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giovedì 31 gennaio 2013

24-25/02 elezioni politiche: Questa democrazia è un inganno, I nostri sogni non entrano nelle vostre urne


Rivolgiamo un appello a tutte le persone che voteranno il "meno peggio", che non voteranno o che annulleranno la scheda.

Il 24 febbraio scendiamo in Piazza di Spagna(Roma), dalle ore 15 e 30, per riappropriarci del vero significato della parola democrazia, in un’assemblea pubblica aperta, in cui le competenze e le esperienze di ognuno possano confluire in un processo di cambiamento reale.Vogliamo che la nostra voce vada molto più in là di una scheda.

Questa classe politica non ci rappresenta.

Centro destra e centro sinistra si sono alternati, praticando politiche in perfetta linea di continuità, entrambe le parti hanno rifinanziato missioni di guerra, hanno smantellato l’istruzione pubblica, la sanità pubblica, il diritto al lavoro, privatizzando, precarizzando con contratti spazzatura, rubando e sperperando denaro pubblico.

Questa democrazia è un inganno, vogliamo democrazia diretta e partecipata.

Con la legge elettorale attuale le liste sono bloccate, e per poter essere eletti occorre superare lo sbarramento del 4%, così le minoranze non possono essere rappresentate e ci troveremo di nuovo a dover scegliere tra due schieramenti, assistendo ai soliti rimpasti e “inciuci” tra liste.

La partecipazione politica non si riduce al votare ogni cinque anni ma è decidere e partecipare 365 giorni l’anno, arrivando a votare anche 5 volte l’anno.

La chiamano crisi ma è solo un saccheggio.

Ci chiedono sacrifici perché ci raccontano che non ci sono soldi mentre vengono finanziate le “grandi opere”,le missioni militari, il salvataggio delle banche. Chiunque sarà eletto ha le mani legate perché tutti i nostri politici hanno deciso di rispettare le regole imposte dalla Banca Centrale Europea e dal FMI

Tutti insieme possiamo opporci e dire no a questo a questo ricatto economico manovrato dai poteri centrali ed auto-organizzarci per far emergere una economia reale basata sul benessere di tutti e per tutti. 

Se ti interessa, segui l'evento su facebook: http://www.facebook.com/events/135630256601269/


sabato 29 settembre 2012

#29 - Diretta streaming da Madrid

In solidarietà verso il movimento spagnolo e per organizzare anche qui un alternativa come in Spagna, vi aspettiamo in Piazza di Spagna (Roma) dalle 15 di domani in poi. Ci saranno anche alcuni ragazzi che hanno partecipato alla protesta spagnola di questi giorni. 




venerdì 28 settembre 2012

Appello per l' Assemblea del 30 Settembre a Piazza di Spagna - Roma


VI INVITIAMO ALL'ASSEMBLEA IL 30 SETTEMBRE ALLE ORE 15:00 A PIAZZA DI SPAGNA. CI SARANNO LE PERSONE TORNATE DA MADRID. POTREMO CONFRONTARCI INSIEME E CREARE QUALCOSA DI GRANDE! SIETE TUTTI INVITATI..ASSEMBLEA!!!

QUESTA LA TESTIMONIANZA DA MADRID: Siamo arrivate il 24 settembre alle 9 del mattino e già nel pomeriggio abbiamo avuto l'occasione di partecipare a due assemblee del gruppo di lavoro economia di Sol e al gruppo di lavoro che sta organizzando un evento il 12 ottobre a cura del gruppo nonviolenza, politica internazionale, america latina indignada e palestina. Da allora è stato un susseguirsi di appuntamenti. Infatti ogni giorno qui a Madrid ci sono diverse riunioni, assemblee e manifestazioni. Il movimento 15M si è molto sviluppato dal punto di vista dei contenuti, delle azioni e del radicamento su territorio, come ad esempio con le assemblee di quartiere.

