Visualizzazione post con etichetta Ultime dalla Spagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ultime dalla Spagna. Mostra tutti i post

sabato 29 settembre 2012

#29 - Diretta streaming da Madrid

In solidarietà verso il movimento spagnolo e per organizzare anche qui un alternativa come in Spagna, vi aspettiamo in Piazza di Spagna (Roma) dalle 15 di domani in poi. Ci saranno anche alcuni ragazzi che hanno partecipato alla protesta spagnola di questi giorni. 




venerdì 28 settembre 2012

Appello per l' Assemblea del 30 Settembre a Piazza di Spagna - Roma


VI INVITIAMO ALL'ASSEMBLEA IL 30 SETTEMBRE ALLE ORE 15:00 A PIAZZA DI SPAGNA. CI SARANNO LE PERSONE TORNATE DA MADRID. POTREMO CONFRONTARCI INSIEME E CREARE QUALCOSA DI GRANDE! SIETE TUTTI INVITATI..ASSEMBLEA!!!

QUESTA LA TESTIMONIANZA DA MADRID: Siamo arrivate il 24 settembre alle 9 del mattino e già nel pomeriggio abbiamo avuto l'occasione di partecipare a due assemblee del gruppo di lavoro economia di Sol e al gruppo di lavoro che sta organizzando un evento il 12 ottobre a cura del gruppo nonviolenza, politica internazionale, america latina indignada e palestina. Da allora è stato un susseguirsi di appuntamenti. Infatti ogni giorno qui a Madrid ci sono diverse riunioni, assemblee e manifestazioni. Il movimento 15M si è molto sviluppato dal punto di vista dei contenuti, delle azioni e del radicamento su territorio, come ad esempio con le assemblee di quartiere.

Qui in Spagna è evidente che nulla si è fermato anche se i media non passano più notizie. Il movimento ha cambiato forma, la folla oceanica di maggio 2011 non si è dissolta ma si è incanalata in tanti rivoli di attività, rivendicazioni, analisi e proposte, in connessione costante. Si assiste oggi ad una moltipilicazione di azioni e interessi, ad una specializzazione in tematiche come, solo per fare qualche esempio, il cooperativismo o il consumo responsabile, si stanno portando avanti campagne di boycot, si sta lavorando molto sul debito e su come sottrarre potere alle banche e ai poteri finanziari forti. Si sta cercando di approfondire al massimo ogni aspetto che viene trattato.

La non violenza continua ad essere una delle caratteristiche fondamentali e fondanti. Non si è persa la capacità di stupire con azione spiazzanti, dissacranti e creative. ll clima che si respira è di grande poesia, ispirazione, determinazione. Sono coinvolte con grande passione e impegno persone di ogni età ed estrazione sociale. Qualche chiarimento sulla manifestazione del 25 settembre.

Questa data è stata lanciata dalla piattaforma En Piè che raccoglie varie sensibilità tra cui alcuni del 15M che ha lasciato libertà di scelta, se aderire o meno, alle singole assemblee o ai singoli partecipanti, non assumendo la data come ufficiale del 15M. Vari sono i motivi per i quali il 15M non ha aderito in toto all data, tra questi il non dare importanza al potere istituzionale e il credere che le manifestazioni davanti al palazzo d'inverno o alle zone rosse favoriscano la repressione gratuita, la manipolazione mediatica delle intenzioni dei manifestanti.

La presenza di alcune persone del 15M nel coordinamento della manifestazione ha reso più chiaro e orizzontale il processo di costruzione della data. Infatti dall'idea iniziale di occupare il congresso si è chiarito meglio il fine e si è deciso per la formula di rodeare il congresso ovvero di accerchiarlo. Così in piazza sono scese famiglie, giovani, anziani e vari settori della società civile, dichiarando apertamente il carattere nonviolento e pacifico della manifestazione.

La città, in previsione della manifestazione, è stata militarizzata, noi stesse abbiamo dovuto esibire il passaporto per poter tornare a casa. Però nonostante la repressione e il clima teso la gente ha reagito con grande intelligenza, non cadendo nella provocazione continua da parte della polizia ma anzi rispondendo con creatività e con un'opposizione nonviolenta. Gli episodi di scontro sono sospetti, ci sono video che testimoniano la presenza evidente di infiltrati.Lo stesso capo della polizia oggi ha dichiarato che questa procedura d'infiltrazione è normale. E comunque i supposti facinorosi sono 40 in una manifestazione di lameno 15.000 persone.

Nei prossimi giorni ci attendono assemblee, manifestazioni e riunioni. Tra le più interessanti, quella per l'organizzazione della giornata del global noise il 13 ottobre e quella dell'Agorà 99, tentativo di creare una rete internazionale più solida, agorà che si svolgerà nella prima settimana di novembre a Madrid. 


giovedì 27 settembre 2012

Testimonianza da Madrid #26


Siamo arrivate il 24 settembre alle 9 del mattino e già nel pomeriggio abbiamo avuto l'occasione di partecipare a due assemblee del gruppo di lavoro economia di Sol e al gruppo di lavoro che sta organizzando un evento il 12 ottobre a cura del gruppo nonviolenza, politica internazionale,america latina indignada e palestina. Da allora è stato un susseguirsi di appuntamenti. Infatti ogni giorno qui a Madrid ci sono diverse riunioni, assemblee e manifestazioni.

Il movimento 15M si è molto sviluppato dal punto di vista dei contenuti, delle azioni e del radicamento su territorio, come ad esempio con le assemblee di quartiere. Qui in Spagna è evidente che nulla si è fermato anche se i media non passano più notizie. Il movimento ha cambiato forma, la folla oceanica di maggio 2011 non si è dissolta ma si è incanalata in tanti rivoli di attività, rivendicazioni,analisi e proposte, in connessione costante. Si assiste oggi ad una moltipilicazione di azioni e interessi, ad una specializzazione in tematiche come, solo per fare qualche esempio, il cooperativismo o il consumo responsabile, si stanno portando avanti campagne di boycot, si sta lavorando molto sul debito e su come sottrarre potere alle banche e ai poteri finanziari forti. Si sta cercando di approfondire al massimo ogni aspetto che viene trattato. 

La non violenza continua ad essere una delle caratteristiche fondamentali e fondanti. Non si è persa la capacità di stupire con azione spiazzanti, dissacranti e creative. ll clima che si respira è di grande poesia, ispirazione, determinazione. Sono coinvolte con grande passione e impegno persone di ogni età ed estrazione sociale.Qualche chiarimento sulla manifestazione del 25 settembre.

Questa data è stata lanciata dalla piattaforma En Piè che raccoglie varie sensibilità tra cui alcuni del 15M che ha lasciato libertà di scelta, se aderire o meno, alle singole assemblee o ai singoli partecpanti, non assumendo la data come ufficiale del 15M. Vari sono i motivi per i quali il 15M non ha aderito in toto all data, tra questi il non dare importanza al potere istituzionale  e il credere che le manifestazioni davanti al palazzo d'inverno o alle zone rosse favoriscano la repressione gratuita, la manipolazione mediatica delle intenzioni dei manifestanti. Lla presenza di alcune  persone del 15M nel coordinamento della manifestazione ha reso più chiaro e orizzontale il processo di costruzione della data. Infatti dall'idea iniziale di occupare il congresso si è chiarito meglio il fine e si è deciso per la formula di rodeare il congresso ovvero di accerchiarlo. Così in piazza sono scese famiglie, giovani, anziani e vari settori della società civile, dichiarando apertamente il carattere nonviolento e pacifico della manifestazione.

La città, in previsione della manifestazione, è stata militarizzata, noi stesse abbiamo dovuto esibire il passaporto per poter tornare a casa. Però nonostante la repressione e il clima teso la gente ha reagito con grande intelligenza, non cadendo nella provocazione continua da parte della polizia ma anzi rispondendo con creatività e con un'opposizione nonviolenta. Gli episodi di scontro sono sospetti, ci sono video che testimoniano la presenza evidente di infiltrati.Lo stesso capo della polizia oggi ha dichiarato che questa procedura d'infiltrazione è normale. E comunque i supposti facinorosi sono 40 in una manifestazione di lameno 15.000 persone.Nei prossimi giorni ci attendono assemblee, manifestazioni e riunioni.Tra le più intressanti, quella per l'organizzazione della giornata del global noise il 13 ottobre e quella dell'Agorà 99, tentativo di creare una rete internazionale più solida, agorà che si svolgerà nella prima settimana di novembre a Madrid. Per maggiori info ci vediamo in assemblea il 30 settembre, a Roma!!! 


venerdì 23 dicembre 2011

Dalla Spagna _ giornale stampato sul movimento in Spagna -richiesta collaborazione

Alcuni mesi fa, l’assemblea di Villaverde ha presentato un progetto per la creazione di giornale stampato concentrato sulle riunioni del 15M nella Comunidad di Madrid. Attualmente 8 assemblee hanno deciso di partecipare. È stato già creato un gruppo di lavoro e presto sarà presentato il numero 0.

