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sabato 14 gennaio 2012

#occupyVatican #agoraroma #occupypresepe - Arresti e violenza a San Pietro - Le foto -

Una cinquantina di indignati di diversa nazionalità, tra cui spagnoli, francesi, inglesi e naturalmente italiani partecipanti dell'Agorà internazionale di Roma che si sta tenendo a P.zza San Giovanni dal 10 al 17 gennaio, si sono riuniti oggi a San Pietro. Un ragazzo francese al fine di convocare l'assemblea pubblica è salito sull'albero di Natale. La polizia ha risposto con il fermo di questo ragazzo, trasportato in una vettura della Polizia, e altri due ragazzi accorsi in suo aiuto, sono stati trattenuti nella capanna del Presepe. Gli attivisti presenti nel tentativo di far rilasciare i ragazzi fermati, sono stati manganellati dagli agenti, e un poliziotto in borghese ha strappato dalle mani di un manifestante la sua telecamera, con cui stava riprendendo l'accaduto.





martedì 3 gennaio 2012

COMUNICATO WORKSHOP DEBITO PUBBLICO 17.12.2011

Nel pomeriggio del 17 dicembre la Commissione di Riappropriazione Democratica degli Indignati ha organizzato un workshop sul debito pubblico ponendosi come l’inizio di un percorso verso due fondamentali obiettivi:

- Spiegare cosa è il debito pubblico, le sue origini, le cause

- Individuare una via per contrapporsi all’attuale e non condivisa gestione del problema

Hanno partecipato al workshop come relatori:

Prof.ssa Simonazzi, docente di Economia Pubblica – Università La Sapienza

Elena Gerebizza - Campagna per la Riforma della Banca Mondiale

Luca Santini - Presidente del BIN (Basic Income Network)

Domenico De Simone – Scrittore

Giulietto Chiesa – Giornalista

Antonio Soccali – Docente di Economia Aziendale

Ha aperto la discussione la prof.ssa Simonazzi, che ha spiegato il significato di debito, le cause e la sua evoluzione nel tempo, dalla creazione di nuova moneta fino alle obbligazioni finanziarie ed alla creazione dell’Euro, fornendo gli strumenti tecnici di base per la trattazione.

Elena Gerebizza del CRBM si è soffermata sul carattere trasversale ed internazionale del debito, sul meccanismo volontario della sua creazione e sui metodi poco trasparenti delle banche nella gestione di tale debito, con particolare riferimento alla cartolarizzazione. Ha presentato quindi la necessità di un’auditoria del debito per comprendere realmente la sua natura; ha inoltre espresso la necessità di un ritorno alla regolamentazione dei capitali, la cui assenza sta generando la forti speculazioni sul debito degli stati.

Luca Santini ha quindi illustrato il concetto del reddito di base e di reddito minimo garantito, strumento quest’ultimo già ampiamente diffuso negli altri paesi Europei. Tale scenario è stato collegato all’attuale disponibilità di tecnologie che consentirebbe di fatto unariduzione della necessità di lavoro, e dunque il definitivo distacco dalle politiche di pieno impiego che hanno caratterizzato il sistema di sviluppo fino ad oggi.

Domenico De Simone, autore del libro “Il debito non si paga”, si è invece soffermato sul concetto di leva, sul meccanismo dei derivati e più in generale sulle contraddizioni del sistema finanziario, aprendo ad una soluzione di tipo politico globale in risposta al problema.

Tale soluzione è stata ripresa da Giulietto Chiesa che ha ribadito che l’unico strumento per arrestare questa “macchina in folle corsa verso un muro” sia la partecipazione massiva e continuativa dei cittadini, e quindi l’organizzazione di un movimento politico che si contrapponga agli attuali governanti, chiaramente operanti in linea con il sistema economico finanziario vigente.

Antonio Soccali ha riportato infine la discussione su termini più tecnici, ricordando come l’attuale sistema sia totalmente deregolamentato, e dunque illustrando alcuni fondamentali strumenti correttivi, come la tassazione delle rendite finanziarie e quella delle singole operazioni finanziarie, arrivate attualmente ad essere operate da robot artatamente elaborati.

Durante il workshop si sono poste domande che hanno dato luogo ad un forte scambio tra relatori e partecipanti, arrivando ad una convergenza sulla necessità di una auditoria del debito ed una regolamentazione dei capitali.

