondati. Non c'era altro modo di liberarsi dalla folla..

La dichiarazione della polizia è un insulto allo status di cittadino. Il video fu pubblicato dopo poche ore su You Tube e inziarono a comparire centinaia di denunce su Facebook sui fatti. 48 ore dopo le immagini hanno raggiunto più di un milione di visitatori.

è possibile che la polizia non si sia resa conto che la scena veniva registrata dalle videocamere degli studenti, ma quello che non lascia dubbi è che hanno mentito e usato una violenza estrema in una situazione molto diversa da quella che tentavano di far credere nel loro comunicato.

Il giorno dopo e e dopo aver visto il video, Katehi, la rettrice che fece intervenire la polizia, modificò il suo discorso e si riunì con i professori nell'Univesità. Pubblicò poi un comunicato dove definiva "incredibili" le immagini del video e dove chiedeva che si indagasse sulle azioni della polizia.

Gli studenti che sapevano che era stata la rettrice a chiamare la polizia per far piazza pulita delle proteste si fermarono ad aspettare fuori dal campus che lei uscisse per farle capire che la loro lotta non ha nulla a che fare con la violenza bensì è tutto il contrario.

Nonostante la donna abbia fatto qualche difficoltà ad uscire, alla fine molto tardi il sabato Linda Katehi se ne andò dall'Università dirigendosi verso la sua macchina. Qui ci fu la grande lezione degli studenti. Solo 24 ore prima erano stati attaccati brutalmente perchè stavano manifestando e esercitando il loro diritto di espressione...

link al video su you tube

Molte volte il silenzio può essere il più grande atto di protesta e opposizione contro una situazione. Probabilmente non leggeremo nulla sulla grande stampa di questa notizia. E nemmeno ce n'è bisogno. Twitter, Facebook e i restanti mezzi che la rete ci offre fanno sì che ognuno di noi sia un megafono di denuncia contro le autorità. Per quanto riguarda Linda Katehi, ha comunicato che non intende rinunciare alla sua carica dato che non ritiene di aver infranto alcuna politica del campus.



martedì 22 novembre 2011

Parigi - Comunicato stampa dei cittadini che occupano il parvis de la Défense

Démocratie Réelle Maintenant Paris


15 novembre 2011. Dal 4 novembre, il quartiere della Défense ha visto insediarsi un accampamento, simbolo della riappropriazione e dell’occupazione dello spazio pubblico da parte di numerosi cittadini Indignati. Da 12 giorni, un centinaio di persone si danno il cambio per mantenere vivo l'accampamento, nell'ottica della costruzione di una democrazia più giusta e più diretta.

Parigi, 11/11/11


Pressenza Parigi, 11/16/11 Questa iniziativa dei cittadini su basi di nonviolenza va a scontrarsi con una campagna di demoralizzazione da parte di forze dell'ordine che agiscono senza alcuna base legale. I materiali e le attrezzature destinati a fornire protezione contro il freddo e la pioggia vengono sistematicamente confiscati, qualunque manufatto, per quanto provvisorio, distrutto.

Le violenze illegali e le umiliazioni inflitte quotidianamente dalle forze dell’ordine agli occupanti hanno raggiunto lunedì un livello preoccupante.

La gendarmeria ha deciso di mettere l’embargo sul rifornimento di carta, cartoni,cibo, arrivando a impedire l’accesso al campo alle persone che volevano incontrare gli occupanti, il che rappresenta un attentato a libertà fondamentali come quella di circolazione e quella di espressione.

Verso mezzogiorno, si è sviluppato un incidente a seguito di un tentativo di introdurre nel campo dei rotoli di carta. Nella ressa, la gendarmeria ha fatto uso di gas lacrimogeni su un minorenne. Un cittadino slovacco è stato a sua volta ferito al basso ventre da un gendarme ed è stato in seguito portato all’ospedale dai pompieri. Ne è seguita una protesta formale da parte del consolato slovacco.