All’inizio la tiratura del giornale dovrebbe essere di 10.000 copie. Avrà 16 pagine a colori e per obiettivo quello di far conoscere le diverse assemblee dalle realtà vicine e dai villaggi. Sarà un giornale interessante, vicino ai lettori, eterogeneo e indipendente da ogni partito politico. Da notare che sarà autogestito – sia sotto il profilo politico che quello finanziario – dalle assemblee che formano il movimento del 15 M di Madrid.

(…) stiamo cercando dei corrispondenti che possano informarci sulle attività negli altri paesi, che saranno illustrate in una sezione internazionale speciale.

Se ti interessa questa idea o conosci qualcuno che potrebbe scrivere qualche rapporto per noi, per favore, manda una mail al seguente indirizzo:


Uniti saremo più forti

https://mail.google.com/mail/images/cleardot.gif

martedì 1 novembre 2011

Verbale assemblea Democrazia Reale Ora – Roma 30 ottobre 2011, Piazza Santa Croce in Gerusalemme


ASSEMBLEA 30OTTOBRE - PIAZZA SANTA CR0CE

Moderatore: Titti
verbalizzatore: Thiara m.

- si apre l'assemblea con un gioco. per sciogliere il ghaccio.
- Lettura delle 7 regoloe dell'arte di ascoltare
- Lettura manifesto Democrazia reale ora. (il documento spagnolo da cui è partita la mobilitazione a san Giovanni nel maggio scorso).
- Lettura di un materiale che spiega il metodo assembleare.
- Punto e riflessione sull'acampada: c'è la necessità di dare permanenza a questo luogo, dobbiamo rimanere qui nel futuro. Pensare a questo posto come un laboratorio di auto-organizzazione, un punto di riferimento, inclusivo aperto, come fosse una vetrina, che chi passa può vedere e decidere poi di entrare. qui dentro ognuno deve poter portare la sua esperienza e competenza e metterla a disposizione dell'insieme. stiamo ragionando per mettere in moto pratiche sostenibili. ricordiamoci che l'acampada è chi l'acampada la fa. Richiesta di sostegno soprattutto per la cucina, necessità di fare turni in cucina, e anche per le pulizie. anche e soprattutto per il servizio serenità, ovvero di gestione delle persone che vengono in acampada a chiedere info ecc... per questo c'è Irene la cui mail è irene.cris@libero.it che raccoglierà le disponibilità di chiunque voglia dare una mano. SI INVITANO PIÙ PERSONE POSSIBILI A DARE UNA MANO E DUNQUE CONTATTARE IRENE!!!

- Sintesi dei lavori delle commissioni:
Comm. LAVORO: necessità di ritornare a fare attività nei luoghi di lavoro, la nostra presenza deve diventare più assidua. E' nata l'esigenza di andare a visitare i luoghi di aggregazione che ci sono vicino alla piazza, come le scuole, le poste, la biblioteca comunale, per invitare le persone ad unirsi a noi e mettere in moto attività territoriali. Dobbiamo avviare relazioni con il quartiere. riunione commissione lavoro martedì ore 20.
Comm. Quartieri: le assemblee continuano nei quartieri di spinaceto e monteverde. in quest'ultimo si sono già fatte 3 assemblee di quartiere, la prossima sarà giovedì 3 ore 18 p.za quattro venti. A Spinaceto domani 31ottobre ore 2130 ci sarà l'assemblea presso il centro sociale. se si è interessati contattare Alma.
Comm. strategia e formazione: Appoggia la marcia Nizza-Atene. Sabato 5 novembre ore 14.00, a Perugia presso Rocca Paolina ci sarà un'assemblea per capire come gestire l'assemblea del movimento in quelle città dove passerà la marcia ma dove non esiste il movimento. Si lascerà molto spazio al tema dell non violenza, tema portante del movimento.
E' partito un laboratorio sulla nonviolenza, che si terrà ogni venerdì a santa croce alle ore 17,il fine è ragionare sul tema e arrivare a proposte concrete di azioni non violente.
Comm. Nazionale: sorgono da altre città italiane richieste di appoggio alla nascita di nuove assemblee. dobbiamo fare rete con le altre città già esistenti e con quelle dove c'è la volontà di far nascere il mov. A volte si richiede anche la disponibilità a viaggiare in altre città per dare una mano. chi fosse interessato a viaggiare o a mettersi nella commissine nazionale contatti Chiara F. C'è inoltre la proposta di fare una commissione dove cisi confronti tra le varie esperienze italiane, dunque di fare una sorta di commissione di coordinamento nazionale. Se ne parlerà venerdì in commissione.
Comm. Internazionale. anchequi necessità di creare rete con le altre città del mondo. che pure ci hanno contattato. Necessità di poter contare su traduttori,specialmente per lo spagnolo, inglese, greco e arabo. chiunque sia disponibile contatti valentina.
Comm. Economia, ecologia e cultura: è una commissione molto vasta ma c'è bisogno di affrontare i temi nello specifico. per l'incontro della commissione guardare blog.
Comm. spiritualità: la ricerca spirituale non è diversa dalla ricerca del cambiamento a cui aspiriamo. Domani, lunedì 31 otto ore 14.30incontro sulla spiritualità in vista dell'11.11.11 che coincide anche con un cambiamento globale energetico, dunque in molte città del mondo ci si aspetta che ci sarà una globale connessione spirituale attraverso meditazioni.
Comm. Educazione: la riunione fatta la scorsa settimana è stata ripresa in streaming. la commissione è neonata, ci si rivede mercoledì ore 16 per continuare a ragionare sul tema e alle tante azioni e proposte da intraprendere.
Comm. Assemblea costituente: il 4 novembre ore 16 piazza santa croce seminario sulle assemblee costituenti.
Comm. disabili: abbiamo saputo che a bologna hanno fatto lo stesso flash mob organizzato da noi a settembre. c'è la necessità di trovare una linea comune con le altre città sul tema disabili. probabilmente cominceremo a pensare nella prossima riunione a una nuova forma di protesta contro gli ulteriori tagli al settore che il governo vuole attuare. bisogna anche trovare una connessione tra lavoratori e disabili, probabilmente la commissione lavoro si interfaccerà con quella disabili. per questo tema, serio e urgente, c'è la necessità di interfacciarsi con le istituzioni, che devono dare risposte a breve termine per un tema urgente come quelo dei disabili.
Comm. rispetto: definisce le regole della piazza. ragione sui temi della non violenza.
Comm. dinamizzazione: dà una risposta sulla necessità di facilitareil percorso assembleare. proposta di coordinare le diverse commissioni. ci si incontra il martedì ore 17. Proposta di caricare maggiormente l'assemblea della domenica(che sta dventando un po' meno partecipata) e magari considerare quella di mercoledì come un'assemblea di coordinamento tra le varie commissioni.
Comm. Stampa: proposta di nominare un piccologruppo di portavoci che, a rotazione, possa parlare con la stampa. c'è un dissenso dunque se ne parlerà domani lunedì 31 ottobre ore 18.30 a santa croce.
- Consiglio: le persone referenti devono partecipare o trovare qualcuno che li sostituisca quando non possono essere presenti.
Proposte varie:
- fare un questionario per capire quale sia il grado di appartenenza al movimento, come ci si è avvicinati ecc.... (da riproporre perch non trova consenso).
- spostare l'assemblea a Montecitorio. non c'è consenso. se ne ridiscuterà in commissine strategia.
- Da atene viene questa proposta di utilizzare una tabella, che già alcuni paesi stanno adottando, dove inserire tutte le proposte, quelle consensuate e quelle no. questo per avere un materiale unico e globale insieme che dà l'idea di ciò che si sta facendo globalmente, e anche per avere una migliore comunicazione trai vari paesi. PROPOSTA CONSENSUATA.
- Sabato dalle ore 11, guerrilla gardening. si pianta santa croce!!!
- Necessità di accogliere nelle varie città dove passerà la marcia nizza-atene. c'è da pensare logisticamente a come accoglierla, ci sarà bisogno di sostegno per il cibo soprattutto. Antonio Fiscarelli referente per questo punto. se qualcuno volesse aggregarsi alla marcia contatti antonio. a.fiscar@gmail.com
-  il 10 dicembre èla giornata dei diritti umani, il 18 la giornata contro il razzismo. si pensa di fare il 10 dicembre un grande evento, dove far confluire tutte le proteste che hanno animato questo 2011, che potrebbe essere l'occasione per rafforzare ancora di più il movimento. potrebbe anche essere un evento nazionale. PROPOSTA CONSENSUATA.
- martedì ore 10.30 ad albano laziale a p.za Pia incontro «proposte pratiche per un'economia alternativa». per formarsi un po'sulle varie pratiche di consumo sostenibili,energie rinnovabili, tutela ambientale e cibo.
- il 4 diceembre sarà ospite in piazza Pallante, esperto di decrescita felice.