Tre dei partecipanti al workshop, grazie all’invito rivolto da Elena Gerebizza, parteciperanno inoltre al seminario di formazione sul debito, organizzato dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, che si terrà a Firenze i giorni 7 e 8 Gennaio 2012.

Si tiene infine a comunicare che il 14 gennaio, all’interno dell’Agorà degli Indignati a Roma, è prevista una giornata dedicata alle tematiche del debito pubblico e del reddito di base.

giovedì 29 dicembre 2011

Cronologia di Occupyrussia - Movimento di protesta per nuove elezioni giuste


4 dicembre. In Russia ci sono le elezioni parlamentari che si svolgono con numerose infrazioni.

4 dicembre. A Mosca viene sequestrato un attivista del “Fronte di sinistra” Sergei Udaltsov: degli sconosciuti lo immobilizzano in mezzo alla strada, lo spingono in un'auto e lo portano via. Il giorno dopo si scopre che è stato arrestato. Udaltsov inizia uno sciopero della fame. Visto che era stato arrestato più di cento volte prima di quel giorno e in totale aveva già passato vari mesi in arresto, inizialmente il suo arresto non fa notizia.

5 dicembre. A Mosca nel parco Chystye Prudy (pozzanghere pulite) si tiene un meeting autorizzato di protesta contro le elezioni ingiuste. All'evento partecipano dalle 5.000 alle 10.000 persone. Non si vedeva una manifestazione così numerosa dal 1993.

5 dicembre. In seguito al meeting diverse centinaia di persone si dirigono verso la sede della Commissione Elettorale Centrale (CEC), in via Myasnitskaya si incontrano con OMON (Squadra di polizia per Obiettivi speciali). Avviene il soffocamento della manifestazione, in cui rimangono coinvolte anche persone non partecipanti alla marcia, ma che stavano tornando a casa dopo la manifestazione (tra loro anche la giornalista Tatiana Malkina). La polizia arresta le persone scegliendole in modo aleatorio dalla folla. Tra gli arrestati ci sono non solo gli attivisti Alexey Navalny e Ilya Yashin, ma anche i giornalisti come il redattore capo della rivista Forbes.ru Alexey Kamenskiy. Circa 250 persone vengono arrestate in quel momento.

5 dicembre. Viene arrestato Igor Gukovskiy, uno degli organizzatori della manifestazione al parco Chystye Prudy, a causa del fatto che il numero dei partecipanti aveva superato quello comunicato inizialmente (nella petizione inviata a novembre si parlava di 300 presenti). Il giorno dopo lo condannano innanzitutto al pagamento di una multa e poi all'arresto amministrativo di 15 giorni.

5 dicembre (la sera). Circa un centinaio di persone passano la notte di fronte alla stazione di polizia della via Ilyinka, dove sono in arresto tra altri, Alexey Navalny e Ilya Yashin. Chiedono che gli arrestati vengano assistiti da avvocati, cosa che non avverrà.

6 dicembre. In piazza Triumfalnaya a Mosca ha luogo una manifestazione non autorizzato in contrasto con i brogli elettorali e che porta avanti le richieste di liberazione di tutte le persone arrestate la notte prima. Le autorità mandano in strada un gruppo di giovani attivisti con tambuti (simpatizzanti col risultato elettorale e con Russia Unita, il partito vincitore). Circa 300 partecipanti alla manifestazione di opposizione vengono arrestati dalla polizia. Che tena varie volte di arrestare anche il deputato della Duma Ilya Ponomarev, ignorando il suo documento. A una manifestazione simile a Novosibirsk partecipa una decina di persone e quasi tutte vengono arrestate.

6 dicembre. Il fotografo Tania Sazanskaya organizza su Facebook un gruppo di sostegno agli arrestati. Il gruppo riesce a fornire gli arrestati di cibo e abiti (il gruppo continua a funzionare col nome iHelp).

6 dicembre. Il blogger Ilya Klishin pubblica su Facebook un evento col nome “Sabato in piazza della Rivoluzione” (una piazza molto significativa e vicina al Cremlino). Klishin non ha alcuna relazione con le richieste della manifestazione, solo sa che la manifestazione è stata autorizzata. Già verso mattina il giorno dopo l'evento su facebook conta circa 5.000 partecipanti, e il venerdì 9 dicembre saranno più di 30.000.

