giovedì 26 gennaio 2012
Non ci sono ex Indignati. Comunicato stampa in risposta al servizio del Tg5 sull'Accampata delle Terme di Caracalla a Roma del 23 Gennaio 2012.
sabato 21 gennaio 2012
"Indignati: in 'marcia' da Roma a Napoli su una sedia a rotelle Roma" 20 gen. (Adnkronos)
Roma, 20 gen. (Adnkronos)
Si chiama Francesco, ha 33 anni, e' diplomato Ragioniere programmatore ma e' senza lavoro. Domani o sabato partira' da Roma per raggiungere Napoli con gli ''Indignati'' che ieri hanno lasciato Piazza san Giovanni e si sono momentaneamente stabiliti nell'ex manicomio provinciale di Santa Maria della Pieta' a Roma. Lui ha pero' una 'particolarita'' e' su una sedia a rotelle. Fa parte della Commissione Persone Speciali degli Indignati della Capitale nata con lo scopo di ''contribuire alla creazione di una società che sappia modellarsi rispetto alle reali esigenze umane, che sappia facilitare la libera espressione di chiunque, che promuova l' integrazione, ma soprattutto l'inclusione delle risorse in primo luogo umane, attraverso la relazione interpersonale e la diffusione di idee. Ed e' deciso: partira' alla volta di Napoli per portare la sua esperienza e rivendicare i diritti delle persone con 'discapacita'. ''Per i disabili - spiega Francesco all'Adnkronos - c'e' tanto da rivendicare, dal lavoro alla mobilita', dalla vita sociale al tempo libero al diritto all'autonomia, passando per l'istruzione. In Italia non va niente. Le leggi ci sono, e sono anche all'avanguardia ma e' difficile che vengano rispettate. Come si dice? ‘'Fatta la legge trovato l'inganno''.
Mentre Francesco, che si e' unito agli Indignati nell'?accampata' a Caracalla spiega le sue ragioni, nel padiglione dell'ex Lavanderia il gruppo che si e' trasferito da piazza San Giovanni e' in assemblea per decidere se partire domani o sabato e quale sara' il percorso. Dentro l'ex lavanderia una cinquantina di persone, di diverse nazionalita': francesci, norvegesi, algerini, olandesi, una ragazza australiana e, ovviamente, italiani.
Gli 'indignati' non si distinguono per il colore della pelle e neanche per la loro appartenenza sociale, religiosa o tantomeno anagrafica: sono giovani ma anche anziani, disoccupati, hippy, operai, impiegati e artisti, accomunati dal desiderio di mostrare tutta la loro indignazione contro le inefficienze del sistema capitalistico e finanziario. Non sono dotati di un leader, le decisione vengono prese da una sorta di ''assemblea comune'', e le loro decisioni le comunicano attraverso i social network, come Facebook e Twitter.''Fino ad ora – spiega quindi Daniele, uno degli Indignati romani che fa parte del gruppo di 'Marciatori' Nizza-Atene e della Commissione Comunicazione e che all'interno dell'assemblea assolve anche funzioni di traduttore - abbiamo fatto tappe da 22 a 28 chilometri al giorno ma vorremo abbassare la media e fare piu' tappe con soste di almeno due giorni nelle citta' per sensibilizzare e coinvolgere dal 'basso' la popolazione''. ''Dovremmo partire domani o, al piu' tardi sabato e la prima tappa sara' ai Castelli, poi - aggiunge - decidendo la sosta di volta in volta arriveremo fino a Napoli''. Non ci sono date prestabilite, ''arriveremo!'', l'unica data certa e' il 15 aprile quando arriveranno ad Atene.
C'e' chi dice che Francesco e' l'unico disabile ad aver deciso di partecipare alla 'Marcia' e chi dice, invece, che in altre realta', come in Spagna sono diversi i disabili che partecipano>.
Lui si schermisce: ''non mi interessa, non marcio per quello ma per rivendicare i diritti delle persone con disabilita'. E' un'esperienza''. Non si pone nemmeno obiettivi ambiziosi: ''Ad Atene? Non so se ci arrivero'. Intanto arrivo a Napoli poi si vedra'''.