(nell'assemblea di oggi erano presenti 3 ragazzi di perugia intenzionati a dar vita al movimento anche nella propria città).

venerdì 28 ottobre 2011

TakedeSquare: considerazioni sulla comunicazione internazionale


Comunicazione da Atene:


"Alcune persone stanno dubitando dell'efficacia del nostro network di comunicazione/coordinazione, e anch'io, sebbene lo difenda un sacco. Quando parlo della NOSTRA piattaforma, vorrei parlare della piattaforma GLOBALE di comunicazione/coordinazione tra piazze/assemblee e tra tutt*. Al momento non vedo molte opportunità di scambiare informazioni e coordinare decisioni locali prese globalmente fuori da questo network e non credo che molte persone e piazze/assemblee vedano quest'opportunità. Però siamo giovani e abbiamo fatto un gran lavoro, considerate le poche persone che se ne occupano. Sto dubitando, come molti altri, perchè non abbiamo un buon feedback degli eventi, delle proposte, delle realtà in generale. Non stiamo realmente connettendo le assemblee (i loro progetti, i loro principi) ma solamente persone appartenenti a queste assemblee e non conosciamo chi è effettivamente iscritto a questa mailing list: non sappiamo se stanno semplicemente leggendo questa mail, se ci stanno spiando o se stanno davvero lavorando. Alcuni di noi conoscono le persone attive e hanno contatti diretti e stanno creando gruppi simili all'interno del network. Una soluzione sarebbe quella di elencare per città le persone che vogliono realmente lavorare per questo cambiamento globale, che vogliono essere responsabili per qualcosa e fare il primo passo nell'organizzazione di un network globale. Sono totalmente d'accordo che una commissione sia meglio di una persona singola in questa coordinazione internazionale (scambiando informazioni e trasmettendo messaggi all'assemblea come minimo) e dobbiamo invitare un massimo di città in modo da creare questa commissione internazionale, ma ad esempio qui ad Atene sono solo nel gruppo (che ormai non è più un gruppo), e tra l'altro a breve lascerò Atene, e anche a Parigi Bernat era solo, e quando sono stato in Belgio ho conosciuto solo Ben a Bruxelles e Laurent a Namur che lavoravano nella commissione internazionale. In molte città, e soprattutto in quelle "nuove" dove c'è tanto lavoro da fare, al momento è una sola persona ad occuparsi di questi link e dobbiamo sapere chi è. Se vogliamo preservare l'identità e blabla, beh possiamo creare una mail appositamente per questo scopo come InternationalAthens@gmail.com, non è un problema ma questo link dev'essere pubblico. Questa persona può essere il seme di qualcosa più grande ma all'inizio potrebbe essere una buona cosa conoscerne la mail e se si sente responsabile per questo compito. Sentirsi responsabile vuol dire che ti occupi del lavoro e quando non puoi trovi qualcuno che lo faccia. Il turn over è una grande soluzione. Inizieremo ad essere efficaci quando sapremo quante città ricevono informazioni internazionali, quante hanno approvato un appello, quante riferiscono le loro azioni...


Se iniziamo ad essere efficaci, ad avere notizie concrete, a fare statistiche affidabili, a raggiungere il consenso globale ecc...beh, allora molte più persone crederanno nella nostra piattaforma e parteciperanno o la supporteranno, e quindi dobbiamo essere tutt* responsabili per creare tutto ciò. Forse dobbiamo fare una piccola pausa nelle discussione teoriche e nella pianificazione di azioni globali e del consenso prima di avere gli strumenti per trasformare queste teorie e speranze in progetti concreti. Queste 951 città mobilitate per un cambiamento globale possono essere presentate in una tablella con in alto i loro contatti internazionali, che sarà nell'elenco delle piazze, e dovranno presentare alle assemblee il contenuto delle mail "Proposteglobali" ad esempio una volta alla settimana. Abbiamo solo bisogno di una persona che legga le propsote all'assemblea ed assicurarcene. Se vediamo una città con un contatto internazionale, allora significa che almeno una persona riceve e trasmette le proposte globali. Se questa persona non può o non trova le persone che se ne occupino, dobbiamo rimuovere la sua mail dalla tabella. Da lì vedremo quante città sono "connesse". Nella colonna di testo di questa tabella metteremo le proposte e i contatti internazionali metteranno "approvata" o "rifiutata" e scriveranno una nuova versione se la loro assemblea avrà fatto modifiche o non scriverà nulla e ciò significherà che non l'hanno presentata. Questa tabella sarà pubblica: in questo modo i contatti internazionali saranno auto-regolati. Possiamo usare lo stesso procedimento per i principi: ad esempio, mettiamo "non violenza", "apartitismo", "orizzontalità", "consenso" e i contatti metteranno "si" o "no" o richieste da mettere nella colonna "per una moneta locale", "per un salario minimo", "contro il nucleare": immaginate solo il potere di queste statistiche. So che molti rideranno alla mia idea di "tabella" ma non sono un programmatore di software e sicuramente molte persone competenti possono aiutarci a creare strumenti rivoluzionari. D'altra parte, se un'assemblea, un gruppo di lavoro o una singola persona vuole fare una proposta globale non dovrà passare da questi contatti internazionali ma potrà mandarla direttamente alla mailing list delle piazze. Come moderatori, noi raccoglieremo le proposte durante i meeting delle piazze (aperti a tutt*) con priorità alle più vicine, dibattiti sulla fattibilità, elaboreremo lo sviluppo/appello per "Proposteglobali" e organizzeremo la coordinazione.

Ho iniziato un pad con le proposte qui https://n-1.cc/pg/pages/view/880763?init=true e siete tutti invitati ad apportare le vostre idee. In attesa che qualcuno crei questi strumenti, ho messo la mia mail per rappresentare Atene: se volete presentare un messaggio all'assemblea generale di Atene potete contare su di me (...). Invito tutte le persone che sentono questa responsabilità e che hanno bisogno di credere nel nostro network a mettere il proprio nome e la propria città in questo pad o in questo thread.

Proposta da takethesquare per il Primo sciopero globale


Primo sciopero globale-traduzione di un messaggio da takethesquare

Fin dall’inizio della crisi e in tutto il mondo abbiamo visto l’ emergere di ripetute manifestazioni e scioperi generali che raccolgono ogni volta più adesioni, specialmente all’interno delle assemblee popolari, come in Grecia, nel Regno Unito e in Spagna. Segni di un reale scontento di una larga parte dei lavoratori del servizio pubblico e di quelli dell’industria, dai giovani agli anziani, si tratta sempre di lotte locali, spesso aspecifiche e limitate ad un solo giorno. I mercati stringono i denti per 24 ore, o neanche, e i politici continuano nella stessa direzione, come robot che eseguono gli ordini di giocatori d’azzardo incalliti, abituati a partecipare a un brutto gioco.
Avendo come prima rivendicazione l’autogestione delle nostre vite, la fine di uno sporco gioco che i demoni della finanza non possono accettare, e come prima risorsa la nostra storica e globale unione, segno del risveglio massivo delle coscienze che non vogliono più subire e che hanno i mezzi per organizzarsi, negli ultimi mesi i vari movimenti di assemblee popolari si stanno unendo per cambiare insieme la fine della storia e cominciare a costruire le loro democrazie locali dirette. Oggi è piuttosto chiaro che l’uomo ha raggiunto un livello di accesso all’informazione e alla comunicazione che va di pari passo con una maggiore consapevolezza, e che il 2012 sarà la tomba del capitalismo, o la sua stessa tomba. Non tolleriamo più l’infernale saccheggio del pianeta, che del resto non è più in grado di sopportarlo. Non tolleriamo più di essere testimoni di morti di massa per fame, guerre o malattie mentre altri non nascondono nemmeno di nuotare all’eccesso.  Non tolleriamo più di essere niente più che beni confezionati per fare la moneta corrente o per essere creatori di debiti. Non tolleriamo più di avere le conoscenze, le capacità tecniche e l’amore e di vivere allo stesso tempo come schiavi ignoranti in un mondo diabolico che sembra già preistorico.  Il 15 maggio 2011 è nato qualcosa che non si può fermare, dal momento che quel giorno le persone si sono conosciute, si sono aiutate e si sono organizzate. Il 15 ottobre il mondo era unito per la prima volta attorno allo stesso richiamo alla democrazia diretta e alla solidarietà internazionale. Di fronte a questo mostro globale che non è lì per ascoltare, questa macchina globale che facciamo funzionare e manteniamo, il 15 maggio diremo basta, la gente sa, la gente può, la gente decide. Diremo basta e ci fermeremo davanti alle infernali industrie che ci sfruttano, alle scuole che ci strutturano e appiattiscono, agli ospedali che ci avvelenano, ai politici e ai sindacati che ci tradiscono, ai massmedia che disinformano, davanti al consumismo che ci rovina; rilasseremo lo sforzo ma non il lavoro, stavolta per assicurare la migliore via possibile per vivere insieme e per non tornare mai indietro. Da quel giorno prenderemo le piazze, i parchi, gli edifici e i campi per partecipare insieme alla lenta morte del tiranno e cominciare a costruire localmente dalle rovine del suo impero l’utopia. Sull’agenda: riappropriazione degli spazi pubblici, dei mezzi di produzione, delle risorse naturali, di qualsiasi cosa di cui la gente abbia bisogno per far partire e per prolungare il primo sciopero generale mondiale di durata infinita. Ogni persona, gruppo, commissione, assemblea, comunità, città, regione, paese è invitato a lavorare durante i prossimi 8 mesi per organizzare questo blocco generale, la solidarietà globale e l’auto organizzazione a livello locale. Puoi collaborare al primo appello qui: herehttps://n-1.cc/pg/pages/view/876317 . Cosa ne dite di un altro incontro in piazza per parlarne, per creare ponti tra gruppi locali che lavorano su questo, per creare piattaforme per coordinarci, per creare consenso sull’appello…