Qui in Spagna è evidente che nulla si è fermato anche se i media non passano più notizie. Il movimento ha cambiato forma, la folla oceanica di maggio 2011 non si è dissolta ma si è incanalata in tanti rivoli di attività, rivendicazioni, analisi e proposte, in connessione costante. Si assiste oggi ad una moltipilicazione di azioni e interessi, ad una specializzazione in tematiche come, solo per fare qualche esempio, il cooperativismo o il consumo responsabile, si stanno portando avanti campagne di boycot, si sta lavorando molto sul debito e su come sottrarre potere alle banche e ai poteri finanziari forti. Si sta cercando di approfondire al massimo ogni aspetto che viene trattato.

La non violenza continua ad essere una delle caratteristiche fondamentali e fondanti. Non si è persa la capacità di stupire con azione spiazzanti, dissacranti e creative. ll clima che si respira è di grande poesia, ispirazione, determinazione. Sono coinvolte con grande passione e impegno persone di ogni età ed estrazione sociale. Qualche chiarimento sulla manifestazione del 25 settembre.

Questa data è stata lanciata dalla piattaforma En Piè che raccoglie varie sensibilità tra cui alcuni del 15M che ha lasciato libertà di scelta, se aderire o meno, alle singole assemblee o ai singoli partecipanti, non assumendo la data come ufficiale del 15M. Vari sono i motivi per i quali il 15M non ha aderito in toto all data, tra questi il non dare importanza al potere istituzionale e il credere che le manifestazioni davanti al palazzo d'inverno o alle zone rosse favoriscano la repressione gratuita, la manipolazione mediatica delle intenzioni dei manifestanti.

La presenza di alcune persone del 15M nel coordinamento della manifestazione ha reso più chiaro e orizzontale il processo di costruzione della data. Infatti dall'idea iniziale di occupare il congresso si è chiarito meglio il fine e si è deciso per la formula di rodeare il congresso ovvero di accerchiarlo. Così in piazza sono scese famiglie, giovani, anziani e vari settori della società civile, dichiarando apertamente il carattere nonviolento e pacifico della manifestazione.

La città, in previsione della manifestazione, è stata militarizzata, noi stesse abbiamo dovuto esibire il passaporto per poter tornare a casa. Però nonostante la repressione e il clima teso la gente ha reagito con grande intelligenza, non cadendo nella provocazione continua da parte della polizia ma anzi rispondendo con creatività e con un'opposizione nonviolenta. Gli episodi di scontro sono sospetti, ci sono video che testimoniano la presenza evidente di infiltrati.Lo stesso capo della polizia oggi ha dichiarato che questa procedura d'infiltrazione è normale. E comunque i supposti facinorosi sono 40 in una manifestazione di lameno 15.000 persone.

Nei prossimi giorni ci attendono assemblee, manifestazioni e riunioni. Tra le più interessanti, quella per l'organizzazione della giornata del global noise il 13 ottobre e quella dell'Agorà 99, tentativo di creare una rete internazionale più solida, agorà che si svolgerà nella prima settimana di novembre a Madrid. 


mercoledì 26 settembre 2012

#25S -Cosa vogliono gli indignados? Appello e Manifesto


Il 25 settembre il Parlamento spagnolo sarà circondata da migliaia di indignados venuti da tutto il paese per reclamare la loro democrazia.


Via Coordinadora25S



Il 25 settembre l'edificio del Parlamento spagnolo sarà circondato simbolicamente per salvarlo dal sequestro che ha trasformato questa istituzione in un organo inutile. Un rapimento della sovranità popolare da parte della Troika e dei mercati, eseguito sotto le spoglie e con la collaborazione della maggior parte dei partiti politici. Partiti che hanno tradito i loro programmi elettorali, i loro elettori e le persone in generale, rompendo i loro giuramenti e contribuendo alla graduale impoverimento del popolo.