Francesco non sara' accompagnato da messun membro della sua famiglia, che comunque non ostacola e anzi sostiene la sua decisione, ne' da un amico speciale', e' il gruppo che in caso di necessita' gli dara' una mano.
''La marcia e le 'accampate' - conclude Daniele - sono un mezzo per diffondere un messaggio, per risvegliare le coscienze e rianimare la partecipazione''. Diritti, uguaglianza, ricchezza condivisa e, soprattutto, partecipazione. Ridurre il potere delle banche e delle multinazionali. Fermare gli speculatori. Insomma, un diverso modo di vivere e di rapportarsi agli altri.

mercoledì 4 gennaio 2012
INTERNATIONAL AGORA OF ROME - 10/18 gennaio 2012
7 gennaio:
arrivo della Marcia
piazza del Popolo - ore 15: accoglienza e assemblea di conoscenza;
10 gennaio:
San Giovanni
- ore 15:00 Conferenza Stampa
- ore 16:00 Assemblea tematica "Democrazia Diretta"
11 gennaio:
La Pisana - Regione Lazio - mattina: manifestazione Zero waste per la discarica di Malagrotta
San Giovanni - pomeriggio: assemblea tematica ambiente e rifiuti
12 gennaio:
San Giovanni
- Mattina: Prima parte del workshop "Manifesto delle Libertà": discussione sul potere e le libertà, per immaginare come possiamo espandere le nostre libertà quotidianamente e riportare il potere di decidere per se stessi nelle mani delle persone.
- Pomeriggio: Laboratorio teorico e pratico di nonviolenza attiva
13 Gennaio:
San Giovanni - Mattina: seconda parte del workshop "Manifesto delle Libertà": produzione di un documento con i risultati della discussione della mattina precedente.
Piazza dell'Esquilino - Pomeriggio:
Manifestazione da Rosarno e da tutta Europa, con i lavoratori immigrati per il diritto di soggiorno e contro lo sfruttamento, per la sovranità alimentare e la difesa dell'agricoltura contadina
Assemblea tematica su sovranità alimentare e questione agricola.
14 Gennaio:
San Giovanni- assemblea tematica sul debito (saranno invitati a partecipare economisti indipendenti, per confrontare teorie e confrontarsi con le urgenze delle persone).
Nella seconda parte della giornata assemblea di confronto tra i movimenti per elaborare strategie.
EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/ev
15 Gennaio:
San Giovanni - Mattina: Assemblea sul lavoro; verranno invitati lavoratori delle fabbriche in vertenza, e non solo. Si parlerà di reddito sociale e sciopero generale.
Pomeriggio: Giornata di azione globale "Carnevale del sistema"
EVENTO FACEBOK: https://www.facebook.com/events/143113222467398/
16 Gennaio:
San Giovanni - Mattina: assemblea di discussione e preparazione di una marcia verso la Palestina
Pomeriggio: Assemblea tematica sulle disabilità.
17 Gennaio:
San Giovanni - Mattina: assemblea tematica su istruzione e diritto allo studio.
18 Gennaio:
Ciampino - trasferimento a Ciampino
- assemblea tematica sul diritto ad abitare e sul diritto dI cittadinanza
Chiunque, durante i lavori dell'agorà, può proporre azioni e discussioni da portare avanti
mercoledì 28 dicembre 2011
Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 27 Dicembre 2011, Terme di Caracalla
- Moderatore: Valerio
- Interventi: Irene
- Verbalizzatrici: Margherita, Eleonora
Ordine del giorno:
- Lettura della proposta della marcia interna:
- Lettura proposta di mediazione elaborata al margine dell’ultima assemblea con modifiche
- Discutere e consensuare programma Agorà

martedì 13 dicembre 2011
Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 8 Dicembre 2011, Terme di Caracalla
mercoledì 7 dicembre 2011
Giornata Mondiale dei Diritti Umani - Roma - 10 Dicembre 2011
Nonostante che tutti i paesi dell'ONU abbiano sottoscritto la Dichiarazione in molti paesi compreso il nostro, tali diritti non vengono adeguatamente tutelati o addirittura violati.