venerdì 7 ottobre 2011

VERBALE ASSEMBLEA DI MADRID SUL 15OTTOBRE


VERBALE ASSEMBLEA DI MADRID SUL 15°

Presenti: Montecarmelo, Lucero, Arganzuela, Lavapies, Chamberí, Barrio Concepción, Vicálvaro,Vallecas,Moncloa, asamblea Zafra-extremadura,Villaverde Bajo, Usera, Móstoles, Chamartín, PAH,Mesas de Convergencia, Grupo trabajo Huelga General Sol,Difusión en red Acampada Sol,Migración Sol,Política a corto plazo Sol,Política a largo plazo Sol,Wet, Attac Madrid, Soy Pública, Cas, Juventud Sin Futuro, Coordinadora Pueblos y Barrios en lucha e Democracia real Ya.

Wet
lettura manifesto congiunto sul 15O spiegazione del contesto per una mobilitazione globale: lotta per la dignità umana. Si cerca di realizzare azioni concrete per continuare a creare reti, andando oltre il singolo giorno o la manifestazione: assemblee, accampate, fare in modo che sorgano o di riattivino o si fortifichino movimenti, enfatizzando l'uso della democrazia diretta. rispetto ai contenuti, nelle marce e nelle assemblee virtuali di Take the Square, si nota la difficoltà di stabilire priorità per la diversità dei Paesi, am si sottolinea l'importanza di creare un contesto per segnalare i 4 poteri: finanziario, militare, politico e mediatico), lasciando che ogni Paese dia peso a quello che più gli sta a cuore con lotte e azioni personalizzate. La linea comune è la democrazia diretta e partecipativa, a livello locale e globale. intenzioni: che non ci siano convocanti nè sigle...enfasi sull'anonimato affinchè ognuno faccia la sua parte. Nella mappa degli eventi creati appositamente non c'è "chi siamo" ma "chi sei". Premesse: incluisvità, intelligenza collettiva, rispetto, non violenza. Paesi che partecipano: vedere sul web. 
Democracia Real Ya
spiega come è nata la chiamata del 15O dopo il 15M: come un modo per continuare la lotta e nel frattempo lavorare a livello internazionale per ampliare il movimento. Si lancia una conferenza stampa, si apre una chiamata di tutti e non solo di DRY. esperienza dell' Hub Meeting di Barcellona: http://www.democraciarealya.es/blog/2011/09/17/barcelona-15s-hub-meeting/ esprime consenso con quanto sostenuto da Wet manifestazione 15O: Cibeles-Sol 18 ore, libertà, diffusione e appoggio alle marce, azioni ecc decise dai quartieri e dai paesi Dry concorda sul non comunicare la manifestazione Dry propone un'assemblea aperta nel Retiro per l'8 ottobre come diffusione ed esercizio di  partecipazione  
Moncloa
Appoggia il 15O Azioni: ludica e festiva, festa del Parco de la Bombilla, dove diffonderanno 
Pah
appoggiano il 15O potenziare democrazia partecipativa, assemblearismo... contattare altre piattaforme azioni: reclusione nell'Inem, ospedali, ravvivare il tema degli sfratti 
Puente de Vallecas
l'assemblea di sabato sarà tematica sul 15O nell'assemblea dei quartieri è stata proposta un'azione con altri 9 quartieri per il 10 ottobre alle 17:30-18:30. Gruppi di 19 persone in diverse rotonde che distribuiscano volantini ai semafori azioni dal 10 al 15 nella metro per distribuire e leggere opuscoli sostengono il formato per colonne già sperimentato nella manifestazione del 19 giugno 
GT Sciopero generale
dare visibilità nel 15O alle richieste dei lavoratori stipendiati e non, includendo sindacati alternativi ecc. proposta: 15O giornata di lotta per rendere visibile il cammino verso uno Sciopero Generale. Realizzare una colonna propria per questo. 
Zafra-Extremadura
appoggio al 15O modello simile al 19 giugno 
Villaverde
seguono la Coordinazione di Quartieri e Paesi in lotta 
Cas
diffonderanno il 15O e daranno visibilità alla problematica della sanità durante la manifestazione 
Usera
Appoggio al 15O alcuni di loro stanno partecipando alla marcia verso Bruxelles non ci sono ancora azioni 
Politica a Lungo Termine
non ci sono azioni previste (contano su azioni in Grecia in quelle giornate) 
Diffusione sulla Rete Sol
stanno realizzando video  e sono in stretto contatto con AG, quartieri... priorità nella diffusione del 15O propongono di creare un gruppo nazionale per twitter, campagne e hashtags 
Mostoles
sabato diffonderanno le informazioni nella loro assemblea diffusione nelle stazioni metro e RENFE 
Chamartin Nord
faranno assemblea sul sistema elettorale e popolare e cercheranno di parlare del 15O 
Politica a Corto Termine
iniziativa del cittadino europeo per il 2012 
Hortaleza
monteranno un tavolo informativo 
Coordinazione Quartieri e Paesi
fanno assemblea domenica e diffonderanno le informazioni 
Gioventù senza Futuro
il 15O faranno azioni visive (figure di cartone rappresentanti politici dominati dai banchieri) video con azioni, adesivi 4 ottobre assemblea per promuovere i recinti la commissione di azione lavora per fare qualcosa di potente nella manifestazione 
Arganzuela
ne discuterà domenica 
Soy Publica
diffusione e appoggio al 15O 
Economia Sol
che non sia solo una manifestazione. Fomentare processi di autoconvocazione. riunire le lotte intorno al 15O preparazione di cartelli tematici nell'assemblea del 7 ottobre parleranno del 15O 
Attac
appoggeranno e proporranno temi 
Montecarmelo
decideranno nella loro assemblea cosa fare. Adesso stanno con Canal Isabel II 
Wet (International Sol)
15O streaming con altri Paesi, se manca gireranno dei video prima Toma la Plaza ha molte proposte di azione sul web appoggiano l'Assemblea del Retiro hanno una mappa di eventi di richiamo affinchè continuino ad aggiungersi Paesi catene di mail con contatti personali come diffusione campagna virale con video brevi (motivi per scendere in piazza) incoraggiare a livello internazionale a fare assemblea in piazza per preparare il 15O (unirlo a Madrid con la proposta DRY del Retiro), dopo due giorni fare un'assemblea virtuale per raccogliere le proposte emerse, e affinchè partecipino anche i quartieri 
Alco/Sanse
appoggiano il modello delle colonne del 19 giugno 
Lucero
sabato prossimo fanno assemblea tematica per le proposte del 15O 
Lavapies
appoggiano il modello 19 giugno. Marceranno in colonna verso il centro con Austrias e quartieri dei paesi hanno paura della repressione della polizia (retate) 
Chamberi
formato 19 giugno, colonne centrare le rivendicazioni su temi sociali ed economici tramite assemblee con linguaggio semplice 
Manzanares/Pedriza
Proposta: unione delle colonne a Piazza Castilla Giro in bici Cine forum sul tema dell'acqua riprese per Sierra TV 
Malasana
faranno assemblea tematica sul 15O e ne faranno un gruppo di lavoro 
B Concepcion
modello 19 giugno, colonna con San Blas diffusione in aziende amiche bisogno di cartelloni 
Aldea del Fresno
non ne hanno ancora discusso 
Rispetto
indosseranno magliette con mani icollate offrono aiuto 
Percorso manifestazione
consensi:
Cibeles-Sol 18 ore. Formato di colonne da scegliere tra i quartieri
Assemblea Retiro: 9 ottobre alle 12 al lago
Ritrasmissione in streaming e invito ai quartieri: devono esporre le decisioni per il 15O
Riunione di preparazione: venerdi alle 18 a Plaza Luna