Un governo scelto dal popolo che una volta a raggiungere il potere opera l'opposto di ciò che i candidati hanno promesso, non ha alcuna legittimità. Vincere le elezioni non dà al governo il diritto di agire come vuole, tradendo gli elettori che lo hanno eletto. La gente, in queste condizioni, hanno il diritto di richiedere al governo di dimettersi. Il popolo ha il diritto di avere un governo che governa in base alle scelte del popolo. Questa è l'essenza della democrazia e della sovranità popolare.



Il Parlamento sarà circondato da 25S per dire a quelli che ingiustamente ci governano che noi disobbediremo all'imposizione ingiusta e illegittima di ripagare il loro debito. Noi difenderemo i nostri diritti collettivi: le nostre case, pubblica istruzione, sistema sanitario pubblico, l'occupazione, la partecipazione democratica, e la nostra vita decente. Si avvierà il processo per arrestare i responsabili di questa crisi. I piromani che hanno causato questo incendio saranno giudicato invece che premiati.



La manifestazione al Congresso il 25 settembre si svolge al fine di recuperare la nostra responsabilità per il nostro futuro, rifiutando imposizioni nazionali ed estere. Vogliamo dire a coloro che hanno rapito la nostra democrazia che è il momento di lasciare. Noi chiederemo le dimissioni di questo governo, come primo passo. Cominciamo un nuovo processo costitutivo: un processo aperto con la partecipazione diretta in cui tutti noi decideremo insieme di quali istituzioni politiche, strumenti partecipativi, meccanismi giuridici e politici abbiamo bisogno per garantire l'efficacia delle nostre decisioni collettive. Un continuo processo costitutivo che partirà, ma non finisce, il 25S.



Contesto dell'azione:



Il "Plataforma En Pie" (Stand Up Platform) ha fatto un call-to-action attraverso i social media per realizzare un nuovo processo costitutivo in Spagna, con lo slogan "Il 25 settembre si occuperà il Parlamento". La mancanza di chiarezza e trasparenza sia per quanto riguarda gli obiettivi della chiamata chee per quanto riguarda l'identità di coloro hanno creato questa piattaforma hanno reso dubbiosi i gruppi del 15M (assemblee degli indignados nate dalla protesta dello scorso anno), perdendo il loro sostegno. Tuttavia, il processo mostra l'operatività di centinaia di gruppi attivi in Spagna. Inoltre, dimostra la loro capacità di reagire e di adottare una posizione politica in relazione alle azioni popolari che mettono in discussione il sistema economico e sociale.



Grazie a questo intenso dibattito, diverse assemblee 15M, alcuni no DRY (democrazia reale ora), collettivi e gli individui, hanno integrato il coordinamento ["Coordinadora 25s"] con una politica orizzontale di lavoro completamente aperta, in base al sistema assembleare di produzione del consenso. Il coordimento ha trasformato l'azione in "Rodea el Congreso", con un chiaro mandato non-violento. L'accesso e l'uscita dei parlamentari non sarà ostacolata in alcun momento. La normale attività all'interno del Parlamento non sarà impedita.



Manifesto:



Noi, gente comune, non ne può più di vivere con le conseguenze di un sistema condizionato da e costretto ad adattarsi ai mercati, che è a tutti gli effetti insopportabile, e ci ha portato a essere vittime di una grande truffa che ha causato questo crisi. Ci uniamo al fine di modificare questo manifesto. Invitiamo tutti i cittadini ad unirsi con le rivendicazioni che stiamo facendo in questo manifesto.



Noi percepiamo che l'attuale situazione ha superato tutti i limiti tollerabili e che siamo vittime di un attacco senza precedenti da parte dei poteri economici, che stanno usando la crisi come una scusa [per aumentare la loro ricchezza e potere]. Questo sta rovinando la nostra vita, e quelli da biasimare sono quelli che si presentano come una oligarchia intoccabile. Questo con la complicità di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, che stanno manipolando i poteri dello Stato, al fine di mantenere i loro privilegi e il loro eccessivo e illegittimo arricchimento.