A Roma, come in tutto il pianeta, noi Indignati celebreremo questa ricorrenza, coscienti di quanto lungo ancora sia il cammino verso la democrazia reale, la libertà, la giustizia sociale
Il cammino si fa camminando, percorriamolo insieme!
Ti aspettiamo!
Indignati - movimento 15M –
Terme di Caracalla, Accampata – Roma
(Metro B - Circo Massimo)

Programma della giornata
h 10 - Diritto alla fantasia: teatro e fiabe dal mondo – Teatro Ygramul
h 11 - “Cari diritti vicini e lontani" - Seminario e tavola rotonda: con Un ponte per, il prof Domenico De Simone. Sono invitate Emergency, Amnesty International ed altri…
Pranzo sociale (ogni contributo di leccornie è benvenuto)
h 14 - Il diritto alla partecipazione: assemblee di democrazia diretta degli adulti e per la prima volta assemblea dei bambini!
h 17 - Spazio a teatro e musica – Marco Cinque in “Dalla parte del torto”
Imprevisti e possibilità: palco aperto a tutt*
LINK ALL’EVENTO FACEBOOK
https://www.facebook.com/events/140977629343374/
"il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. E' fondamentale. Quando qualcosa ci indigna come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti, impegnati. Abbracciamo un'evoluzione storica e il grande corso della storia continua grazie a ciascuno di noi. Ed è un corso orientato verso una maggiore giustizia, una maggiore libertà, ma non la libertà incontrollata della volpe nel pollaio. Questi diritti, promulgati nella Dichiarazione del 1948, sono universali. Se incontrate qualcuno che non en beneficia abbiatene pietà, aiutatelo a conquistarli”
Stéphane Hessel
giovedì 1 dicembre 2011
Dichiarazione iniziale del gruppo di lavoro sulle multinazionali, come approvato dalla assemblea generale OccupyLSX, il 25 novembre

“Tra le maggiori entità economiche del mondo nel 2000, c’erano 51 multinazionali e 49 paesi. [3]
Data la sua instancabile ricerca del profitto a tutti i costi, al sistema delle multinazionali attuale ben si adatta la definizione di una psicopatia che sta guidando una rapida distruzione della nostra società e dell’ambiente naturale. [4]
Questo viene fatto solo per beneficiare una piccola minoranza e non le esigenze del 99 per cento. Il modo in cui aziende e governi si intrecciano mina profondamente la democrazia. Le aziende raramente sono trasparenti o rendono conto ai cittadini. Questo sistema aziendale si è rotto e chiediamo alle persone di reclamare il loro potere e realizzare un cambiamento radicale e immediato.
Proponiamo questi passi:
Globalmente, le multinazionali privano le finanze pubbliche di centinaia di miliardi di sterline ogni anno, lasciando fondi che non sono sufficienti a garantire alle persone un tenore di vita equo. Dobbiamo abolire i paradisi fiscali e complessi meccanismi di elusione fiscale e assicurare che le multinazionali paghino le tasse che riflettono i loro profitti reali.
Le multinazionali che fanno lobby sovvertono la nostra democrazia. Lo scorso anno hanno speso 2 miliardi di dollari per influenzare il governo britannico. Noi crediamo che non ci debbano essere multinazionali che si basano sullo sfruttamento in una società democratica. Deve essere emanata una legislazione che assicuri pubblica trasparenza di tutte le multinazionali che fanno lobby. Questo significa essere che devono essere supervisionate da un organismo indipendente e credibile, che renda conto alla popolazione.
Il sistema esistente di sanzioni aziendali consente ai dirigenti e ai membri del consiglio di evitare la responsabilità individuale per le conseguenze delle loro azioni e della loro inattività. Coloro che sono direttamente coinvolti nel processo decisionale devono essere ritenuti personalmente responsabili per i loro misfatti delle aziende e devono essere accusati in un tempo ragionevole per tutti i comportamenti criminali che hanno.