15O, varie
consensi:
-consapevolezza di chiedere cose per il mondo: è una manifestazione globale
-portare autobus di attivisti senza frontiere
-creare un gruppo di lavoro 15O (contatto: Ramón email: 15octubre.madridarrobagmail.com (per coordinare proposte per il 15O)
-striscione di apertura senza sigle "Uniti per il cambiamento globale" in varie lingue e poi che ognuno porti quello che vuole (si richiede immaginazione e non troppi striscioni)
-l'evento FB si creerà tramite Spanish Revolution
-non comunicare


venerdì 30 settembre 2011

Iniziativa dell'acampada di Toledo


Dall'accampata di Toledo:

"Prendi il tago" è un'iniziativa che parte dalla commissione ambientale dell'assemblea di Toledo del 15M. Da venerdi 30 settembre a domenica 2 ottobre tutti coloro a cui sta a cuore l'ambiente e che vogliono lottare per la pulizia del fiume tago sono invitati a partecipare per protestare per la contaminazione del fiume e di tutto il bacino del tago.Il luogo scelto per le azioni e per una possibile accampata è il parco di Safont al lato del fiume dove si trova la "noria". E' un parco vicino alla stazione degli autobus, a quella dei treni e dispone di un ampio parcheggio. Venerdi 30 si terrà il primo incontro alle 18. I dettagli circa le attività che si svolgeranno durante il fine settimana verranno forniti qualche giorno prima e l'organizzazione delle giornate di protesta si realizzerà in funzione della collaborazione. Nei tre giorni di protesta saranno previsti laboratori divulgativi, attività per bambini come favole o giochi, un foro sociale dedicato all'ambiente e una marcia che farà il giro della città seguendo il percorso del fiume. Affinchè l'evento sia un successo e la nostra vocce si senta abbiamo bisogno della collaborazione di tutti e tutte. Insieme chiederemo un Tago pulito. Non abbiamo bisogno die denaro ma di acqua, cibo, striscioni, materiali per l'accampata. Si può collaborare con attuazioni, performance, giochi per bambini o semplicemente con la propria presenza."



mercoledì 27 luglio 2011

Verbale assemblea commissioni lavoro Madrid 24.07.11


VERBALE DELL’ASSEMBLEA TENUTASI NEL PARQUE DEL RETIRO DI MADRID IL GIORNO 24 LUGLIO 2011 IN MERITO ALLA POSSIBILITÀ DI ORGANIZZARE IN SPAGNA UNO SCIOPERO GENERALE.




All’assemblea hanno partecipato circa 25 persone, tra cui alcuni rappresentanti delle commissioni “lavoro” di Madrid e di Barcellona, alcuni rappresentanti della commissione “economia” di Madrid, diversi rappresentanti del movimento 15-M provenienti da diverse città della Spagna e un rappresentante della commissione “lavoro” di Roma.


- A. rileva che non è possibile organizzare uno sciopero generale appoggiandosi al sindacato, in quanto questo deve essere radicalmente estromesso dalle forme di lotta del movimento.
- B., della commissione “economia” di Madrid, sostiene che il sindacato non deve essere estromesso, bensì rifondato, in quanto ci sono territori in cui è ancora molto forte e non è possibile ipotizzare una lotta che risulti vincente senza avere il suo sostegno.
- C. ritiene che il movimento debba creare le condizioni per cui sia il sindacato a sentirsi costretto a convocare lo sciopero generale: ci si potrebbe, con questa finalità, appoggiare ad alcuni sindacati minoritari che, non essendo in linea con quelli maggioritari, risultano essere possibili interlocutori del movimento.
- D. sostiene che nella fase attuale è assolutamente necessario evitare un fallimento del movimento. Si deve tentare di comprendere gli errori del passato per evitare di commetterli nuovamente. L’obiettivo primario, aggiunge, è quello di conseguire l’unità. Senza unità nella lotta dei lavoratori non è possibile raggiungere obiettivi. Bisogna, quindi, per forza coinvolgere il sindacato maggioritario, non solo quello minoritario.
- E. sottolinea che all’ assemblea non sta partecipando alcun rappresentante sindacale, che al movimento partecipa la gente e non si è mai visto alcun sindacalista.
- F., membro della commissione “lavoro“ di Barcellona, condivide l’esperienza del suo gruppo di lavoro. Racconta di come la commissione stia tentando di raggiungere tutte le fabbriche che stanno tentando di chiudere o che sono in lotta, dialogando anche con i sindacati. Aggiunge che la commissione sta lavorando con la prospettiva di organizzare uno sciopero generale, con la consapevolezza che il movimento da solo non può indire uno sciopero e che ciò può farlo solo il sindacato. Rileva che è necessario il contributo di tutti e che i partecipanti al movimento devono essere più uniti e riprendere le lotte delle generazioni precedenti. Sottolinea che il sindacato non è composto unicamente da dirigenti sindacali ma anche da tanti lavoratori che ne fanno parte ed è necessario differenziare: i traditori che firmano gli accordi sono solo i dirigenti. A suo giudizio coloro del movimento 15-m che hanno cacciato dalla piazza i sindacati hanno commesso un grande errore. Evidenzia che è necessario riprendere la coscienza di classe e che non si devono mai confondere i dirigenti con i lavoratori, per cui è necessario riportare le assemblee di base nei luoghi di lavoro, in modo che siano i lavoratori a decidere quali accordi devono essere firmati.
- G. si dichiara in disaccordo con F. sull’impossibilità, per il solo movimento senza l’ausilio del sindacato, di indire uno sciopero generale. Sottolinea che i sindacati non stanno partecipando alla lotta per le strade.
- H. ritiene che il movimento non debba andare a cercare il supporto dei sindacati e che sia il sindacato, eventualmente, a dover cercare il movimento. Racconta di lavorare nella sanità pubblica, un settore in piena crisi, e sottolinea che i lavoratori del suo settore sono assolutamente sfiduciati sulla possibilità di un cambiamento reale e che è compito del movimento far riacquistare loro tale fiducia.
- I. si domanda quale sia l’efficacia di uno sciopero generale. Riporta il fatto che lavora in una impresa in Asturia in cui, se la produzione si ferma uno o più giorni, in realtà poi non accade nulla e questo vale, a suo parere, per la maggioranza delle imprese. Evidenzia di non avere alternative precise in mente ma ritiene che lo sciopero era una forma di lotta efficace nel passato, non lo è più oggi.
- L. ritiene che i sindacati siano nemici del movimento e non comprende per quale motivo sia il movimento a dover salvare il sindacato. A suo parere non ha senso discutere se riformare o meno i sindacati, essendo il movimento una forma nuova, per la quale devono trovarsi una nuova formula nuova e idee nuove.
- F. evidenzia che la riunione in corso è stata indetta per organizzare lo sciopero generale, a cui si sta già lavorando da due mesi, e che rispetta chi non è d’accordo con tale azione ma ritiene che costoro possono dar vita ad un’altra assemblea, trovando fuori luogo mettere in discussione l’iniziativa stessa dello sciopero generale.
- N. ritiene che parlare al giorno d’oggi di “padroni” e “lavoratori” costituisca una rappresentazione dualistica limitante della realtà.
- F. si dice indignata dell’impossibilità di utilizzare tali termini. Parlare di “lavoratori” è per lei imprescindibile.
- O., membro della commissione “lavoro” di Barcellona, sostiene che il concetto di “lavoratore” non vada abbandonato, essendo invece necessario individuare chi oggi può ritenersi incluso in tale categoria: evidenzia che è ovvio che oggi il lavoratore non sia solo colui che si reca a lavoro in fabbrica, e che devono essere ad esempio considerati lavoratori anche tutti i precari, ma non per questo si deve abbandonare tale concetto. Ricorda come il cambiamento nella storia sia sempre stato portato grazie alle lotte dei lavoratori.
- D. ritiene che uno sciopero generale sia necessario, come pure è necessario effettuare un salto qualitativo: dopo aver conquistato la piazza il movimento deve dimostrare di essere assolutamente generale e trasversale. Lo sciopero, quindi, a suo parere non è funzionale solo alla lotta in fabbrica ma ha un senso più ampio. Sostiene che il movimento non possa indire uno sciopero ma possa promuoverlo. Evidenzia come i sindacati siano forme organizzative che storicamente si sono rivelate fondamentali e che bisogna distinguere la cupola dei dirigenti dalla base sindacale, formata dai lavoratori.
- P. ritiene che, dal punto di vista pratico, ci si debba chiedere come far confluire in un unico movimento le tante anime che possono partecipare. A suo parere lo sciopero generale deve essere solo una fase della lotta a lungo termine, non il suo obiettivo finale.
- Q. evidenzia come sia assolutamente necessario portare la democrazia nelle fabbriche. Invita ad utilizzare parte dei vecchi sistemi, come i picchetti e lo sciopero, e ritiene si debba partecipare alle assemblee nei luoghi di lavoro. A suo parere il tema del lavoro all’interno del movimento 15-M non è ancora centrale e sottolinea come esista una commissione sul problema operaio che non sta facendo praticamente nulla. Quello che sta facendo il movimento, per ora, è rilevare la delegittimazione di molti degli attuali rappresentanti.
- R., membro della commissione “lavoro” di Barcellona, rileva che il problema principale va individuato nella divisione della classe operaia. A suo parere, ad esempio, nel momento in cui i precari sostengono di essere precari ma non proletari è ovvio che non ci sarà mai una lotta efficace. Si deve tenere ben chiaro, aggiunge, che un salariato non sarà mai uguale al suo padrone. E’ necessario trovare forme di lotta che vadano a creare disagio ai padroni. Sottolinea che l’unico successo ottenuto recentemente in Spagna è stato conseguito grazie ad uno sciopero di 24 ore, che non ha creato chissà quali danni ma ha costituito un efficace sistema di pressione. Nel movimento 15-M, aggiunge, c’è gente che milita nei sindacati e nella politica ed è necessario riprendere le forme di lotta del passato, che sono da studiare e riprendere per proseguire la migliore tradizione del movimento operaio. Nel luogo dove lui lavora è stato raggiunto un successo grazie ad un gruppo di persone militanti in un sindacato.
- S. ritiene che lo sciopero generale debba essere organizzato non solo contro l’economia produttiva ma deve essere allargato anche all’economia finanziaria.
- P. sostiene che è necessario avere pazienza con il movimento, in quanto c’è gente giovane, che non ha mai militato. Di conseguenza, anche se il tema del lavoro non è ancora al centro del movimento, si deve attendere con pazienza l’evoluzione delle cose.
- T. si esprime a favore di un taglio pratico della forma di lotta del movimento: è necessario lottare contro gli sfratti e sostenere le mobilitazioni in fabbrica. Evidenzia come egli abbia avuto un problema sul luogo di lavoro ma nessun sindacato lo abbia aiutato.
- O. rileva che anche a lei non piacciono molte cose del movimento ma che è opportuno fare ciò che è possibile, quindi se c’è da fare uno sciopero, anche se non costituisce la soluzione ed anche se sono coinvolti dei sindacati, lei è a favore.
- F. riporta un’altra esperienza della commissione “lavoro” di Barcellona. Racconta di come siano già stati effettuati due incontri con i lavoratori in lotta della città, con grande partecipazione da parte dei lavoratori. Si sta creando, aggiunge, un coordinamento dei lavoratori in lotta, riprendendo il principio diffuso negli anni ’70 per cui “se toccano una fabbrica le toccano tutte”. A suo parere è necessario continuare a far incontrare i lavoratori e condividere le lotte. Sul sito http://trabajadoresindignadosb​cn.wordpress.com è possibile trovare molte informazioni su quanto si sta facendo a Barcellona.