Non c'è modo di nascondere il fatto che stiamo vivendo una gigantesca frode sociale, con i governi sistematicamente a tradirci facendo esattamente il contrario di ciò che hanno promesso nel loro dichiarazioni elettorali; così come non c'è giustizia nei tribunali contro i banchieri, i politici e uomini d'affari che sono responsabili della situazione attuale. Basta guardare per vedere questa struttura di potere vizioso e immorale creare politiche che esauriscono i nostri diritti e distruggono la nostra vita, e per vedere come siamo vittime di una repressione ingiusta quando chiediamo un cambiamento di questa situazione.



Noi crediamo che il problema sia di tale una grande dimensione, e che le radici siano così profonde, che una soluzione non sarà trovata nelle riforme del sistema politico attuale. Pertanto chiediamo:



- Il licenziamento di tutto il governo, così come il rigetto della Corte Suprema e la direzione dello Stato, per aver tradito il paese e l'intera comunità dei cittadini. Questo è stato fatto in premeditazione e ci sta portando al disastro.



- L'inizio di un processo costituzionale, in modo trasparente e democratico, con l'obiettivo di comporre una nuova Costituzione. Vogliamo farlo con la partecipazione di tutta la comunità dei cittadini, in modo tale che il risultato sarà loro, perché non riconosciamo alcun carattere democratico nell'attuale costituzione e leggi. Al contrario, questi sono stati elaborati da un gruppo selezionato alle spalle del popolo, confermando il dominio degli eredi dell'epoca franchista (il periodo durante il quale il dittatore Franco ha governato) e quelli d'accordo con loro. Devono essere le persone che determinano il modello di organizzazione sociale in cui il desiderio di vivere - non il contrario.



- Il controllo (l'audit) e la ristrutturazione del debito pubblico della Spagna, con una moratoria  dei pagamenti del debito fino a quando non vi è una chiara distinzione delle parti che non dovranno essere pagati dalla nazione, perché perseguivano gli interessi privati usando il paese per i propri obiettivi, anziché il benessere della società spagnola. Allo stesso modo, chiediamo un procedimento giudiziario contro tutte quelle persone sospettate di aver ordito tali mosse, e chiediamo che garantiscano e pagahino con i propri beni nel caso in cui si rivelino essere colpevoli.



- La riforma della legge elettorale, con la progettazione di un nuovo processo elettorale, al fine di rappresentare veramente la volontà del popolo prima di ogni elezione che sarà necessario per sostenere lo sviluppo di un processo costituzionale della democrazia.



- L'abolizione immediata di tutti i tagli e tutte le riforme adottate nei confronti dello stato sociale con la scusa della crisi, che ha istituito limiti ai diritti della popolazione e delle libertà, non solo perché implicano disastro per il paese, ma anche perché hanno consistono in tasse illegittime che tradiscono la volontà del popolo.



- Una profonda riforma fiscale, che farà pagare di più coloro che hanno raccolto maggiori benefici dalla società. Allo stesso modo chiediamo l'abolizione del condono fiscale ordinata dal governo, dal momento che questa ingiustizia è una presa in giro vera e propria verso coloro che pagano onestamente.



- L'abolizione di tutti i privilegi di coloro che sono in possesso di una posizione politica o pubblica, e l'introduzione di meccanismi efficaci di controllo delle prestazioni di tali posizioni.



- La cessazione immediata di tutti gli sgomberi forzati, e mettere quelle case appartenenti alle banche e società che hanno ricevuto fondi pubblici a disposizione delle persone.



- La creazione di nuovi posti di lavoro, con premessa principale della sostenibilità, il cui obiettivo sarà lo sviluppo dell'umanità, così come una forma di gestione adeguata ed adattata alla disponibilità di lavoro in modo tale che la popolazione sia in grado di lavorare per vivere - invece di essere costretti a vivere per lavorare. Si tratta di una bufala enorme dirci sempre più spess che dobbiamo lavorare di più, un errore sostenuto dalla avidità dei grandi interessi e contro gli interessi della gente comune.