Uno sviluppo positive a Occupy London è che molte persone che lavorano con queste multinazionali hanno comunicato di sostenere le nostre preoccupazioni. Noi incoraggiamo ognuno a farsi avanti, a offrirci la sua opinione o altre informazioni pertinenti, in modo aperto o confidenziale, da aggiungere a questa discussione.
Ci rendiamo conto che chi lavora in un’azienda possa sentire di non avere il potere di produrre un cambiamento, ma accogliendoli nelle discussioni con Occupy London e lavorando insieme, possiamo creare un sistema economico socialmente responsabile e sostenibile”.
Note
[1] http://occupylsx.org/?page_id=575
[2] http://occupylsx.org/?p=839
[3] Sales: Fortune, July 31, 2000. GDP: World Bank, World Development Report 2000
[4] http://www.thecorporation.com/index.cfm?page_id=47 http://www.commondreams.org/views04/0218-01.htm
mercoledì 23 novembre 2011
Flashmob degli Indignati di Roma per esprimere solidarietà alla popolazione del Cairo
Davanti l'ambasciata egiziana, a Villa Ada, dopo aver trascinato e gettato un “cadavere” su sacchi della spazzatura, gli indignati si sono buttati a terra, morenti, al grido Freedom. Il flashmob ha voluto rifarsi ad un video, agghiacciante ma tristemente reale, trasmesso da alcune emittenti web, che riprendeva un cadavere di un uomo trascinato da un poliziotto e gettato tra cumuli di immondizia, per strada. Con questo atto simbolico gli indignati denunciano il massacro ad opera delle forze dell'ordine egiziane, quale crimine contro l'umanità, esprimendo l'indignazione verso una violenza inaccettabile, che sta dilagando in Egitto e nel mondo.
Gli indignati romani - che da oltre sei mesi lavorano attivamente sul tema della nonviolenza, dei beni comuni, della necessità di riappropriarsi di uno spazio reale di confronto tra i cittadini - con il flashmob di oggi esprimono anche il sostegno e la vicinanza ad altre piazze del mondo dove, da settimane, si stanno organizzando presidi e proteste contro questo sistema economico, politico e sociale, non più rappresentativo di una giustizia e di un'equità propri di una civiltà davvero democratica ed evoluta. Il movimento degli indignati, nonostante si organizzi localmente attraverso assemblee cittadine, si riconosce in una sensibilità globale, che si sta esprimendo con sempre maggiore forza e partecipazione, in moltissime piazze del mondo.
A Roma, e in altre piazze indignate d'Italia, rimane salda la volontà di continuare a lanciare segnali forti, ma sempre pacifici, contro la brutalità della violenza, davanti alla quale non è più possibile rimanere indifferenti.
Per ulteriori informazioni consultare il sito del movimento:
www.indignati.cc
http://italianrevolution-roma.blogspot.com/
accampataroma.altervista.com
Movimento Indignati Roma – Terme di Caracalla
martedì 22 novembre 2011
Parigi - Comunicato stampa dei cittadini che occupano il parvis de la Défense
Démocratie Réelle Maintenant Paris
15 novembre 2011. Dal 4 novembre, il quartiere della Défense ha visto insediarsi un accampamento, simbolo della riappropriazione e dell’occupazione dello spazio pubblico da parte di numerosi cittadini Indignati. Da 12 giorni, un centinaio di persone si danno il cambio per mantenere vivo l'accampamento, nell'ottica della costruzione di una democrazia più giusta e più diretta.
Parigi, 11/11/11
Le violenze illegali e le umiliazioni inflitte quotidianamente dalle forze dell’ordine agli occupanti hanno raggiunto lunedì un livello preoccupante.
La gendarmeria ha deciso di mettere l’embargo sul rifornimento di carta, cartoni,cibo, arrivando a impedire l’accesso al campo alle persone che volevano incontrare gli occupanti, il che rappresenta un attentato a libertà fondamentali come quella di circolazione e quella di espressione.