6 dicembre. Lo scrittore e esperto di marketing Arsen Revazov propone che sia un laccio bianco il simbolo del movimento di protesta che sta nascendo. Il suo suggerimento viene molto diffuso già la stessa notte, nonostante poi si scopra che una iniziativa simile già era stata proposta a ottobre da parte della organizzazione “Belaya lenta” (laccio bianco).

7 dicembre. La metà dei giudici di pace col compito di risolvere i casi degli arrestati nelle manifestazioni del 5 e 6 dicembre non fanno il loro lavoro – circa 80 persone di colpo si ammalano di febbre. Molti degli arrestati vengono liberati dietro la condizione di partecipare al processo il giorno dopo. Yashin, Navalny insieme a varie decine di arrestati vengono condannati a 15 giorni di arresto.

7 dicembre. In Piazza della Rivoluzione hanno inizio dei lavori stradali. Lo spazio disponibile per svolgere la manifestazione in questo modo si riduce molto. Molti iniziano a temere che possa scatenarsi della violenza: la manifestazione è autorizzata solo per 300 persone.

9 dicembre. I manifestanti di Piazza della Rivoluzione, inclusi i politici Boris Nemtsov e Vladimir Ryzhkov e il giornalista Sergey Parhomenko, ottengono un accordo con la polizia per spostare la manifestazione del 10 dicembre a Piazza Bolotnaya (fangosa). Siè registrata la partecipazione di 30.000 persone.

9 dicembre. Si annunciano i risultati ufficiali della elezioni alla Duma.

10 dicembre. A Piazza Bolotnaya partecipano tra 30mila (dati delle forze dell'ordine) e 100mila (dati dalle analisi fotografiche) persone. È la manifestazione più numerosa a Mosca dal 1991. Simili atti di protesta vengono vengono portati avanti in 99 città russe e in più di 40 paesi, dove i manifestanti si riuniscono davanti alle ambasciate e ai consolati russi. A San Pietroburgo, Syktivkar, Khabarovsk, Tyumen, Belgorod e in molte altre città (non a Mosca) avvengono arresti – per circa 600 persone imprigionate. Il portavoce di Vladimir Putin Dmitry Peskov comunicò che le autorità non avevano alcuna dichiarazione da fare sulle proteste.

12 dicembre. Gli organizzatori della manifestazione di Piazza Bolotnaya spingono per fare una nuova manifestazione il 24 dicembre.

12 dicembre. Nella riunione che si tiene alla Casa dei Giornalisti a Mosca si decide di iniziare il 24 una campagna di raccolta di firme per chiedere l'annullamento dei risultati elettorali.

14 dicembre. Le autirutà autorizzano la manifestazione del 24 dicembre. Il luogo prescelto – il Passaggio di Sakharov.

15 dicembre. Durante la sua “linea diretta” annuale, Vladimir Putin da delle risposte riguardo le proteste. Soprattutto lui indicò che , da lontano, aveva scambiato i lacci bianchi per preservativi e accusò gli organizzatori di manifestazioni come queste di pagare la partecipazione delle persone che chiama pecore.

18 dicembre. Uno degli arrestati Sergei Udaltsov, che continuava il suo sciopero della fame, è ricoverato all'ospedale in condizioni gravi.

mercoledì 21 dicembre 2011

UNA MARCIA EUROPEA DEI SANS PAPIERS

Il quotidiano dei sans papiers -


La marcia dovrebbe riunire i sans papiers (persone senza documenti) provenienti da 28 paesi della comunità europea, per convergere al Parlamento Europeo di Strasburgo al fine di reclamare ai deputati una soluzione a favore della regolarizzazione globale di tutti i sans papiers., capaci di orientare gli Stati membri nella loro politica di immigrazione per glia anni a venire.
La crisi economica e sociale tocca principalmente le popolazioni più precarie di cui fanno parte i sans papiers. Dappertutto, l’affermazione dei politici è rigore, severità e anche crescita. La severità, i sans papiers la conoscono.
La crescita, hanno dimostrato da generazioni che gli era indispensabile partecipando attivamente alla costruzione delle economie nazionali in particolare nei settori chiave dove la loro mano d’opera è necessaria e metodicamente ricercata (costruzioni, restaurazione, pulizia….). E’ il nome di questa attività economica di fatto, perché gli sembra giusto quindi di poter vivere pienamente e dignitosamente la loro vita privata e familiare, che i sans papiers verranno a chiedere a Strasburgo che sia riconosciuta la loro esistenza sociale di diritto nella Comunità Europea.
Questa marcia europea è innanzitutto diretta contro le leggi di repressione (arresto, ritenzione e, espulsione) di cui gli stati europei si sono dotati, dopo la creazione dello “Spazio Schengen” per trattare la questione dell’immigrazione. Il livello di applicazione di queste leggi essendo stato dopo qualche anno rivisto dato l’aumento degli Stati, in primo luogo la Francia. È tempo per gli immigrati di suonare l’allarme ai livelli più alti della sovranità in Europa, conosciuta anche come il parlamento di Strasburgo.
Ma questa marcia è anche organizzata per depositare ai deputati un quaderno di reclami accompagnati da proposte partorite dall’esperienza della dura condizione dei sans papiers e dei loro lutti, una riflessione collettiva cghe si può far risalire storicamente con l’occupazione e l’espulsione della chiesa Sain Bernard a Parigi nell’agosto 1996.
Tra i reclami : l’arresto dei controlli fisionomici, la chiusura dei centri di ritenzione, la fine dell’espulsione programmata e calcolata.
Per quanto riguarda le proposte: liberazione della carta dei dieci anni per tutti, solo un unico titolo di soggiorno che permette di impegnarsi in un progetto praticabile di integrazione e in ugual modo loa creazione di commissioni tripartite (prefettura, consolato, delegazione dei sans papiers), istanza capace di mettere in opera il movimento ragionevole e giusto delle regolazioni e di impedire la brutalità delle espulsioni.
L’annoi 2012 è per un certo numero di stati un anno di rinnovamento del personale politico. La marcia avrà cura di ricordare a livello europeo che gli immigrati e i sans papiers vogliono che la loro situazione non sia strumentalizzata per fini elettorali, anche se non si fanno illusioni sulla loro capacità di impedirlo.
Ma con la marcia ricorderanno a tutti i cittadini europei che loro lavorano quotidianamente con milioni di uomini, donne e bambini che non chiedono altro che partecipare alla vita comune assumendosi tutti gli obblighi e doveri (imposte, tasse, disoccupazione, costi alti di affitti..), quand'anche non si trovino in una situazione di reciprocità dei diritti spettanti per il solo fatto di essere nati altrove. La marcia europea dei sans papiers non chiederà al parlamento di Strasburgo l’accesso alla cittadinanza europea - anche se possiamo immaginare che questo sia l’avvenire e il futuro dell’Europa di poter avanzare in questa direzione - ma se non altro per ottenere, a breve o medio termine, i diritti elettorali e di eleggibilità.
La marcia dei sans papiers sarà innanzitutto una marcia per la memoria. Ricorderà che l’immigrazione, nel XX secolo, ha fornito degli eserciti interi di soldati e lavoratori che sono morti combattendo, o lavorando per fare le democrazie europee tra le due guerre mondiali e per lo sviluppo industriale del secolo scorso. La marcia dovrà rendere omaggio a questa eredità facendo tappa nei luoghi emblematici (Verdun) dove morirono nelle trincee e tra le mine, i bisnonni, i nonni e i padri dei sans papiers di oggi. Sarà una marcia contro l’ingiustizia delle discriminazioni e delle ineguaglianze che colpiscono di più le popolazioni straniere, e più largamente tutti gli strati precari del popolo europeo.
E’ così che la marcia dei sans papiers si dovrà presentare e dovrà essere compresa come una marcia di solidarietà con l’insieme della società che non vuole più una società che dà sempre di più a chi ha già tutto e sempre meno a chi non ha niente. Sarà una marcia transfrontaliera a vocazione internazionalista. Ed è per questo che arriverà a Strasburgo facendo tappa a Schengen in Lussemburgo, per dire quanto l’Europa dopo gli accordi cosiddetti di Schengen ha tradito la sua missione emancipatrice dei popoli.
Sarà infine una marcia di lotta. Il coordinamento 75 dei sans papiers sa per esperienza che non è sufficiente chiedere giustizia per ottenere i diritti, che non è semplicemente con un lancio di dadi che si abolisce l’ordine esistente, che solo con la lotta paziente, lunga, determinata, rinnovata si può ottenere la mobilitazione di tutta la società per un cambiamento radicale. E’ il valore, la necessità e l’efficacia della lotta che la marcia vorrà ricordare.
Così, il coordinamento 75 dei sans papiers, chiama tutti i collettivi dei sans papiers, i cittadini europei, gli indignati, i pensionati, gli studenti, le associazioni, le parti politiche e i sindacati a unirsi a noi per sostenere, ciascuno a proprio modo, la marcia europea dei sans papiers che si terrà nel mese di febbraio 2012.
Per tutte le informazioni, riguardo la partecipazione alla marcia europea di febbraio 2012, contattare:
marche.européenne.des.sans.papiers@gmail.com
SISSOKO Anzoumane: 0626770402, ordinatore del CSP 75