Essendo stato spiegato tutto questo, invitiamo le persone a manifestare in una forma non definita alle porte del Congresso il 25 settembre, al fine di ottenere il licenziamento del governo e per creare l'inizio di un processo costituente, unendo tutte le lotte per una società più giusta.



Noi siamo la stragrande maggioranza. Noi siamo il popolo. Abbiamo ragione. Non tollereremo questo e non ci faremo calpestare. Occupy Congress - 25 settembre.



martedì 17 gennaio 2012

Lettera di Enric Duràn rivolta a tutti noi


Lettera di Enric Duràn rivolta a tutti noi

La diserzione bancaria e il diritto a ribellarsi. Un invito alla disobbedienza civile di massa

Mercoledì 23 novembre siamo stati informati dalla stampa (http://www.kaosenlared.net/noticia/fiscal-pide-8-anos-carcel-para-enric-duran) che la Procura aveva richiesto 8 anni di carcere per un'azione di diserzione bancaria fatta da me il 17 settembre 2008 attraverso la pubblicazione Crisi (Rif: http://www.podem.cat/butlleti17s09/he-robat-492000-euros-als-que-m-s-ens-roben-denunciar-los-i-construir-alternatives-de- )

E' importante chiarire che questa è la sola notizia che è trapelata sul processo penale contro di me. Ho avuto conferma che la fase orale di giudizio non è iniziata e che ancora non c'è una data prevista. La notizia raccolta il 23 ha seguito un'altra notizia sul giudizio civile con BBVA dove mi ero presentato il venerdì precedente 18 novembre (comunicato su questo punto: http://www.enricduran.cat/node/6571), che non aveva nulla a che vedere col processo penale. Nonostante alcune persone avessero capito che era questo processo penale che era iniziato, ci tengo a chiarire che non è così e tranquillizzare tutti in questo senso.

Il motivo principale di questo comunicato è quello di spiegare a voi tutti amici e amiche, compagni e compagne, tutti e tutte quelli che si sono preoccupati per le notizie sul processo giudiziale contro di me, qual'è il mio punto di vista sulla strategia che segue perchè lo possiate tenere presente a partire da ora.

Per iniziare voglio ricordare che nella mia dichiarazione del 17 settembre 2008 dicevo già “non penso che il sistema di giustizia sia legittimato a giudicarmi”. Da allora sono successe moltissime cose che mi hanno portato a riconfermare in modo assoluto questa posizione:

- La mancanza di risposta giudiziale alla sparizione speculativa di miliardi di euro dal mondo della finanza, che ha avuto conseguenze gravissime per la popolazione.

- La riforma della costituzione spagnola, a settembre 2011, orientata a dare beneficio alle banche ponendo come “priorità assoluta” il pagamento del debito pubblico, senza aver neppure consultato la popolazione.

- I gravissimi tagli alla salute in Catalogna che hanno causato la morte già di alcuni cittadini e hanno ridotto il valore della vita delle persone in generale.

- Il recente indulto al banchiere di Banca Santander, Alfredo Sàenz, che ha coinciso col favorire con l'appoggio di questa banca il PSOE e i suoi dirigenti (Rif: http://www.kaosenlared.net/noticia/santander-refinancio-deuda-psoe-dio-hipoteca-zapatero-durante-mandato)

“Quando il governo non rispetta i diritti del popolo, l'insurrezione è il più sacro dei diritti e il più necessario dei doveri”.

Penso che chi non merita la mia delega di sovranità, non ha nemmeno la legittimità per accusarmi o giudicarmi, nel tentativo di evitare il conflitto esistente tra le classi dominanti e le classi popolari.