Verso mezzogiorno, si è sviluppato un incidente a seguito di un tentativo di introdurre nel campo dei rotoli di carta. Nella ressa, la gendarmeria ha fatto uso di gas lacrimogeni su un minorenne. Un cittadino slovacco è stato a sua volta ferito al basso ventre da un gendarme ed è stato in seguito portato all’ospedale dai pompieri. Ne è seguita una protesta formale da parte del consolato slovacco.
In seguito, probabilmente, alla presa di coscienza dell’assurdità e della totale illegittimità di questi eccessi, l’embargo è stato infine tolto, permettendo la libera circolazione di persone e materiali nel Parvis de la Défense. Poiché i gendarmi rifutavano di applicare gli ordini, in serata ha fatto la sua apparizione una Compagnia Repubblicana di Sicurezza per dar loro il cambio.
Poco prima delle 22, gli occupanti sono stati fatti oggetto di una nuova carica della polizia, effettuata senza precedente ingiunzione o avvertimento, e tesa a distruggere parte delle attrezzature predisposte durante la giornata. L’intervento si è trasformato in un vero e proprio saccheggio, con i poliziotti che si impadronivano degli effetti personali e delle coperte sistemati in una parte del campo. Questa dimostrazione smisurata di forza è durata una ventina di minuti, ed ha lasciato una cinquantina di persone in condizioni di intollerabile precarietà, generando forti rischi sanitari e attentando alla dignità, alla salute, e all'integrità fisica di queste persone.
Bisogna sottolineare che l’accampamento non ha tuttora ricevuto alcun ordine di sgombero, e che le forze dell’ordine hanno rifiutato di produrre i documenti legali sui quali poggerebbero i loro interventi. Una domanda indirizzata direttamente alla prefettura è rimasta a tutt’oggi [16 novembre] senza risposta.
Questa persecuzione da parte della polizia non fa che rinforzare la legittimità dell’occupazione da parte di cittadini determinati a prendersi le proprie responsabilità e a resistere in maniera nonviolenta di fronte a uno stato che adopera metodi fascisti indegni di una democrazia.
Nella nottata di martedì il campo è stato di nuovo fatto oggetto di un violento saccheggio ad opera delle forze dell’ordine, che sono giunte persino a calpestare cibo e medicine.
Gli Indignati hanno intrapreso un’azione legale comune per denunciare questi fatti. Quanti abbiano in qualche modo subito questi abusi di potere sono pregati di farsi avanti. Tutte le informazioni suhttp://paris.reelledemocratie.com/node/709
Nonostante tutti questi ostacoli, gli Indignati continuano ad organizzarsi e a resistere, ancora e sempre, all’oligarchia finanziaria.
Vi invitiamo tutti e tutte a raggiungerci sul Parvis de la Défense per continuare a denunciare l’indebolimento della nostra democrazia. Venite a difendere i vostri, i nostri diritti! Anche i giornalisti sono invitati, venite a condividere le nostre esperienze. Avventure garantite!
Gli Indignati e le Indignate della Défense
Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia
Image by: Jeremie Croidieu
lunedì 21 novembre 2011
Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 20 Novembre 2011, Terme di Caracalla
RICHIESTA DI SOLIDARIETA’ CON L’EGITTO: DIFENDI LA RIVOLUZIONE!
L’appello disperato di piazza Tahrir: combattiamo insieme!
( Si combatte al Cairo. Si muore ancora in piazza Tahrir.)
Qualche giorno fa diversi movimenti egiziani hanno lanciato un appello rivolto al mondo intero. Pubblichiamo la versione italiana,
RICHIESTA DI SOLIDARIETA’ CON L’EGITTO: DIFENDI LA RIVOLUZIONE!
LETTERA DAL CAIRO A TUTTI I MOVIMENTI DI OCCUPAZIONE/DECOLONIZZAZIONE E RESISTENZA.