martedì 19 luglio 2011

Il movimento 15M prende i “cammini” dopo aver preso le “piazze” e i “quartieri”


Marcia Popolare Indignata

Il movimento 15M prende i “cammini” dopo aver preso le “piazze” e i “quartieri”

Una grande marcia su Madrid composta da cinque colonne. Partite da tutti i punti cardinali dello stato, dopo aver camminato per 30 giorni, arriveranno a Madrid il 23 luglio.
Gruppi di attivisti del 15M hanno iniziato la Marcia Popolare Indignata (MPI) camminando dal 19 giugno con l’obiettivo di far conoscere direttamente le proprie proposte, assemblee ed esperienze. Lo faranno attraversando centinaia di cittadine e marciando per un mese. A volte dovranno percorrere più di 30 km, con una media di 22 km al giorno.

5 percorsi attraverseranno tutta la geografia
La MPI è iniziata dal percorso Est, uscendo da Valenzia lo scorso 19 giugno con una trentina di attivisti/indignati. Nei giorni successivi sono cominciati gli altri percorsi: quello del Nordest proveniente dalla Catalogna, quello del Nord da Navarra-Paese Basco, quello del Sud da Cadice, quello del Nordovest da alcune città di Galizia e Asturie. La distanza da coprire in ogni percorso oscilla tra i 700 e i 450 km. Si calcola che in tutti i percorsi e sotto-percorsi si copriranno più di 5mila km di autostrade stradali.

Assemblee in tutti i paesi
Una volta arrivati nei vari centri abitati, si terranno assemblee con gli abitanti del posto per scambiare esperienze, espletare necessità e stringere rapporti per continuare a far crescere questo grande movimento che sta svegliando le persone. Si è creato un modello di “Assemblea del cammino” per facilitare l’apprendimento di questa forma così caratteristica  di organizzarsi e comunicare in un grande gruppo di persone. Si prevede che verranno realizzate assemblee in più di 100 centri. Nel tragitto si raccoglieranno immagini, idee, scritti, canzoni, esperienze e tanti amici.

Quale è il senso della MPI e quali conseguenze può avere?

La MPI può servire a consolidare i rapporti tra le assemblee create o ampliate a partire dal 15 maggio (in quartieri e città), oltre a creare e unire la coordinazione tra le assemblee in un’azione congiunta.
Questa marcia non va interpretata come una semplificazione della protesta ma come un’estensione della stessa: seminare l’indignazione e il dibattito assembleare, imparare da altre esperienze collettive di resistenza e lotta, connetterci e creare reti.
Se quella del 23 luglio sarà una manifestazione con maggiore appoggio rispetto a quella del 19 giugno, il processo del 15M si potrà diffondere nel Paese e contagiare ed ispirare altri Paesi in particolare dell’area mediterranea o dove si vivano situazioni simili, che disgraziatamente sono molti. La forma peculiare della @spanishrevolution è la combinazione di assemblee, ma con metodo, e azione permanente, ma pacifica e non violenta, senza leaders, con incarichi a rotazione ecc. Questa combinazione, insieme al  grande lavoro e un tocco di creatività, risulta da un’efficacia e da una semplicità facilmente imitabile, esportabile e riproducibile da quelli che sono sulla stessa lunghezza d’onda di questa “nuova sensibilità”.
Al contrario è incomprensibile, inafferrabile per coloro che guardano attraverso la mentalità vecchia dei valori caduchi. Quelli che cercano dove è il denaro che muove tutto ciò, o il partito, gruppo o leader che dirige nell’ombra questi giovani. I quali stanno prendendo coscienza della propria esistenza, delle proprie capacità, delle proprie possibilità ed hanno perso la paura del potere perché hanno scoperto che il futuro è nelle loro mani e che possono e devono costruirlo. Si sono svegliati di colpo, si sono tolti il velo che impediva loro di vedere questa possibilità, questo velo che li accusava di essere pigri, violenti, disinteressati, nonchè bambini viziati, drogati, alcolizzati, ecc.
Se il movimento 15M passa l’esame di luglio delle marce su Madrid potrà abbordare sfide più grandi guardando alle elezioni generali e, perché no, ispirare mobilitazioni congiunte a livello europeo.

Come comunicare con i percorsi
Ogni percorso avrà il proprio account twitter, ad esempio @rutanoroeste. Nel blog della MPI si trovano tutte le informazioni generali e quelle di ogni percorso (http://marchapopularindignada. wordpress.com/)
Come partecipare?
Puoi aggiungerti come camminante in un tratto, per due giorni, una settimana o per tutto il percorso. Scegli tu. Per iscriverti e ottenere informazioni visita il blog http://marchapopularindignada. wordpress.com/formulario/. Si può partecipare anche appoggiando la marcia per due o tre giorni, nei fine settimana o durante la settimana, in macchina, bici, per collaborare con coloro che marciano in compiti di infrastruttura o logistica.


CHI sono gli indignati?

Nel loro manifesto, redatto a Puerta del Sol dopo la manifestazione del 15 maggio, si autodefiniscono così:

Siamo persone venute qui spontaneamente, che hanno deciso di riunirsi dopo la manifestazione per continuare a rivendicare la dignità e la coscienza politica e sociale. Non rappresentiamo nessun partito né associazione. Ci unisce la vocazione per il cambiamento. Siamo qui per la dignità e in segno di solidarietà con coloro che non possono essere presenti. Siamo qui perché vogliamo una società nuova che dia priorità alla vita invece che agli interessi politici ed economici. Chiediamo un cambiamento nella società e nella coscienza civile. Appoggiamo i “compagni” arrestati dopo la manifestazione e chiediamo il loro rilascio senza conseguenze.
Vogliamo tutto e lo vogliamo adesso, se sei d’accordo con noi UNISCITI!
Quelli che hanno iniziato e sono il cuore del movimento 15M sono in gran parte giovani tra i 20 e i 30 anni, universitari e molto preparati, che parlano inglese e sono cresciuti usando i mezzi tecnologici. Sono abituati a maneggiare e a trasmettere informazioni tramite internet, sono intelligenti e dotati di spirito critico. Viaggiano liberamente per il mondo. Sono sicuri, creativi e allegri e non sono abituati al fallimento.
Queste sono alcune caratteristiche che corrispondono al profilo medio degli indignati, e con quella che i sociologi più ampiamente definiscono “Generazione Y” alla quale appartengono i giovani nati tra il 1980 e il 1990. Ma loro rifiutano le etichette sociologiche e vogliono invece caratterizzarsi per le proprie diversità, la propria individualità, la propria determinazione e soprattutto per non volersi sottomettere ai percorsi ristretti che qualunque catalogazione propone loro.
Questi giovani danno per scontato, perché così sono stati educati, che tutti gli uomini nascono liberi e uguali, che tutti hanno diritto a una casa e a un lavoro dignitoso, a una società giusta e a un mondo di pari opportunità.
Tuttavia, sono cresciuti e hanno studiato guardando con preoccupazione al loro futuro, sempre più ristretto, e quando arriva il loro turno di inserirsi nel mondo lavorativo, scoprono che quelle convinzioni con cui sono cresciuti erano in realtà favole, come quando si dice a un bambino già grande che Babbo Natale non esiste. E si sentono ingannati, perché sono stati ingannati.
La generazione dei loro genitori e quella dei loro nonni si stanno accorgendo, grazie a questi ragazzi, che hanno lavorando per un sistema che ha dilapidato i loro sforzi, con governanti che hanno attuato una gestione disastrosa del loro lavoro e hanno ipotecato il futuro dei loro figli. E anch’essi si sentono ingannati, perché sono stati ingannati.
Questi giovani vogliono vivere in un mondo libero sentendosi qualcosa più che un altro pezzo in un ingranaggio al servizio del mercato.
Possono sacrificare una carriera lavorativa che oggi sarebbe considerata brillante per il privilegio di disporre del proprio tempo come a loro piaccia. Sono abituati a scegliere e ad esigere. Fanno grandi sforzi studiando e formandosi e vogliono applicarli in qualcosa che abbia senso e che valga la pena. Le loro vite non saranno un contributo di maggior o minor successo al funzionamento del mercato. Non organizzeranno le loro vite in funzione del lavoro, ma sarà il lavoro ad essere al servizio della vita che vogliono vivere.
Perciò questo sistema non serve loro, e vogliono cambiarlo.
Gli indignati quindi sono i giovani che hanno iniziato questo movimento e originato le mobilitazioni che scuotono il paese da maggio ma anche i loro genitori e i loro nonni che si sono uniti spinti dal loro entusiasmo e dai loro punti di vista. E coloro che sono stati espulsi dal mercato del lavoro, gli impiegati dallo stipendio miserabile, quelli che hanno il futuro chiuso e infine tutti coloro che pensano che un mondo migliore non solo è possibile ma imprescindibile.
Devono il loro nome a un libricino del francese Stéphane Hessel, “Indignatevi”, che è diventato un enorme successo dato che evidenzia la recessione dei diritti umani e civili nella nostra società dovuta  all’inganno dei poteri politici e finanziari.


PERCHE’ si ribellano?

Fondamentalmente, perché credono che è possibile cambiare le cose e perché sono sicuri di poterci riuscire.
La situazione di crisi mondiale sempre più acuta ha evidenziato il fallimento di un modello che fino a poco fa non veniva messo in discussione in occidente, ma ha anche smascherato i responsabili dei disastro. Oggi sembra molto difficile convincerci del fatto che stiamo vivendo una specie di catastrofe naturale inevitabile dovuta al cattivo funzionamento dei mercati, perché abbiamo dati sempre maggiori sulle facce, i nomi e i metodi di quelli che prendono le decisioni che guidano questi mercati. Questo si dimostrò nel 2008, quando l’economia nordamericana originò la crisi con lo scandalo dei mutui subprime: una macrotruffa a livello planetario in cui erano implicate migliaia di banche di tutto il mondo. Come una reazione a catena, la conoscenza dei modi di operare delle istituzioni finanziarie in questo scandalo fece cadere il velo che copriva il funzionamento dei mercati finanziari internazionali. La sfiducia si estese e alla fine diventò evidente come fossimo costantemente ricattati da banche e agenti finanziari, che sono scrupolosamente protetti dai nostri governanti (cui non pagano invano le vergognose campagne elettorali).
Gli INDIGNATI sanno che il sistema economico e sociale che si è affermato negli ultimi decenni è ingiusto e inefficace, e che è un sistema globale che per la prima volta nella storia si è diffuso in tutti gli angoli del pianeta. Per questo, per un problema globale, cercano soluzioni globali e profonde.

QUANDO è iniziato il movimento?

Anche in altri Paesi sono iniziati da tempo altri movimenti seguendo strade differenti

Per descrivere le condizioni all’origine di questo movimento bisogna allontanarsi un po’ sia nel tempo che nello spazio. Quello che è successo in Spagna, che a livello internazionale ormai è noto come Spanish Revolution,trova i suoi precedenti in altre mobilitazioni precedenti, che sebbene non siano sfociati in movimenti dotati di continuità, costituivano già i sintomi del fatto che qualcosa stava cambiando nella coscienza collettiva della nostra società. Le enormi manifestazioni contro la guerra in Iraq ne sono un ottimo esempio: la popolazione spagnola mise, in massa, un presupposto morale di non violenza e rispetto davanti ai presunti benefici economici e politici che questa guerra avrebbe comportato.

Islanda
Nel 2008, col fallimento delle tre banche principali, il Paese dichiara bancarotta. Il Governo chiede prestiti cercando di obbligare la popolazione a pagarli, ma i cittadini dicono che NON pagheranno debiti contratti dalle banche. Cade il governo e si indicono elezioni anticipate, si apre un’indagine per dirimere le responsabilità e alla fine banchieri e altri esecutivi sono arrestati o scappano dal Paese e l’ex Primo Ministro viene processato per grave negligenza nella sua gestione. Per proporre soluzioni alla crisi, viene eletta un’assemblea per redigere una nuova costituzione che tenga conto della lezione appresa. Gli Islandesi avevano preso questa decisione già prima di essere annessi all’Unione Europea e senza cedere alle pressioni di Olanda e Inghilterra, i principali creditori delle banche fallite, che li dichiararono terroristi.

Grecia
Per decenni, i vari governi greci hanno mascherato le proprie disastrose gestioni economiche ricorrendo a prestiti da entità finanziarie specializzate, tra cui Il Fondo Monetario Internazionale, arrivando addirittura a falsificare i propri bilanci per poter entrare nell’Unione Europea. Quando la situazione è diventata insostenibile ed è stato impossibile continuare a pagare interessi sull’enorme quantità di debiti accumulata, viene comunicato al Paese che saranno i cittadini a doversi assumere il costo di questa gestione. Ma non li si informò di chi fosse stato a firmare i contratti con le più che dubbie entità che prestavano il denaro, a che condizioni, né tanto meno per cosa venissero usati i fondi ricevuti. I cittadini vogliono sapere quale parte del debito firmato dai politici comportava miglioramenti per il popolo greco così da accettare di restituire il denaro, e quale parte corrisponde a transazioni che non comportarono benefici alla popolazione ma ai firmatari dei contratti. Esigono la creazione di una commissione indipendente che studi la gestione dei contratti e che, successivamente, evidenzi quale parte del debito non riguarda la popolazione in modo che se ne facciano carico i responsabili.
Anche se rappresentano casi diversi, Islanda e Grecia si somigliano in qualcosa di elementare: l’interesse dei “rappresentanti del popolo” è messo al servizio del salvataggio delle entità finanziare a costo del sacrificio dei cittadini. E i cittadini hanno detto no.
I mezzi di comunicazione non ci hanno detto niente di quanto accaduto in Islanda, non sia mai serva da esempio, e riguardo alla Grecia trasmettono l’idea che l’Unione Europea la sta riscattando. In realtà, ciò che Germania e soci fanno quando decidono di destinare migliaia di milioni di euro a questo ricatto, è salvare le banche tedesche  che fallirebbero se la Grecia non pagasse.

Medio Oriente: Tunisia ed Egitto

Il 17 dicembre 2010 un venditore ambulante di Tunisi, Mohamed Bouazizi, si diede fuoco, disperato per le sue condizioni di vita e le scarse possibilità di futuro. La miccia scoppiò in tutto il Nordafrica mettendo fine in pochi giorni al governo di Tunisi e qualche mese dopo a quello egiziano.  Le rivolte si sono succedute in tutto il resto del nord del continente, per essere poi brutalmente represse e talvolta addirittura manipolate per trasformarle in guerre.

Spagna
Mentre in Medioriente ed Europa succedeva tutto ciò, in Spagna decine di piccoli gruppi iniziavano a muoversi nelle piazze e sui social network preoccupati dalla crisi, dalla sfacciataggine dei nostri politici e della debolezza della nostra posizione e al tempo stesso chiamavano il Paese alla mobilitazione e alla protesta contro le menzogne e la manipolazione. I dati sugli stipendi, le pensioni e i privilegi dei parlamentari cominciarono a diffondersi massicciamente tramite email. I comportamenti dei governi  che accorrevano in aiuto delle banche sacrificando i cittadini cominciarono ad essere smascherati. La gente si riunì per discutere, e anche per ballare in piazze e davanti alle banche come forma di protesta, o a manifestare, o anche semplicemente a prendere atto del proprio malessere.
Finchè il 15 maggio viene convocata a Madrid una grande manifestazione e successivamente un gruppo di persone si accampa a Puerta del Sol per rendere pubbliche le proprie rivendicazioni e la propria protesta prima delle elezioni comunali. L’acampada è sgomberata con la forza all’alba del 17 maggio e quello stesso giorno nasce il movimento 15M: i madrilegni arrivano in massa a Puerta del Sol per sfidare i divieti della Junta Electoral, i giovani si accampano in modo permanente e iniziano ad organizzarsi in assemblee e commissioni e l’esempio si diffonde in tutte le città della Spagna. E non si ferma. Diventa sempre più organizzato, più cosciente e più globale. Ora inizia a diffondersi all’estero e nei quartieri, in un movimento che si dirige da una parte alla base e dall’altra all’internazionalità, e che ottiene sempre più adepti.
        
COSA chiedono?

Questo movimento non vuole miglioramenti sociali: aspira a cambiare il mondo.
Vogliono un pianeta sostenibile e sono disposti a cambiare le abitudini di consumo e sperpero dei loro genitori in cambio di altre che garantiscano maggiore redistribuzione e, di conseguenza, maggiore dignità per tutti. Confidano nella partecipazione cittadina e nella base sociale, organizzata e interconnessa, per portare a compimento il cambiamento.

COME?
Chiamando alla mobilitazione pacifica. Rinunciando alla violenza e iniziando a lavorare nei vari quartieri organizzati in assemblee e gruppi connessi con la propria città, col Paese e col mondo. Quando gli accampati di Sol iniziarono a pensare di lasciare la piazza, spinsero i manifestanti a riunirsi in assemblea nei propri quartieri e a riprodurre il modello di Sol ma senza accampamento, e lavorando ciascuno per risolvere i problemi della zona. Allo stesso tempo si stava ricevendo una enorme risposta a livello internazionale spinta in un primo momento dagli studenti spagnoli, che si riunivano davanti ad ambasciate e consolati per protestare. La base di questa rivoluzione è la non violenza e il lavoro per la costruzione di qualcosa di nuovo, né la distruzione né la negoziazione. Ognuno deve trasformare se stesso nel modello di ciò che vuole ottenere.
È possibile che stiamo assistendo al risveglio di una generazione che finalmente è sufficientemente preparata per portare a termine il cambiamento che tutti almeno una volta abbiamo osato sognare.


15M: non violenza attiva o pacifismo tattico?

È iniziato un nuovo momento sociale in cui il movimento 15M dovrà prendere decisioni che potranno determinare strade differenti in futuro. Questo è un momento rivoluzionario che può generare nuove forme di lotta finora sconosciute o andare verso vecchie forme già logore e non adeguate al momento né alla sensibilità attuali. Mi riferisco al fatto che bisognerà scommettere su un pacifismo “tattico” momentaneo che a seconda della circostanza giustificherà l’uso della violenza oppure scegliere definitivamente la via della non violenza come metodologia di azione rivoluzionaria, lottando contro qualunque forma di violenza. Non c’è altro modo di sradicare la violenza che usare la non violenza.
Perché la violenza non si esprime solo in modo fisico quando c’è aggressione, maltrattamento fisico o addirittura eliminazione di un’altra persona. Queste sono le forme più evidenti di violenza, ma ne esistono altre espressioni, molto spesso non così “identificabili”, ma non per questo meno pericolose e distruttive. C’è la violenza economica, quando si impongono delle regole di mercato che provocano catastrofi, carestie e milioni di disoccupati in tutto il mondo. Esiste anche una violenza razziale, quando si discrimina qualcuno per la razza, l’origine o il colore della pelle. Esiste la violenza religiosa dei fondamentalismi intransigenti, dei fanatici religiosi, delle persecuzioni in nome di Dio, della fede o delle sacre scritture. C’è la  violenza generazionale quando si discriminano i giovani (oggi essere giovane equivale ad essere sospetto)o quando, sempre per via dell’età, vengono discriminati bambini e anziani. C’è violenza di genere quando si emargina la donna. Ci sono altre forme di violenza come quella che si esercita  contro coloro che hanno un orientamento sessuale fuori da quello prestabilito dalla propria cultura. Esistono le violenze sulle culture quando si sostengono costumi che vanno contro la dignità della persona o contro altre culture. Ci sono violenze più sottili come quella psicologica, che sviluppano le paure e con cui si manipola la gente con falsi timori.
La nostra società è piena di tutti questi tipi di violenza e per poterli denunciare dobbiamo prima fare un lavoro che comincia dalla loro identificazione, per poi sviluppare meccanismi che li combattano fino a sradicarli.
Mi pare che la vera novità di queste mobilitazioni sia, oltre ad avere una grande forza e permanenza, il fatto che si sviluppino con grande calma e tatto e con enorme resistenza alle provocazioni, la novità è che lo si sta facendo in modo pacifico e con la metodologia della non violenza. Con enorme attenzione nel trattare con la gente e anche con la polizia, che è nei paraggi in numero sempre minore. Ho visto gli accampati offrire ai poliziotti bibite e panini.
Finora questo atteggiamento nelle concentrazioni è stato tattico, non esplicitato, a parte alcuni momenti in cui si ricorreva a slogan urlati spontaneamente: non violenza! non violenza! In alcune assemblee a cui ho partecipato alcuni compagni proposero di prendere una posizione esplicita riguardo a questo tema. Proponevano di legare questa grande mobilitazione alla metodologia della “non violenza”. Molti erano d’accordo, credo la maggior parte, ma ci furono alcune voci contrarie al compromesso esplicito. Alla fine non si riuscì a trovare una soluzione, non venne nemmeno messa ai voti perché alcuni sostenevano che avrebbe spaccato il movimento.
Come è successo con le mobilitazioni che ci hanno preceduto in Tunisia, Egitto e negli altri Paesi arabi, laddove si possa mantenere e rafforzare la via della non violenza, le rivoluzioni progrediranno, mentre laddove si torni agli usi primitivi della violenza le rivoluzioni si vedranno seriamente compromesse. Nei luoghi dove la violenza sia attiva, i processi si bloccheranno e sicuramente alla fine si tornerà indietro a spese per di più di grandi sofferenze umane.
Questo nuovo fenomeno che inizia in un Paese e finisce per contagiare gran parte del mondo arabo, oltrepassa frontiere fisiche e culturali, arriva in Spagna, si trasforma in #spanishrevolution e molto probabilmente si estenderà ad altri Paesi europei e, perché no?, anche americani ed asiatici perché in tutti esiste la stessa situazione. Cambiando pochi elementi, in tutti questi Paesi l’indignazione verso i governanti e il sistema è generalizzata.
Inoltre, per tornare al tema violenza, alcuni sostengono che in “determinate situazioni” sarebbe comprensibile o giustificabile l’uso della violenza. In quali situazioni? Sarebbe una scelta individuale? E se non fosse così, quando, chi e dove deciderà che nel 15M se è necessario o meno usare la violenza di fronte ad una situazione precisa? Si convocherà un’assemblea per discuterne? Ogni gruppo ha la libertà tattica per adempiere?
Credo che tra non molto il movimento 15M assumerà esplicitamente la non violenza attiva come metodologia di azione. Se non lo fa, avrà i giorni contati. Al contrario, se lo farà, il movimento 15M non violento farà la storia.