Una Procura dello Stato che si piega mentre banchieri e politici cospirano contro il popolo non ha nessuna legittimità per accusarmi di nulla, né per imporre alcuna pena per un'azione politica come quella che ho fatto.

Le leggi su cui sono basate le accuse contro di me, fino a che vengono utilizzate a beneficio dei potenti e contro le classi meno potenti non hanno alcuna validità. In concreto la mia azione contro le banche è stato un atto di recupero e giustizia sociale, volto a riequilibrare, anche se in modo molto limitato, una parte delle ingiustizie che commette chi ostenta il potere.

A tutti gli amici e amiche che si preoccupano che io possa finire in carcere, a quei compagni che pensano che possa soffrire pensando a questa possibilità, voglio che sappiate che non è così, che sono come sempre positivo e ottimista rispetto a quello che potrà succedere e soprattutto a quello che siamo capaci di fare.

Nella pubblicazione “Crisi” già ho scritto: “Se lo Stato non è capace di uscire dalla pressione data dai poteri di fatto, che lo dimostri a tutti e tutte tenendomi in una prigione.”

Il carcere è verosimile per me, è certo, lo era fin da quando ho deciso di iniziare la diserzione bancaria, così come quando feci l'azione pubblica e come quando, nell'arco di due mesi veramente, tornai all'attivismo pubblico il 16 marzo 2009.

So che se finissi in carcere, si chiuderebbero alcune porte ma se ne aprirebbero anche delle altre. Il potere fa molta difficoltà a portarci in galera a causa di azioni politiche di disobbedienza civile, perchè sa che possono causare loro una perdita molto forte di legittimità e ritorcerglisi contro.

Diversi momenti storici ci hanno dimostrato che la reclusione di attivisti sociali può essere l'inizio del successo degli obiettivi per cui essi lottano.

Senza andare troppo lontani, vale la pena rammentare il ruolo che ebbe la reclusione di disertori del servizio militare nell'eliminazione dell'obbligo al servizio militare stesso.

Nel febbraio 1989 57 giovani si dichiararono disertori del Servizio Militare dell'Obbligo. Da allora e fino al 2001, data in cui venne abolito, 1670 disobbedienti finirono in prigione (Rif: http://www.cgtcatalunya.cat/spip.php?article3529)

Ci sono persone che si chiedono come possono appoggiarmi. Più che rispondere loro preferisco cambiare la domanda.

“Se vieni ad aiutarmi stai perdendo tempo. Ma se vieni perchè senti che la tua liberazione è legata con la mia... allora lavoriamo insieme”.

Allora che ti pare questa domanda: Come possiamo lavorare insieme?

Penso che il tuo tempo sia troppo di valore perchè tu lo perda diffondendo testi, raccogliendo firme o partecipando a manifestazioni per la mia assoluzione. Questo tipo di azioni corrono il rischio di farci pensare che la risposta ce l'abbiano i politici mentre sappiamo che non è così: la risposta l'abbiamo noi.

No ho intenzione di spingere alcuna campagna di appoggio per impedire che mi mandino in galera, quello che desidero è che siamo sempre di più a passare all'azione. Io stesso se potessi lo rifarei. Proprio come in passato ho fatto quell'azione di diserzione bancaria, in futuro continuerò a fare tutto quello che potrò, per quanto questo mi possa mettere a rischio di reclusione.

C'è bisogno di 1,2,3, 1000 persone che disertino. Solo estendendo la disobbedienza abbiamo possibilità reali di cambiare il mondo.

Per questo con alcune compagne abbiamo dato inizio all'iniziativa “Esercitiamo il diritto di ribellione” il settembre passato. Già da quel momento dichiarammo la mancanza di legittimità delle istituzioni che gestiscono lo Stato, nell'ambito del colpo di stato finanziario, e cioè dell'attuale Costituzione.

Tramite il manifesto che diede origine a questa iniziativa faciliteremo il contatto tra persone che vogliano impegnarsi nella diserzione nei confronti dello Stato e nella disobbedienza verso tutte quelle leggi e politiche che consideriamo ingiuste.

È nel quadro di questa iniziativa di Diritto alla ribellione che voglio collocare la risposta politica a un ipotetico giudizio per diserzione bancaria. Per questo, invece che aderire ad un manifesto per la mia assoluzione ti invito a conoscere il nostro manifesto http://www.derechoderebelion.net e se potrai impegnarti personalmente nella disobbedienza civile, potresti unirti alle 540 persone che hanno attualmente aderito.

Quella del Diritto alla ribellione non è solo una proposta di disobbedienza civile coordinata, ma anche una strategia di azione che vuole approfondire una visione del mondo che si impegna per l'autogestione e la costruzione di alternative al capitalismo. Per questo invitiamo anche nel manifesto alla resistenza fiscale totale nei confronti dello Stato, per riconvertire le tasse all'utilizzo autogestito nelle assemblee popolari locali, che sono sorte in molti posti a partire dal 15-M e in alcuni casi sono legate ad oggi ad una cooperativa integrale.

Le assemblee locali, che cercano di esser sempre più popolari, e le cooperative integrali che stanno sorgendo giorno dopo giorno, sono alcuni esempi di alternative d'autogestione rispetto al sistema attuale, e sono esempi molto più meritevoli della delega di sovranità popolare che viene da persone che come me partecipiamo quotidianamente alla vita politica a partire dai movimenti assembleari, piuttosto che le istituzioni dello Stato spagnolo o del Generalato di Catalogna.

Se volete organizzarvi in una collettività, partecipare alle assemblee locali, creare un gruppo di lavoro locale di diritto alla ribellione, o mettervi insieme ad altri della vostra zona per partecipare ad una cooperativa integrale, queste possono essere tra le migliori forme di partecipazione.

So che parlare di estendere la disobbedienza, di rischio di detenzione e di prigione ci riempie di timori e insicurezze; ma so anche per esperienza che vivere la libertà intesa come coerenza tra pensiero e azione genera un sentimento di benessere che 1000 barriere non possono bloccare.

Anche ora non è la miseria, né il carcere, né la polizia che ci deve far paura, chi ci deve intimorire è i nostro stesso timore, perché è l'unico che realmente ci separa dall'empowerment che ci serve per recuperare il controllo delle nostre vite e delle nostre società.

Per cui, compagno, ti chiedo di superare le tue paure, di smettere di adorare gli altri, ma mettere forza in noi stessi. Tu a modo tuo puoi fare di più, e ogni volta attorno a te avrai sempre più persone che potranno accompagnarti in questo percorso.

E compagna, se stai disobbedendo, non nasconderti, riconosci pubblicamente il tuo impegno ribelle e condividi con chi hai attorno la tua esperienza di dignità. Così faremo sì che il coraggio si socializzi e nessuna persona ribelle si debba sentire sola.

Martin Luther King disse più di 40 anni fa “Finiremo per pentirci in questa generazione, non tanto per le brutte azioni della gente cattiva, ma per l'incredibile silenzio della gente buona”. Non possiamo lasciare che la stessa storia si ripeta anche con la nostra generazione.

Un gruppo di criminali del mondo della finanza ha fatto man bassa del poco che rimaneva di democratico negli Stati e sta portando a termine un piano premeditato per privarci dei nostri diritti sociali, solo per aumentare i suoi vantaggi. Questo si aggiunge alla gravissima crisi ecologica, energetica, alimentare, sociale e dei valori che sta accompagnando il declino del sistema capitalista.

Abbiamo la fortuna di essere la generazione più informata della storia. Abbiamo imparato che siamo milioni le persone disposte ad agire. Ora non ci sono scuse.

Non basta essere indignati, solo un impegno che si accompagni ad un'azione di disobbedienza rispetto al potere politico-finanziario potrà portarci verso i nostri obiettivi. Non c'è sicurezza di breve termine che possa giustificare il fatto che lasciamo questa sfida sociale per il futuro.