Dopo tre decadi di vita sotto una dittatura gli Egiziani hanno iniziato una rivoluzione chiedendo pane, libertà e giustizia sociale. Dopo l’occupazione quasi utopica di piazza Tahrir, durata diciotto giorni, ci siamo liberati di Mubarak e abbiamo iniziato il secondo più difficile compito di rimuovere i suoi apparati di controllo. Mubarak è finito, ma il regime militare vive ancora. Per questo la rivoluzione continua – con azioni di pressione, scendendo in strada per reclamare il diritto di riappropriarci del controllo delle nostre vite, e del loro sostentamento, contro il sistema di repressione e gli abusi che da anni perpetra. Oggi, però così presto dopo la sua nascita, la rivoluzione è in stato di minaccia. Vi scriviamo questa lettera per raccontarvi quello che vediamo, come resisteremo a questa nuova repressione e per chiedervi la vostra solidarietà.
Il 25 e il 28 di Gennaio, l’11 Febbraio, avete visto i nostri giorni, li avete vissuto con noi, attraverso la televisione e internet. Abbiamo combattuto ognuno di questi giorni, il 25 Febbraio, il 9 Marzo, il 9 Aprile, il 15 di Maggio, il 28 di Giugno, il 23 di Luglio, il 1 di Agosto, il 9 Settembre, il 9 Ottobre. Ogni volta l’esercito e la polizia ci ha attaccati, massacrati, arrestati, uccisi. E noi abbiamo resistito, abbiamo continuato, in alcune di questi giornate abbiamo vinto, in altre abbiamo perso, ma mai senza un costo. Più di 1000 persone hanno dato la vita per cacciare Mubarak. Da allora molti altri si sono aggiunti. Noi continuiamo la nostra lotta per far si che le loro morti non siano state invano. Nomi come Ali Maher (15 anni, ucciso dai militari in Tahrir, 9 Aprile), Atef Yehia (Colpito alla testa da un proiettile sparato dalle forze di sicurezza durante una manifestazione in solidarietà con la causa Palestinese, 15 Maggio), Mina Daniel (Ucciso dai militari con un colpo d’arma da fuoco durante la manifestazione davanti a Maspero, il 9 Ottobre).
Il ricordo di Mina Daniel, dopo la morte, è umiliato dalla perversione di aver inserito il suo nome nella lista accusati del procuratore militare.
Da quando la giunta militare ha preso il potere, più di 12000 dei nostri compagni sono stati giudicati da un tribunale militare, senza la possibilità di chiamare testimoni, a porte chiuse, e con accesso limitato solo agli avvocati. Ci sono minori in prigioni per adulti, sentenze di morte, e l’uso della tortura è tornato ad essere la norma. Le manifestazioni delle donne sono state attaccate e le molestie sessuali si sono spinte fino ai “test della verginità” sulle manifestanti da parte dell’esercito.
Il 9 Ottobre, l’Esercito ha massacrato 28 compagni a Maspero [Gli edifici della televisione pubblica, quello che è passato, in occidente, come il massacro dei Copti data la maggioranza cristiana in quella manifestazione N.d.t.]; Ci hanno investiti con i carri armati e ci hanno sparato per le strade, mentre, tramite i media di stato, hanno cercato di incitare violenze di tipo settario [ad ex. Mandando per televisione l’avviso che “I Cristiani” stavano attaccando l’esercito presso Maspero N.d.T]. I fatti di Maspero sono stati censurati. È solo l’esercito stesso che sta indagando su quei fatti. Coloro che ne parlano apertamente sono sistematicamente presi di mira. Questa domenica il nostro compagno e Blogger Alaa Abd EL Fattah è stato arrestato sulla base di accuse inconsistenti. Stasera passerà un’altra notte in una cella senza luce.
Tutto questo è messo in atto dallo stesso esercito che in teoria dovrebbe assicurare la transizione democratica, che ha dichiarato di voler difendere la rivoluzione, e che sembra aver convinto molti, in Egitto e all’estero. La linea ufficiale è stata quella di assicurare “Stabilità”, con vuote rassicurazioni sul fatto che l’Arma starebbe solo creando l’ambiente appropriato per le imminenti elezioni. Ma anche quando un nuovo parlamento sarà eletto, vivremo ancora sotto una giunta che ha potere legislativo, e si costituisce autorità giudiziaria, senza garanzie che tutto questo giunga mai ad una fine. Coloro che sfidano questo schema, sono perseguiti, arrestati e torturati; i processi militari ai civili sono il primo strumento di questa repressione. Le prigioni sono piene di incidenti di questa “transizione”.