In seguito, probabilmente, alla presa di coscienza dell’assurdità e della totale illegittimità di questi eccessi, l’embargo è stato infine tolto, permettendo la libera circolazione di persone e materiali nel Parvis de la Défense. Poiché i gendarmi rifutavano di applicare gli ordini, in serata ha fatto la sua apparizione una Compagnia Repubblicana di Sicurezza per dar loro il cambio.

Poco prima delle 22, gli occupanti sono stati fatti oggetto di una nuova carica della polizia, effettuata senza precedente ingiunzione o avvertimento, e tesa a distruggere parte delle attrezzature predisposte durante la giornata. L’intervento si è trasformato in un vero e proprio saccheggio, con i poliziotti che si impadronivano degli effetti personali e delle coperte sistemati in una parte del campo. Questa dimostrazione smisurata di forza è durata una ventina di minuti, ed ha lasciato una cinquantina di persone in condizioni di intollerabile precarietà, generando forti rischi sanitari e attentando alla dignità, alla salute, e all'integrità fisica di queste persone.

Bisogna sottolineare che l’accampamento non ha tuttora ricevuto alcun ordine di sgombero, e che le forze dell’ordine hanno rifiutato di produrre i documenti legali sui quali poggerebbero i loro interventi. Una domanda indirizzata direttamente alla prefettura è rimasta a tutt’oggi [16 novembre] senza risposta.

Questa persecuzione da parte della polizia non fa che rinforzare la legittimità dell’occupazione da parte di cittadini determinati a prendersi le proprie responsabilità e a resistere in maniera nonviolenta di fronte a uno stato che adopera metodi fascisti indegni di una democrazia.

Nella nottata di martedì il campo è stato di nuovo fatto oggetto di un violento saccheggio ad opera delle forze dell’ordine, che sono giunte persino a calpestare cibo e medicine.

Gli Indignati hanno intrapreso un’azione legale comune per denunciare questi fatti. Quanti abbiano in qualche modo subito questi abusi di potere sono pregati di farsi avanti. Tutte le informazioni suhttp://paris.reelledemocratie.com/node/709

Nonostante tutti questi ostacoli, gli Indignati continuano ad organizzarsi e a resistere, ancora e sempre, all’oligarchia finanziaria.

Vi invitiamo tutti e tutte a raggiungerci sul Parvis de la Défense per continuare a denunciare l’indebolimento della nostra democrazia. Venite a difendere i vostri, i nostri diritti! Anche i giornalisti sono invitati, venite a condividere le nostre esperienze. Avventure garantite!

Gli Indignati e le Indignate della Défense

Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia

Image by: Jeremie Croidieu


lunedì 21 novembre 2011

Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 20 Novembre 2011, Terme di Caracalla


VERBALE ASSEMBLEA  20/11/2011

MODERATORE:  Gabriele
FACILITATORE: Eracle
INTERVENTI: Carolina
VERBALIZZATRICE: Giada

ODG
1) REPORT SITUAZIONE ACCAMAPATA
2) RELAZIONI DA STABILIRE O RAFFORZARE (CON ALTRE REALTA’ ED ALTRE ACCAMPATE, LIVELLO CITTADINO ED OLTRE)
3) AZIONI  [GRUPPO AZIONI, GRUPPO NONVIOLENZA, POSSIBILE SEMINARIO SULLA FINANZA]
4) MANIFESTAZIONE MOVIMENTO PER L’ACQUA BENE COMUNE
5) PROPOSTE DI ULDERICO PESCE
6) DISCUSSIONE SU POTERI FORTI E MOVIMENTO



domenica 20 novembre 2011

Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 16 Novembre 2011, Terme di Caracalla


VERBALE ASSEMBLEA 16 NOVEMBRE 2011


Moderatore: Sergio
Facilitatore: Massimiliano
Interventi: Ilaria
Verbalizzatore: Gabriele; trascrizione digitale Giada
Inizio ore 17:45 circa

OdG:
1)      Accampata a Terme di Caracalla e punto situazione
2)      Manifestazione studentesca di giovedì 17
3)      Incontro di Sabato 19 con la rete No Waste e lancio di idee su programmazione week end prossimo e successivi: