domenica 14 ottobre 2012
#Globalnoise - Verbale Assemblea Piazza di Spagna 13 Ottobre 2012
sabato 13 ottobre 2012
sabato 29 settembre 2012
#29 - Diretta streaming da Madrid
venerdì 28 settembre 2012
Diretta streaming dell'assemblea di Piazza di Spagna - Roma del 30 Settembre
Oggi in Spagna - Domani in Italia
giovedì 27 settembre 2012
Testimonianza da Madrid #26
mercoledì 26 settembre 2012
#25S -Cosa vogliono gli indignados? Appello e Manifesto
DIRETTA STREAMING DA MADRID - #26S
#25S - Testimonianza da Madrid

lunedì 16 luglio 2012
#SPANISHREVOLUTION - MADRID - COMUNICATO DELL'AUME(associazione dei militari spagnoli)
Anche in questo caso i
membri delle forze armate sentono in tutta la loro intensità gli ulteriori
tagli che il governo ha fatto per l'intero servizio civile. Dall'inizio del
"riconoscimento" della crisi abbiamo già subito diversi tagli che non
solo hanno aggravato una situazione che era già complicata dovuta alle lacune
enormi che in diritti e in capacità di sostegno stavamo vivendo, ma che
attualmente stiamo solo cercando di alleviare.
I militari hanno
dimostrato, e continueranno a farlo, la loro capacità di solidarietà e
altruismo, che non solo portano avanti nel loro lavoro quotidiano ma anche
nella risposta ferma e silenziosa di fronte
ai tagli che hannoo subito finora. Abbiamo avuto pazienza, siamo stati
tolleranti, attenti e precisi in queste
convinzioni di altruismo e di dare un aiuto quando necessario, ma queste
capacità di resistenza hanno un limite.
Le nostre famiglie e la
nostra stessa dignità non ci consentirà di essere trattati come jolly dal
valore infinito. Un uso interessato della nostra situazione è ulteriormente
aggravato dallo scarso o nullo intervento del governo per cercare di alleviare
questa situazione, che, dopo questi tagli, mostrano un funzionario che più che
realizzare uno sforzo solidale sembra pagare una penale di uno stato di cose
che non corrisponde affatto al lavoro silenzioso e costante, che non è mai
mancata quando la situazione sociale è stata prospera.
Scontrarsi con i
funzionari, i militari, in maniera così unilaterale da parte di una classe
politica che giorno dopo giorno ci illumina con la sua meschinità, offesa e
mancanza di idee per affrontare questa situazione, non si merita da parte
nostra grande rispetto, - eccetto l'obbligo della nostra “funzione "-.
Noi di Aume restiamo con
le braccia incrociate fino a quando ci si farà pagare per qualcosa che non
abbiamo fatto e ci si tratterà come delle "teste di turchi" (coloro
sui quali cade un'accusa per impedire che i veri responsabili vengano
giudicati), dal momento che in una situazione complessa coloro che hanno
promesso di risolverla con alcuni provvedimenti, adesso, dopo la fiducia
riposta in loro, cambiano le regole del gioco con alcuni tagli che prima
avevano rifiutato di applicare.
Aume parteciperà a tutte
le iniziative cittadine che organizzeranno la difesa di quei diritti che non
avremmo mai dovuto perdere, perché i diritti guadagnati sono già qualcosa
inerente alla condizione di cittadinanza.
Aume aumenterà il suo
impegno per gli sviluppi normativi ancora in attesa al fine di evitare tagli in
di diritti e che i militari si trovino di nuovo sottomessi a un sistema che non
conosce la partecipazione, la collaborazione e l'accordo.
AUME punta su un
Consiglio di Personale con la forza sufficiente per affrontare tutte le
modifiche che stanno supponendo una perdita di aspettative tanto professionali
quanto remunerative.
AUME aumenterà la sua
protesta per ottenere una riforma della legge sulla carriera militare in
profondità di modo che i cambiamenti attuali e i tagli non affonderanno
ulteriormente la situazione professionale
e familiare dei membri delle Forze Armate. La riforma non solo deve essere
fatta in profondità ma deve essere attuata il più presto possibile a causa di
questa situazione critica.
AUME non lascerà fuori
le classi inferiori delle Forze Armate, proprio a causa della loro
vulnerabilità a possibili mancati rinnovi dei contratti. E 'inconcepibile che
un soldato che ha rischiato la sua vita in una guerra e che è persino stato
ferito, sia lasciato in mezzo alla "strada", senza nessuna protezione
in una realtà sicuramente ostile.
AUME chiamerà alla
mobilitazione tutti i compagni attraverso manifestazioni legalmente convocate
dalle piattaforme dei funzionari o dalle piattaforme cittadine, per difendere i
diritti e gli interessi legittimi che non possono essere merce di scambio per
alleviare le situazioni che i nostri dirigenti non sono in grado di
controllare.
AUME eseguirà tutte le
azioni finalizzate a difendere i suoi membri e i militari in generale. Difesa
che intende non ammettere più sconti né ulteriori tagli della sua situazione
attuale, sociale, economica, familiare e burocratica. Le Forze Armate e le loro
componenti non sono insensibili e non possono rimanere passivi di fronte a
qualsiasi provvedimento, qualsiasi taglio, qualsiasi azione, per il solo fatto
di essere il gruppo che ha meno strumenti per difendersi contro tali
interferenze nel suo ambito di dignità.
AUME denuncerà
pubblicamente tutte le spese inutili che nell'ambito delle Forze Armate si
continuano a permettere. Feste di patroni, anniversari, prese di comando,
anniversari di promozione, alloggi, l'uso di veicoli ufficiali, feste di addio,
nozze d'argento, giuramenti, partecipazione a feste religiose, ecc. Sono spese
inutili, che sono fondamentalmente inaccettabili nell'attuale situazione e a
fronte della riduzione dei nostri salari.
AUME proporrà misure
volte al risparmio nelle Forze Armate, in particolare la razionalizzazione
degli orari per ridurre i costi del carburante, del cibo, dell'acqua, del
riscaldamento, dell'aria condizionata e altre spese che in seguito alla
divisione dei turni si sperperano negli stabilimenti militari. AUME sarà
totalmente belligerante contro qualsiasi provvedimento che senza supporre un
risparmio economico comporti la perdita dei diritti conquistati.
Madrid, 13 luglio 2012
domenica 25 marzo 2012
Documentario accampata roma : parlano gli accampati
sabato 3 marzo 2012
AGORA' ROMA: SABATO 3 MARZO RACCOLTA DI SOLIDARIETÀ' PER LA GRECIA
martedì 28 febbraio 2012
#notav - #ForzaLuca - Il racconto di un marciatore spagnolo sulla protesta NO TAV e il caso di Luca
lunedì 20 febbraio 2012
Verbale Agorà Roma – Roma 19 febbraio 2012, Ex Lavandria
Presentazione Ex Lavanderia (Massimiliano), Logout (Marcello e Jonas) e Movimento Indignati (Marco Z, Rosario, Rossella, Valerio e Karolina).
Moderatore - ValerioTurno di Parola - EleonoraVerbale - Karolina, Marco Z.

Testimonianza dalla Grecia - 13 febbraio 2012
Cari amici,
c'è stata la dimostrazione di massa più forte che abbiamo avuto in questi due anni e mezzo.
Migliaia di persone, di diverse età, diversi stati sociali, diversi contesti politici, accomunati dalla stessa indignazione, lo stesso timore che manchi un futuro, la stessa rabbia, la stessa speranza.
L'appuntamento principale è stato quello delle 6 del pomeriggio a piazza Sintagma (la piazza centrale del Parlamento) e la moltitudine di gente già si trovava lì dalle 3 – 4 del pomeriggio.
Alle 17:30 circa la polizia ha iniziato a esercitare violenza tramite l'utilizzo di gas chimici, senza alcuna motivazione.
I manifestanti pacifici hanno iniziato a correre via naturalmente perchè si è creato del panico, ma nessuno se n'è andato.
Siamo rimasti là e dopo un po' di tempo quando l'atmosfera si è rischiarata abbiamo marciato di nuovo. Poi di nuovo il gas, ritirate per alcuni blocchi e di nuovo in marcia. La stessa storia è ripetuta fino alle 10 di sera, quando una grande confusione di persone provenienti da gruppi violenti ha iniziato ad appiccare il fuoco a diversi edifici.
Poi la polizia ha reagito coinvolgendoli in un ampio conflitto e l'uso di gas chimici s'è esteso a tutta una grande zona intorno all'Acropoli in tutte le piazze e angoli delle strade.
Più o meno 100 membri del Parlamento in un modo o nell'altro non avevano votato a favore del pacchetto delle misure, nonostante ciò il piano di Germania, Francia e il resto dei politici europei volto a stabilire in Grecia un governo ampio che abbracciasse 3 diverse partiti alla fine è andato bene.
Ieri sera il secondo accordo (Mnimonio) approvato col voto di 199 parlamentari su 300.
La frustrazione, la rabbia e un gran sentimento di mancanza di ogni senso sono oggi nell'aria.