giovedì 15 dicembre 2011

Notizie dalla Russia - 12 dicembre

Mosca 12-12-2011


La manifestazione di una moltitudine esige nuove elezioni in Russia.

Decine di migliaia di manifestanti russi hanno approvato sabato una risoluzione che esige da governo la convocazione di nuove elezioni. Nel test, pubblicato sul sito web tenuto dall'ex campione di scacchi Garry Kasparov, gli organizzatori pongono al governo un termine di due settimane per ricevere una risposta alla loro richiesta.

Nella risoluzione si incita in più la messa in libertà di tutti i prigionieri politici e l'annullamento dei risultati delle elezioni parlamentari che vengono ritenuti invalidi a causa dei brogli.

Ugualmente viene richiesto che il capo delle commissione elettorale, Vladimir Churov, rinunci al suo incarico e che ci sia un'indagine su tutti i sospettati di brogli e la condanna dei colpevoli.

Con rispetto alla convocazione di nuovi seggi, la richiesta è poi che tutti i partiti di opposizione possano presentare candidati e che si cambi la legge elettorale.

Decine di migliaia di oppositori russi si sono riuniti sabato a Mosca per protestare contro i risultati delle elezioni parlamentari, che considerano fraudolenti.

Molti dei manifestanti, di ogni età e classe sociale, hanno indossato cinture bianche e portato con sé fiori bianchi, ha dichiarato l'agenzia DPA.

Nei loro striscioni esigevano le dimissioni del capo del governo, Vladimir Putin, e la liberazione dei prigionieri politici come il magnate del petrolio Mijail Jodorkovsky.

Si sono viste anche bandiere arancioni di Solidarnost (movimento politico russo de ideologia liberale), opposto al governo.

Più di 35.000 persone si sono aggiunte alla protesta tramite i social network, nonostante molti detrattori di Putin siano rimasti in casa per timore di rappresaglie.

Un elicottero della polizia ha sorvolato la piazza dove stava la concentrazione di manifestanti, che era piena. In tutto, sono stati impegnati 52.000 agenti di sicurezza.

Leader dell'opposizione come il blogger Alexei Navalni e il politico Ilya Yashin non hanno potuto assistere alla protesta perchè sono stati condannati a 15 giorni di detenzione per presunta resistenza a pubblico ufficiale durante una manifestazione non autorizzata.

Secondo il resoconto dell'agenzia stampa Itar-Tass, l'inizio della protesta ha dovuto essere ritardato a causa dell'affluenza enorme dei partecipanti.

L'organizzazione ha accusato la polizia di tentare di boicottare la concentrazione, visto che erano stati previsti solo due ingressi autorizzati da un lato della piazza, attraverso i quali tutti i manifestanti erano costretti ad accedere.

Télam – Agenzia Stampa Nazionale di Notizie della Repubblica Argentina




giovedì 1 dicembre 2011

GRUPPO POLITICA INTERNAZIONALE, SOL MADRID E GRUPPO APERTO PER LA PREPARAZIONE DELLA SETTIMANA DI AZIONI 10-18 DICEMBRE

Settimana di azioni pianificate dal 10 al 18 dicembre che collega la Giornata internazionale dei diritti umani alla Giornata internazionale dei diritti dei migranti e la chiusura dei luoghi di detenzione.

Il 10 dicembre vogliamo organizzare più di una performance a Puerta del Sol e un forum che tratti dei 30 diritti più un 31esimo e vogliamo che si tenga un'assemblea aperta alle 17 per raggruppare tutte le proposte relative agli articoli.

Durante la settimana avremo azioni in quartieri diversi e il 18 dicembre una grande manifestazione.

Cominceremo anche questa volta alle 12 a Puerta del Sol, con uno spettacolo sulle persone che vengono arrestate in strada perché prive di documenti e che vengono messe in centri di detenzione. Nello spettacolo vogliamo denunciare quello che sta succedendo all'interno dei CIES (centri di detenzione in Spagna) e alla fine arriveremo alla distruzione del CIES e tutte le persone presenti parteciperanno a una marcia.