Con l'appoggio gli uni verso gli altri ci aiuteremo nelle difficoltà; partendo dall'autogestione possiamo risolvere i problemi di chi ci sta vicino molto meglio di come lo sta facendo lo Stato.

Scendere in strada e riunirci non è sufficiente, abbiamo bisogno che smetti di obbedire, che smetti di comandare, che smetti di pagare l'ipoteca, che smetti di pagare le tasse allo Stato e le paghi invece al popolo, che smetti di acquistare dalle multinazionali, che smetti di accettare discriminazioni di qualsiasi tipo. Qualunque siano le tue catene, infrangile.

Il momento è ora! Uniti possiamo farcela!

Fonte: http://loquepodemoshacer.wordpress.com

venerdì 23 settembre 2011

APPELLO VIDEO per il 15 OTTOBRE / INDIGNATI ROMA - NONVIOLENTI APARTITICI INDIGNATI

15 OTTOBRE - UNITED FOR GLOBAL CHANGE
NONVIOLENTI / APARTITICI / INDIGNATI
ARIPIJATE LA PIAZZA
Comincia fin da ora partecipando alle Assemblee Popolari in Piazza San Giovanni nei giardini della basilica.
Tutti i mercoledi e le domeniche alle 19.00 - Organizziamo insieme la giornata del 15 ma anche oltre!!




venerdì 2 settembre 2011

Appello ai cittadini indignati per la Grande Assemblea Popolare del 10 Settembre


Non è vero!
Non è vero che nulla può cambiare e che le cose sono sempre andate così.
Svegliamoci dal torpore!
Questo mondo è il nostro mondo e sta solo ed unicamente nella nostra capacità di riprendercelo la possibilità di scongiurare la catastrofe che si annuncia all'orizzonte.
Sappiamo che la crisi in cui versa il sistema, oltre a rappresentare un disagio nella vita di ognuno, può essere un'opportunità di cambiamento per tutti noi, a patto di abbandonare l'individualismo, ricompattando il tessuto sociale disgregato, abbracciando il sentimento di indignazione internazionale che sta aggregando la gente in molti paesi da Cile alla Grecia, dall'Egitto alla Spagna ad Israele e oltre.
La logica del profitto a tutti i costi ha posto in secondo piano la felicità dell'essere umano, la paura e l'indifferenza hanno preso il posto della solidarietà.
Per questo il nostro progetto è quello di dare vita ad un movimento assembleare di massa capace di mettere in discussione e trasformare il sistema fin dalle fondamenta.
Tornare a fare politica, fuori dai partiti istituzionali, fuori dai palazzi, fuori dalle logiche di bottega, sempre uguali a sé stesse.
Tornare nelle piazze, riappropriarsi del potere del confronto e della parola, è questa la nostra potenza, al contempo pacifica e rivoluzionaria.
Aspiriamo ad una società che ponga l'essere umano al centro, al posto dell'economia e delle classi sociali, affinché non sia più possibile lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.


Nel nome di principi ispiratori come:


1 nonviolenza “attiva”;

2 assenza di leader ovvero di organi di rappresentanza con poteri decisionali;

3 non affiliazione ad alcun partito, sindacato, bandiera;

Desideriamo proporre un’assemblea in cui:


1 legittimità democratica sarà assicurata dalla partecipazione individuale e paritaria;

2 il processo decisionale è basato sul metodo del consenso e non sulla maggioranza assoluta;

3 è possibile iniziare un confronto su tematiche che saranno in seguito dibattute in apposite commissioni di lavoro.
Con questo appello lanciamo le giornate del 10 e 11 settembre. Saremo

in piazza San Giovanni per sperimentare una grande assemblea e lanciare in
queste due giornate la nostra parola d'ordine: assemblee indignate nei
quartieri e nei luoghi di lavoro!
PARTECIPA!