Ci rifiutiamo di cooperare con i tribunali militari e le cause da essi intentate. Non ci costituiremo, non ci sottoporremo volontariamente agli interrogatori. Se ci vogliono ci dovranno prelevare con la forza dalle nostre case e dai nostri posti di lavoro.
Nove mesi dopo l’inizio di questa nuova repressione militare, stiamo ancora lottando per la nostra rivoluzione. Marciamo, occupiamo, scioperiamo, fermiamo e blocchiamo la città. Anche voi, lo sappiamo, fate cortei, occupate, scioperate, e fermate le città. Sappiamo della partecipazione fluviale con cui ci avete supportato a Gennaio, sappiamo che il mondo ci guarda da vicino, e che trae persino ispirazione dalla nostra rivoluzione. Ci siamo sentiti nella stessa lotta, come mai prima d’ora. Adesso siete voi a ad ispirarci mentre guardiamo le lotte dei vostri movimenti. Abbiamo sfilato in corteo davanti all’ambasciata Americana al Cairo, per protestare contro la rimozione violenta dell’occupazione di Piazza Oscar Grant ad Oakland. La nostra forza è nella lotta comune. Se fermeranno le nostre lotte, l’ 1% vincerà – Al Cairo come a New York, Londra o Roma – Ovunque. Ma finché la rivoluzione vive, non c’è limite alla nostra immaginazione. Siamo ancora in grado di creare un mondo in cui valga la pena di vivere.
Potete aiutarci a difendere la rivoluzione!
Il G8, l’FMI, e gli stati del Golfo, hanno promesso al regime prestiti per 35 miliardi di dollari. Il governo degli stati uniti elargisce 1,3 miliardi di dollari in aiuto all’esercito ogni anno. I governi del mondo continuano nel loro supporto e intessono alleanze con i governatori militari in Egitto. Le pallottole con cui ci uccidono sono prodotte in America. I gas lacrimogeni, che bruciano I nostri occhi da Oakland alla Palestina sono fabbricati in Wyoming. La prima visita di David Cameron all’Egitto postrivoluzionario era intesa a chiudere un affare relativo agli armamenti. Questi sono solo alcuni esempi. Bisogna far sì che le vite delle persone, il loro futuro e le loro libertà non siano utilizzati per gli assetti strategici. Dobbiamo unirci contro quei governi che non condividono gli interessi dei cittadini.
Vi chiediamo di intraprendere azioni di solidarietà per aiutarci a contrastare questo ennesimo giro di vite.
Abbiamo suggerito una Giornata Nazionale per la Difesa della rivoluzione egiziana, con lo slogan “ Difendiamo la Rivoluzione Egiziana –Stop ai processi militari ai civili
Proposte di Lotta:
•Azioni contro le Ambasciate egiziane o I consolati con la richiesta del rilascio immediato dei civili giudicati in Tribunali military. Se Alaa, viene rilasciato, chiedete il rilascio delle migliaia ancora in carcere.
• Azioni volte a criticare l’appoggio del vostro governo all’Egitto .
• Proiettate video informative sulla repressione cui siamo sottoposti ogni giorno, e la nostra resistenza, scriveteci una mail per avere link al nostro materiale.
• Videoconferenze con attivisti egiziani, scriveteci per contatti.
• Ogni modo creativo di mostrarci solidarietà e che mostri agli egiziani che hanno alleati all’estero.
Se risponderete al nostro appello, scrivetecelo in modo da poterlo comunicare, ci piacerebbe anche avere foto e video degli eventi che riuscirete a organizzare.
defendtherevolution@gmail.com.
“Campagna per la fine dei processi Militari ai Civili.”
“Campagna Alaa Libero.”
“Mosireen ( I determinati )”
“Compagni dal Cairo.”
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