Certamente sono felice che il sistema stia cadendo a pezzi. Prima accade meglio è. Però oggi mi sono svegliata con l'odore dei gas chimici e anche se la ragione mi dice che va bene così, il cuore si sente tradito.
Magari perchè nel profondo (e nei cuori di migliaia di persone) continuava a esistere la speranza di quello che una manifestazione di massa può fare.
Sicuramente dobbiamo tentare di trovare altre forme di resistenza contro questo scenario
negativo e per la costruzione di uno scenario nuovo.
Veramente spero di trovarle o almeno di poter proporre una direzione insieme a un gruppo come siete voi, amici.
Pace, forza e allegria per tutti noi.
Marianella

mercoledì 1 febbraio 2012
Dichiarazione dell'Assemblea dei movimenti sociali, Porto Alegre (RS), Brasile - 28/1/2012
Dichiarazione dell'Assemblea dei movimenti sociali, Porto Alegre (RS), Brasile
Noi popoli di tutti i continenti, riuniti nell'Assemblea dei movimenti sociali durante il Forum Sociale tematico Crisi capitalista, Giustizia sociale e ambientale, lottiamo contro le cause di una crisi del sistema che si esprime in termini economici, finanziari, politici, alimentari e ambientali, e che sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell'umanità. La decolonizzazione dei popoli oppressi e il contrasto dell'imperialismo sono le principali sfide dei movimenti sociali di tutto il mondo.
In questo ambito ci riuniamo coscienti della nostra diversità per costruire insieme programmi e azioni comuni contro il capitalismo, il patriarcato, il razzismo e tutti i tipi di discriminazione e sfruttamento. Per questo, riaffermiamo i nostri assi comuni di lotta, così come adattati nella nostra Assemblea a Dakar del 2011.
Lotta alle multinazionali
Lotta per la giustizia climatica e la sovranità alimentare
Lotta per l'eliminazione della violenza sulle donne
I popoli di tutto il mondo soffrono oggi gli effetti dell'aggravarsi della crisi profonda del capitalismo, dove i principali agenti (banche, multinazionali, gruppi di telecomunicazioni, istituzioni internazionali e governi al loro servizio) cercano di aumentare i propri vantaggi ai costi di una politica interventista e neocolonialista. Guerre, occupazioni militari, trattati neoliberali di libero commercio e "misure di austerità" espresse in pacchetti economici che privatizzano beni, abbassano salari, riducono diritti, aumentano la disoccupazione e sfruttano le risorse naturali.
Queste politiche interessano particolarmente i paesi più ricchi del Nord del mondo, aumentano i flussi migratori, gli spostamenti forzati, gli sgomberi, l'indebitamento e le disuguaglianze sociali.
La logica escludente di questo modello serve solo ad arricchire le piccole elitè, sia nei paesi del Nord del mondo sia in quelli del Sud,a detrimento della grande maggioranza della popolazione. La difesa della sovranità e dell'autodeterminazione dei popoli, la giustizia economica, ambientale e di genere, sono la chiave per affrontare e superare la crisi, rendendo protagonista uno Stato libero dalle corporazioni e al servizio dei popoli.
Il riscaldamento globale è il risultato del sistema capitalistico di produzione distribuzione e consumo. Le multinazionali, le istituzioni finanziarie, i governi e le organizzazioni internazionali al loro servizio non intendono ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra, Ora tentano di imporci l'"economia verde" come soluzione per la crisi ambientale e alimentare, che oltre che aggravare il problema porterà una mercantilizzazione, privatizzazione e finanziarizzazione della vita. Rifiutiamo tute le false soluzioni per questa crisi, come gli agrocombustibili transgenici, la geoingegneria e i mercati del carbone, che sono solo nuovi trucchi del sistema.
La realizzazione di Rio+20 nel mese di giugno a Rio de Janeiro, dopo 20 anni da Eco '92 rinforza la centralità della lotta per la giustizia ambientale in opposizione al modello di sviluppo capitalista. L'intento di "rendersi verde" del capitalismo, accompagnato dalla imposizione di nuovi strumenti dell'"economia verde", è un segnale d'allerta per far sì che come movimenti sociali rinforziamo la resistenza e ci facciamo protagonisti della costruzione di vere alternative alla crisi.
Denunciamo la violenza sulle donne esercitata costantemente come strumento di controllo delle loro vite e dei loro corpi. E inoltre l'aumento dello sfruttamento del lavoro delle donne con il solo obiettivo di attenuare gli effetti della crisi e mantenere il margine di profitto delle imprese. Lottiamo contro la tratta delle donne e dei bambini, i rapporti sessuali forzati e il pregiudizio razziale.
Difendiamo la diversità sessuale, il diritto all'autodeterminazione del genere e lottiamo contro l'omofobia e la violenza sessuale.
Le potenze imperialiste usano basi militari straniere per fomentare conflitti, controllare e saccheggiare le risorse naturali e supportare dittature in vari paesi. Denunciamo la falsa motivazione della difesa dei diritti umani che spesso fa da giustificazione alle occupazioni militari. Manifestiamo contro la violazione costante dei diritti umani e democratici in Honduras, specialmente nel Bajo Aguàn, l'assassinio di sindacalisti e lottatori sociali in Colombia e il blocco criminale a Cuba attivo da 50 anni. Lottiamo per la liberazione dei 5 cubani catturati illegalmente negli Stati Uniti, per l'occupazione illegale delle Isole Falckland da parte dell'Inghilterra, per le torture e le occupazioni militari promosse dagli Stati Uniti e dalla NATO in Libia e Afghanistan. Denunciamo il processo di neocolonizzazione e militarizzazione che vive il continente africano e la presenza dell'Africom. La nostra lotta è anche per l'eliminazione di tutte le armi nucleari e contro la NATO. Esprimiamo la nostra solidarietà con le lotte dei popoli del mondo contro la logica depredatoria e neocoloniale delle industrie estrattive e delle miniere multinazionali, in particolare, con la lotta del popolo di Famatina in Argentina, e denunciamo la criminalizzazione dei movimenti sociali.
Il capitalismo ha distrutto la vita delle persone. Per questo ogni giorno nascono lotte molteplici per la giustizia sociale al fine di eliminare gli effetti lasciati dal capitalismo e che tutti e tutte abbiamo un qualità di vita dignitosa. Ognuna di queste lotte implica una battaglia fatta di idee che non possono prescindere da azioni per la democratizzazione dei mezzi di comunicazione, controllati oggi da grandi gruppi, e contro il controllo privato della proprietà intellettuale. Allo stesso tempo ogni battaglia esige lo sviluppo di una comunicazione indipendente che accompagni strategicamente i nostri processi.
Impegnati nelle nostre lotte storiche, difendiamo il lavoro dignitoso e la riforma agraria come unici modi per supportare l'economia familiare, contadina e degli indigeni, e come passo determinante per raggiungere la sovranità alimentare e la giustizia ambientale. Riconfermiamo il nostro impegno nella lotta per la riforma urbana come strumento fondamentale di costruzione di città giuste con spazi partecipativi e democratici. Difendiamo la costruzione di nuova integrazione, basata sulla logica della solidarietà, e il rafforzamento dei processi come UNASUR e ALBA.
La lotta per il rafforzamento di educazione, scienza e tecnologie pubbliche al servizio dei popoli, così come la difesa dei saperi tradizionali, diventano più urgenti più persiste la loro mercantilizzazione e provatizzazione. Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio agli studenti cileni, colombiani, portoricani e di tutto il mondo, che continuano nella marcia per la difesa di questi beni comuni.
Affermiamo che i popoli non devono continuare a pagare per questa crisi e che non c'è via di uscita rimanendo nel sistema capitalista!
Abbiamo nella nostra agenda grandi sfide che richiedono che articoliamo le nostre lotte e che ci mobilitiamo in modo massivo. Ispirata dalla storia delle nostre lotte e dalla forza rinnovatrice dei movimenti come Primavera Araba, Occupy Wall Street, gli indignati e la lotta degli studenti cileni, l'Assemblea dei Monvimenti Sociali convoca le forze e le azioni popolari di tutti i paesi a sviluppare azioni di mobilitazione coordinate a livello mondiale. Dobbiamo contribuire all'emancipazione e autodeterminazione dei nostri popoli, rinforzando la lotta contro il capitalismo.
Invitiamo tutti e tutte a contribuire all'Incontro internazionale sui diritti umani in Solidarietà con Honduras e a costruire il Forum sociale Palestina Libre, il Movimento globale di boicottamento, disinvestimento e sanzioni contro lo Stato d'Israele e la sua politica di apartheid contro il popolo palestinese.
Prendiamo le strade a partire dal 5 di giugno in una grande giornata di mobilitazione globale contro il capitalismo. Invitiamo a supportare il Vertice dei Popoli per la giustizia sociale e ambientale, contro la mercantilizzazione della vita e in difesa dei beni comuni, in contrasto con Rio+20.
Se il presente è di lotta il futuro è nostro!
Porto Alegre, 28 gennaio 2012