Abbiamo una pagina a disposizione in N-1 e stiamo lavorando insieme per prepararla con un gruppo trasversale di persone provenienti da gruppi di lavoro e quartieri diversi, e col supporto del GA.

Ho messo in agenda dell'ultimo meeting virtuale, venerdì il 18 dicembre, e ho presentato le relative proposte.

Abbiamo chiamato le persone della lista per ricevere supporto e esempi di azioni simili dalle altre piazze dove si sia lavorato per un'azione settimanale e non di un solo giorno.

Spero di sentire presto anche altre piazze.

SETTIMANA DI AZIONE 10 DICEMBRE (GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI) E 18 DICEMBRE (GIORNATA DI AZIONE GLOBALE CONTRO IL RAZZIMO E PER I DIRITTI DEI MIGRANTI, DEI RIFUGIATI E DEGLI SFOLLATI) – RISPETTO DEI DIRITTI DI TUTTI: NESSUN ESSERE UMANO E’ ILLEGITTIMO

10 DICEMBRE – PROGRAMMA

ore 11,30 -12,00
Messa in scena di un matrimonio

Messa in scena di uno sgombero

ore 12,00 - 14,00 Forum dei diritti umani a Puerta del Sol, con gruppi di lavoro gestiti dalle comunità e dalle assemblee popolari di quartiere, commissioni e altre organizzazioni. Ogni gruppo di lavoro nell’ambito del Forum rifletterà su alcuni dei 30 articoli, sviluppando workshop e attività:

- Art 28 gruppo di lavoro sulla politica internazionale, SOL

- art 31 il diritto che non è stato ancora scritto, commissione ampiamento internazionale, SOL

- I gruppi che analizzeranno la discriminazione di cui sono vittime i migranti

- Diritto alla vita, libertà e sicurezza: art 3, 5, 6,9,10,11

- Diritto alla libero movimento: art 13 e 14

- Diritto al lavoro: art 23

- Diritto ad avere un progetto di vita: art 12,16, 18

- art 13, Piattaforma plurinazionale

- art 23 e 25, Commissione sociale, Sol

Il lavoro dei gruppi sarà focalizzato sull’analisi dei diritti scelti, su chi li viola e su coloro che subiscono le violazioni, sul come e sul dove, e sulle proposte per porvi rimedio.

Ciascun gruppo dovrà ricapitolare su un cartellone (sul fronte il testo dell'articolo, sul retro la violazione, dove, chi la subisce e chi la commette e le eventuali proposte alternative emerse).

ore17,00 - Spettacolo musicale con diversi cori

ore 17,30 - Assemblea per condividere il lavoro fatto a Puerta del Sol. I gruppi di lavoro comunicheranno attraverso dei portavoce le conclusioni raggiunte dal gruppo. Il lavoro sarà visibile sul manifesto.

18 DICEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE D’AZIONE CONTRO IL RAZZISMO E PER I DIRITTI DI MIGRANTI, RIFUGIATI E SFOLLATI –

PROGRAMMA

Ore 12,00 - Performance dei CIE a Sol. Le persone saranno invitate a radunarsi intorno al cavallo di Sol e prenderanno posizione con elementi che simboleggiano l’atteggiamento discriminatorio della polizia durante le irruzioni. La polizia blocca persone in un CIE. La gente può indossare maschere di diversi colori. Nel CIEmostreremo che cosa accadrà alla fine: il CIE sarà distrutto e le persone parteciperanno alla marcia.

Continueremo con una marcia verso il ministero dell’interno, passando per Cibeles.

Una volta arrivati di fronte al ministero, la proposta è quella di disegnare sagome vuote, che rappresentano le persone che non possono rimanere, non possono manifestare, o che sono scomparse a causa delle leggi sull'immigrazione, della repressione, ecc.. (con il gesso, la carta bloccata a terra e altro)

Questa proposta deve essere condivisa a livello nazionale e internazionale
https://n-1.cc/pg/groups/929017/semana-de-accin-en-madrid-1018-diciembre-2011-respeto-a-los-derechos-de-todas-y-todos-ninguno-ser-humano-es-ilegal/

Contatto: jornadaderechoshumanos2011@gmail.com